Laurea (ph.istock)
Non tutte le lauree hanno lo stesso valore. Chi si laurea in ingegneria navale o aerospaziale può aspirare a uno stipendio più alto del 10% rispetto agli altri laureati. Chi, invece, sceglie la psicologia deve accontentarsi di una retribuzione inferiore dell’8%. Questi sono alcuni dei dati che emergono dall’ottavo “University Report” dell’Osservatorio JobPricing, realizzato in collaborazione con LHH Recruitment solution. Lo studio analizza l’impatto della laurea sul mercato del lavoro italiano, confrontandolo con quello europeo.
Il rapporto evidenzia che in Italia i laureati sono ancora una minoranza: solo il 28% dei giovani tra 25 e 34 anni ha un titolo di studio superiore. Il mercato del lavoro, però, richiede figure sempre più specializzate, anche nella pubblica amministrazione. Il vantaggio di avere una laurea si riflette sull’occupazione: più dell’80% dei laureati ha un lavoro, contro il 60% della media nazionale. Tuttavia, circa il 26% dei lavoratori è sovra-istruito e svolge mansioni inferiori alla sua preparazione.
La laurea fa anche la differenza in busta paga: in media, chi ha la laurea guadagna il 38% in più di chi ha una istruzione secondaria. Si tratta di una differenza di 13mila euro all’anno, che cresce con l’aumentare dell’età e della carriera. La laurea, dunque, premia, ma meno che nel resto d’Europa, dove la differenza di stipendio tra laureati e diplomati è del 52%.
Non tutte le lauree, però, hanno lo stesso valore. Secondo il rapporto, le più richieste e remunerate sono quelle in ingegneria, soprattutto meccanica, navale, aeronautica e aerospaziale. Seguono le lauree in scienze economiche, statistiche, fisiche, chimiche, giuridiche e mediche. Le più penalizzate sono quelle in scienze pedagogiche e psicologiche, ma anche in lingue, letterature, storia e filosofia.
Anche l’università in cui ci si laurea conta: chi esce da una università privata punta a salari più alti del 4% rispetto a chi proviene da un ateneo pubblico. Laurearsi al Nord, poi, garantisce una retribuzione più alta del 3%. Tra gli atenei che offrono le migliori prospettive di guadagno nel tempo, spiccano la Bocconi di Milano e i Politecnici di Milano e Torino.
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