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Calcio: un alleato prezioso per la salute delle ossa

Il calcio è uno dei sali minerali più importanti per il nostro organismo e per questo indispensabile elemento nella costruzione di una dieta equilibrata e completa. Il motivo fondamentale di ciò sta nel fatto che questo metallo alcalino che in natura si presenta nello stato solido e con una colorazione grigio-argentea, è uno dei costituenti fondamentali del nostro corpo. E non solo: è infatti fondamentale per la vita sulla Terra di tutti gli animali ed i vegetali e costituisce il quinto elemento per abbondanza nella crosta terrestre, di cui costituisce un componente che pesa per circa il 3% sul totale. Nell’organismo umano adulto, si calcola che sia presente circa un chilogrammo di calcio in totale, il cui 99% è parte fondamentale del tessuto osseo, mentre il resto si colloca nel tessuto molecolare oppure è contenuto nel plasma, dove svolge una serie di importanti funzioni sia a livello metabolico nella trasmissione di “comunicazioni” e nell’intercettazione di ormoni ed enzimi, sia a livello “fisico”, contribuendo per esempio al meccanismo della contrazione dei muscoli.

Il calcio nelle ossa

[dup_immagine align=”alignright” id=”145939″]Rimane comunque chiaro che il primo e più importante “effetto” della presenza del calcio nel nostro organismo sia quello esercitato sulla salute dello scheletro e, ovviamente, di ciascuna parte che lo compone, vale a dire delle ossa e dei denti. L’osso è infatti un particolare tessuto connettivo che è composto fondamentalmente da una particolare tipologia di cellule – gli osteoclasti e gli osteoblasti responsabili rispettivamente dell’erosione e della formazione del tessuto osseo in continuo divenire – e da una “materia extracellulare” composta da fibre e da minerali – principalmente fosfato di calcio, ma anche magnesio, carbonato e sodio – che pur essendo all’incirca pari ad un quarto del volume totale dell’osso, ne è il vero asse portante, costituendone oltre la metà del peso. Va da sè che una carenza di calcio, nelle diverse fasi della vita di un organismo ma principalmente in quelle della crescita e della vecchiaia, può comportare una fragilità ossea accentuata ed una minor propensione al rinnovamento e alla ricostruzione in caso di fratture. Va infatti ricordato che superati i 40 anni, un particolare fenomeno, detto osteoatrofia, porta fisiologicamente ad una perdita di consistenza e di resistenza che, se contenuta, non comporta particolari problemi ma, se consistente, diventa patologica: in questo caso si parla di osteoporosi.

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Calcio: il fabbisogno e le fonti alimentari

È dunque evidente che la presenza del corretto livello di calcio nell’organismo – non eccessivo perché il troppo calcio mette in moto meccanismi di “smaltimento” che possono essere dannosi portando ad esempio alla formazione dei calcoli renali – è fondamentale e per prevenire l’osteoporosi e altri problemi alle ossa, accanto alla limitazione di fattori di rischio come l’abuso di alcool o di fumo, lo scarso esercizio fisico o, al contrario, quello eccessivo.

Anche per questo, il fabbisogno di calcio è variabile nei diversi momenti della vita: importantissimo nella fase della crescita – dai 1200 ai 1500 mg/giorno nel periodo dell’adolescenza – torna al “normale” fabbisogno di circa 1000 mg/giorno in età adulta e risale verso i 1500 negli anziani. Va anche detto che per l’assunzione del calcio tramite gli alimenti è fondamentale la presenza della vitamina D, unica sostanza in grado di consentire all’apparato digerente l’assorbimento del calcio e la sua “messa in circolo” nell’organismo. Gli alimenti ricchi di calcio sono molti: i più noti sono ovviamente il latte e tutti i suoi derivati, ma contengono buone quantità di calcio diversi vegetali a foglia larga, i legumi ed alcuni prodotti ittici, principalmente il pesce azzurro ed i molluschi.

Anna Invernizzi

Classe 1972, cinque figli e una vita intensa. Laureata in Economia, impiegata, scrivo per passione su tutto quello che mi interessa. In particolare creo contenuti a tema cucina e lifestyle.

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Anna Invernizzi

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