orche in Norvegia quando e dove si possono ammirare

Orche in Norvegia: quando e dove si possono ammirare

Voglia di fare qualche avvistamento selvatico e di lasciarvi incantare dalla natura? Ecco tutti i luoghi dove ammirare le orche in Norvegia!

La Norvegia è una terra di sorprese. All’apice ci sono i suoi fiordi che hanno il senso frastagliato e struggente dell’esistenza. Ma non finisce di certo qui. Terra dalla natura aspra, fredda e selvaggia, ospita una cultura ancestrale. Si possono ammirare resti della civiltà vichinga così come chiese in legno medievali. L’arte di Edward Munch richiama visitatori da tutto il mondo e l’architettura moderna è un’avanguardia mondiale. Ci son festival di sport estremi, gastronomici e musicali. Eppure questo ancora non basta per comprendere la grandezza di questa terra tra i ghiacci. Perché si possono ammirare anche le orche in Norvegia. Ed è uno spettacolo in cui si sente tutta la maestosità della natura. Dalle isole più remote della Norvegia ai fiordi più suggestivi: lo so può vivere circondati da monti e acque magiche.

Norvegia: questione di fauna (e di clima)

La Norvegia è la terra più a occidente della Scandinavia. E quasi sfiora la Groenlandia. Si tratta, infatti, dello Stato più settentrionale d’Europa, motivo per cui è attraversato da fenomeni naturali unici come il sole di mezzanotte e l’aurora boreale. La sua spina dorsale sono le Alpi Scandinave. Territorio montuoso, risulta essere una terra particolarmente fredda. Il clima infatti è atlantico o artico. Ed è proprio questo habitat glaciale che favorisce la vita su questa terra di animali come renne, alci, orsi, lepri polari. I suoi mari e laghi, invece, sono ricchi di pesci resistenti e forti, come il salmone, i lucci, le trote. Ma soprattutto nel mare della Norvegia ci sono le orche, un animale maestoso ed elegante nonostante le grandi dimensioni. Accarezzarlo con gli occhi è davvero un sogno.

Le orche

Le orche sono mammiferi marini appartenenti alla famiglia dei delfinidi. Il fantastico nome generico, Orcinus, è un aggettivo che si riferisce a Orco. L’Orco per i Romani era un dio dell’oltretomba. Quello specifico, orca, deriva dal greco e significa “pesce grosso”. E già l’etimologia ci porta lontano, in questo lungo viaggio nel mondo delle orche. Sono anche un animale predatore, per il fatto che le orche divorano le balene, loro cugine. Lunghe dai 5 agli 11 metri (dipende soprattutto dal sesso, i maschi saranno più lunghi e pesanti), possono raggiungere un peso anche di 10 tonnellate. Si tratta, inoltre, dell’animale marino più veloce di tutti. Le orche si trovano in tutti i mari, ma preferiscono di gran lunga le acque fredde sia artiche che antartiche. Ed ecco perché di orche in Norvegia se ne trovano a bizzeffe.

Il periodo delle orche in Norvegia

In Norvegia sono vari gli animali che si possono ammirare. Si parla, in questo caso, di safari fotografico. Intendendo, quindi, un vero e proprio viaggio spinto all’ammirazione e alla fotografia di animali rari, che magari vivono solo in quella zona o che si possono avvistare facilmente in Norvegia in determinati periodi. Così c’è un tempo per il bird-watching e uno per avvistare le balene. Un’altro ancora per un animale che viene dal passato e che prende il nome, per il suo pelo, di bue muschiato. Ma anche il granchio reale ha il suo perché. Così anche per le orche esiste un periodo migliore, e sarebbe quello che va da fine ottobre a metà gennaio. Questo è il momento dell’anno in cui si radunano centinaia di cetacei che spiccano il volo da quelle acque gelide per poi buttarsi di nuovo giù. Dopo avranno altre mete, ma il loro inverno è norvegese.

Tromso

A Tromso, in una delle tante filettature della Norvegia, si possono ammirare le orche da novembre a fine gennaio. Dopo di che questi enormi delfini (perché, in fondo, di delfini si tratta) si sposteranno nei mari tropicali. C’è da attrezzarsi davvero bene per un’escursione da queste parti: una bella tuta, guanti, cappellino e scarpe grosse. Perché il safari delle orche si fa con una luce bassissima e, anche se il mare è piatto, il freddo è totale. A Tromso si può decidere di affrontare l’avventura dell’avvistamento delle orche in Norvegia stando tranquillamente in una barca coperta, oppure adottare soluzioni più estreme: il gommone o i kayak. Lo spettacolo è lo stesso: miriadi di orche che mostrano la loro coda e poi, lentamente, si preparano ad affiorare sulla superficie dell’acqua con un grande salto. Cambia il senso di avventura: in gommone o kayak le orche fanno sentire anche la forza delle loro onde.

Andenes

Nella città di Andenes, lembo di terra dell’estremissimo nord della Norvegia, è possibile anche nuotare con le orche e con i suoi simili, delfini e balene. Andenes, vecchio villaggio di pescatori, a sua volta, sta a nord dell’isola di Andoya e negli ultimi anni si è specializzata nel sea-safari, ossia safari di mare. La particolarità di questo tipo di esperienza riguarda il fatto che non si tratta di un semplice avvistamento, che prende invece il nome di whale-watching. Ma, dal proprio gommone, ci si può tuffare in acqua per guardare davvero negli occhi le orche. Può sembrare qualcosa di estremamente pericoloso, ma in realtà il senso di pericolo che si percepisce è solo quello che popola la nostra mente e che dà l’adrenalina. Le orche, invece, non attaccano mai l’uomo. E si lasciano ammirare in tutta la loro grandezza.

Fiordo Tysfjord

Un altro scenario speciale per ammirare le orche in Norvegia è quello del fiordo di Tysfjord. Si trova nell’estremo nord della Norvegia, di fronte alle isole Lofoten. In questo splendido mare del nord, a bordo di barca o gommone, si possono ammirare centinaia di cetacei, che ballano sulla superficie dell’acqua, che si avvicinano alle imbarcazioni per farsi ammirare, ma senza vanità e senza incutere timore, se non quello che si prova di fronte alla grandezza della natura. Con maschera e boccaglio, ci si può tuffare ad ammirare la vita sott’acqua. Il freddo non si sente, perché c’è una muta e tutta l’adrenalina. E una volta terminata l’esperienza in acqua, si torna a terra un po’ incantati. Lì vicino c’è un faro: si può mangiare e dormire. E da lassù rivivere, come un sogno, quel bagno magico a scrutare il miracolo di animali giganti e perfettamente aggraziati.



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