Milano (ph.Pixabay)
Voglia di cambiare città? Non tutti i posti sono uguali e, in base a diversi criteri, alcuni sono meglio o peggio di altri. InterNations, la più grande comunità globale di espatriati al mondo con oltre 5,2 milioni di membri, ha condotto, come ogni anno, un sondaggio sulle migliori e peggiori città dove vivere per gli stranieri. Ecco i risultati.
Al decimo posto delle città migliori in cui trasferirsi è Muscat, in Oman. Gli alloggi si trovano facilmente e anche a prezzi accessibili. E’, inoltre, una città sicura in cui vivere e c’è poca burocrazia. Non molto adatta, invece, per quanto riguarda le attività per il tempo libero e l’efficienza del trasporto pubblico. Al nono posto c’è Bangkok, capitale della Thailandia, ideale per chi vuole spendere poco e avere una buona vita sociale. Male invece la situazione lavorativa. L’ottava posizione è stata assegnata a Kuala Lumpur, in Malesia, dove gli stipendi sono buoni. Di contro, c’è poca sicurezza e stabilità politica. Un gradino sopra c’è Città del Messico, città decisamente accogliente, dove si mangia bene e c’è un’ottima vita notturna. Bandiera nera per la sicurezza e la sanità. Al sesto posto si trova Madrid, in Spagna, apprezzata dagli espatriati per l’offerta culturale, le opzioni di svago, la vita notturna, la cordialità degli abitanti, gli ottimi trasporti pubblici e l’eccellente assistenza sanitaria. Non benissimo, invece, la sicurezza del lavoro e l’economia locale.
Il quinto posto della top five delle città dove gli stranieri vivono meglio è occupato da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, perché possiede le migliori infrastrutture automobilistiche al mondo e ha un’eccellente assistenza medica. Anche la quarta città migliore del mondo si trova negli Emirati Arabi Uniti ed è Ras Al Khaimah, per cui è molto facile ottenere un visto, un alloggio e dà molte soddisfazioni lavorative. Il podio è tutto riservato alla Spagna. Sul terzo gradino c’è Valencia, che ha un’ottima qualità della vita, un’eccellente e accessibile assistenza sanitaria e una buona vita sociale. Qualche problema per quel che riguarda le possibilità di lavoro. Medaglia d’argento per Alicante, città sul Mar Mediterraneo dove gli alloggi si trovano a prezzi accessibili e c’è una vivace vita notturna. Ma non è perfetta: gli espatriati si lamentano di ambienti di lavoro poco creativi, poco flessibili e troppo controllati. La città ideale è, invece, Malaga, al primo posto in termini di ospitalità degli abitanti, costo generale della vita e clima, opportunità di svago.
A fronte delle dieci migliori città dove espatriare, ci sono anche le 10 peggiori. Decima posizione per Seul, in Corea del Sud, considerata poco accogliente e con una cattiva qualità dell’aria. Al nono posto c’è Parigi, in Francia, ottima per pochi giorni di vacanza, ma a quanto pare non per viverci. Gli intervistati hanno spiegato che è poco accogliente e che la lingua rappresenta una barriera. In compenso cibo, sicurezza sul lavoro e assistenza sanitaria sono apprezzate. Immediatamente dopo Parigi c’è Londra, nel Regno Unito, dove la vita ha un costo molto elevato, il clima è instabile e l’assistenza sanitaria non è soddisfacente. Bene, invece, le possibilità di carriera. Al settimo posto troviamo Istanbul, in Turchia, dove gli stipendi, la sicurezza sul lavoro e l’economia locale non sono apprezzati dagli espatriati. Molto amato, invece, il clima e la facilità di ottenere il visto per il trasferimento. Sesto posto per Dublino, in Irlanda, dove prendere in affitto una casa è molto costoso.
La quinta posizione è occupata da Berlino, in Germania, dove gli espatriati hanno difficoltò a trovare una casa e non si sentono accolti dalla popolazione totale. In compenso, la scena culturale, il mercato del lavoro e l’economia sono molto apprezzati. Ai piedi del podio negativo c’è Amburgo, sempre in Germania, dove secondo gli intervistati è difficile fare amicizia e di conseguenza avere una vita sociale soddisfacente. E’ anche necessario sapere parlare tedesco. La terza città peggiore in cui espatriare è Vancouver, in Canada, dove il costo della vita è troppo alto rispetto alle retribuzioni. Infine troviamo Roma e Milano. La capitale d’Italia, a detta degli espatriati, ha un grosso problema con il lavoro e con la burocrazia. E’ però molto apprezzata per la cultura e la vita notturna. Fanalino di coda Milano, considerata pessima per la burocrazia e la ricerca di un alloggio.
(Foto copertina: credit agenzia Pixabay)
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