Qualità della vita: per Mercer la migliore è Vienna

Pubblicato dalla nota agenzia consulenziale l'annuale rapporto sulla qualità della vita nelle maggiori città del mondo.

Una scenografica veduta notturna di Vienna
Una scenografica veduta notturna di Vienna

Poche sono le certezze del mondo “liquido” e sovrainformatizzato di oggi. Una da queste è il fatto che vanno estremamente di moda le classifiche, le graduatorie e le “top ten”. Si fanno classifiche su tutto e su tutti, dai 100 film più belli della storia ai 10 posti che devi visitare prima di morire, dalle 100 persone più influenti del mondo, ai 10 ristoranti che vanno assolutamente evitati nel fare un viaggio. Non sempre tali classifiche si discostano realisticamente dalla soggettività di chi le stila, ma occorre dire che sono spesso esercizi divertenti che permettono di scoprire cose nuove ed interessanti, fin oltre il loro scopo “primo”.

Fra le varie classifiche da cui siamo bombardati, ci sono quelle sulla “qualità della vita“, concetto invero un po’ difficile da definire in maniera oggettiva ma che ha dietro di sé una origine indubbiamente affascinante: come e quanto profondamente un luogo può influire sulla percezione di “vivere bene” che ognuno ha? Il tentativo di rispondere a questa domanda in maniera rigorosa è il cuore dell’interessante tentativo che fa la prestigiosa società di consulenza globale Mercer attraverso il suo database Quality of Living dal quale, ogni anno, viene prodotto un interessante rapporto annuale che mette in fila le principali 450 città del mondo in quanto alla qualità della vita dei propri cittadini. Ecco dunque i risultati, pubblicati lo scorso 23 febbraio, del rapporto 2016

Dove vado a vivere? A Vienna…

Sono dieci i parametri utilizzati da Mercer per tentare di “quantificare” il concetto di qualità della vita applicato ad un nucleo urbano, parametri che vanno dalla sicurezza dei cittadini – un tema la cui sensibilità è decisamente aumentata negli ultimi tempi – alla stabilità politica, dal livello dei servizi infrastrutturali e sanitari alle possibilità di istruzione, dalla possibilità di impiegare bene il “tempo” fino alla varietà delle opportunità per impiegare il proprio tempo libero. Da questo insieme di indicatori che, va ricordato, nascono con l’obiettivo di individuare quanto sia “interessante” per un’azienda andare ad investire in un certo luogo, nasce la graduatoria Mercer che, per quanto riguarda il 2016, ha considerato 230 città di tutte quelle contenute nel database. I risultati hanno incoronato Vienna come città capace di fornire ai propri abitanti la più alta qualità della vita del mondo: grazie ai costi degli affitti particolarmente bassi, all’efficienza della sua rete di trasporti, al livello della proposta culturale in grado di fornire ai cittadini nonché alla varietà dei modi con cui un viennese può occupare il proprio tempo libero.

Milano, Roma e Parigi

La capitale austriaca ha battuto nelle classifica la non lontana Zurigo, città che è pure sul “podio” della speciale sezione dedicata alla sicurezza insieme a Berna e Lussemburgo, la neozelandese Auckland, la tedesca Monaco di Baviera e la canadese Vancouver. E l’Italia? Occorre dire che nonostante quello che si possa pensare le cose non vanno poi così male: Milano è 41esima in graduatoria battendo per esempio New York, mentre Roma, penalizzata un po’ dal tasso mi microcriminalità, è 53esima, una posizione in meno rispetto allo scorso anno. Da notare anche l'”effetto-terrorismo” che fa precipitare Parigi di ben dieci posizioni dal 27° al 37° posto. Per la cronaca, la prima città africana è la sudafricana Durban, ottantacinquesima… La città “peggiore”? Baghdad, ultima in graduatoria…


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