Ognissanti: una tradizione della nostra cultura

La nostra tradizione di Ognissanti e del giorno dei morti il 1° novembre non ha nulla da invidiare a quella “importata” di Halloween. Radici che non vanno dimenticate

Le schiere dei Santi, Beato Angelico
Le schiere dei Santi, Beato Angelico

Stiamo per essere travolti da Halloween, una festa che ormai sta spopolando anche dalle nostre parti tanto da avere sorprendentemente più spazio, per avvenimenti, attenzione mediatica e battage pubblicitario, di tante ricorrenze che sono parte integrante della nostra cultura e del nostro popolo. Si tratta di una moda, senza dubbio, dall’anima festaiola e trasgressiva. Ma anche discutibile per la banalizzazione che fa di certi temi in realtà molto profondi e per una certa esaltazione del paganesimo e dell’occulto che non necessariamente si sposa con nostra sensibilità latina. Al di là dell’idea che vi siete fatti di Halloween, ciò che è oggettivo è che questa festa sia stata “introdotta” dalla globalizzazione anche dalle nostre parti a partire da culture celtiche ed anglosassoni, lontane per tempo e sensibilità alla nostra. Ma se tutto sommato tenere Halloween per quello che è senza enfatizzare troppo, ovvero una semplice occasione per divertirsi in modo un po’ diverso dal solito, è altrettanto importante non perdere le nostre radici e non dimenticare anche le nostre tradizioni. Che affondano soprattutto nell’eredità classica e cristiana e che portano in sé una sensibilità sui temi della morte e dell’occulto assai diversa rispetto a quella che sottende Halloween. E che porta a tradizioni secolari e bellissime che non temono confronto in quanto a fascino o bellezza con qualunque veglione a base di streghe e zucche.

Halloween, Ognissanti e il giorno dei Morti

Frutta di Martorana
Frutta di Martorana, Sicilia
Non ci sono teorie certe sulla diffusione di Halloween, anche se sembra abbastanza dimostrato che essa possa derivare da antiche “feste di fine estate” che i popoli gaelici, tipicamente sull’isola britannica, usavano tenere. Storicamente fu certamente cavalcata anche come “festa della riforma”, intesa nel mondo protestante come in contrapposizione con le consuetudini cattoliche-romane di Ognissanti e della Memoria dei Defunti e non è da escludere che anche oggi la sua diffusione abbia dietro un rinfocolarsi di questa contrapposizione. Quanto ad Ognissanti, ovvero la celebrazione dei santi e dei martiri cristiani, la sua origine coincide praticamente con la storia stessa del cristianesimo, dal momento che la memoria collettiva, e quindi un festa che divenne presto anche liturgica, di tutti i numerosi martiri conosciuti e sconosciuti dell’antichità, fu diffusissima da subito fra le prime comunità. Ci sono infatti testimonianze certe che ne parlano come una festa assai sentita fin dal secondo secolo, anche se fu solo papa Gregorio III, intorno al 730, che ne stabilì la attuale e definitiva data al 1° novembre. Alcuni studiosi sostengono che tale scelta sia stata dettata proprio dalla celtica festa di Samhain – la stessa che ha portato ad Halloween – su insistenza della chiesa anglosassone, ma diversi fatti storici portano ad una sostanziale confutazione di questa tesi, benché essa sia spesso indicata incondizionatamente come corretta dai meno informati.

Le Fave dei Morti, Perugia
Le Fave dei Morti, Perugia

Le tradizioni popolari italiane

La commemorazione dei Defunti ha una origine molto successiva ed un “padre” preciso. Fu infatti l’abate benedettino Sant’Odilone di Cluny che decise di celebrare i vespri del 1° novembre per questo scopo, riprendendo una antica tradizione bizantina. Tale consuetudine si diffuse rapidamente in tutta la cristianità. Innumerevoli sono le tradizioni popolari che fanno di queste feste una vera e propria celebrazione collettiva di popolo. Esse, occorre dirlo, hanno però una caratteristica ben diversa da Halloween: se infatti la morte ed i morti per l’ormai spettacolarizzato carrozzone di zucche sono qualcosa da esorcizzare e non prendere sul serio, la nostra cultura conosce una festa di speranza, dove i morti sono da ricordare, “andare a trovare” od omaggiare, nella prospettiva cristiana della vita. Spesso, tale festa, è occasione per organizzare atti di carità – ad esempio, sono moltissimi in tal senso gli esempi di “carità dei morti” nei confronti dei poveri o degli orfani – o per il mutuo sostegno fra i “sopravvissuti”. Da questa origine nasce un po’ ovunque nel nostro paese per esempio la consuetudine di preparare dolci “per i morti” o di lasciare libero un posto a tavola per loro, rinnovandone la memoria, oppure di distribuire cibo o bevande a chiunque bussi alla porta. Insomma, divertiamoci pure con Halloween. Ma poi, sul serio, difendiamo le nostre tradizioni. Che certo non sono da meno. Anzi…

Photo Credit: Cantalamessa, Alaman


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