Morto Gabriel Garcia Marquez, premio Nobel per la letteratura

Ci lascia l'autore di bellissime frasi d'amore e di romanzi unici come Cent'anni di solitudine o L'amore ai tempi del colera

Gabriel Garcia Marquez, premio Nobel per la letteratura nel 1982, è morto all’età di 87 anni nell’ospedale di Città del Messico in cui era ricoverato dall’8 aprile per una polmonite. Ci lascia così l’autore di romanzi conosciuti e amati in tutto il mondo come Cent’anni di solitudine (diventato un best seller da 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo, tradotto in più di 25 lingue diverse),  L’amore ai tempi del colera e Cronaca di una morte annunciata.

Marquez, Gabo per gli amici (e i tantissimi fan), era nato in Colombia, nella piccola città di Aracataca,nel 1927. Ha trascorso la vita a scrivere romanzi, racconti, articoli giornalistici e ha portato avanti con forza le sue convinzioni politiche: l’unità nel Sud America e il principio di non-interferenza da parte degli Stati Uniti. Amico di Fidel Castro e simpatizzante di Chavez, aveva attirato l’inimicizia di un altro scrittore latino, Mario Vargas Llosa, che sfidò Marquez persino a pugni ma poi lo apprezzò per le sue opere letterarie.

Frasi

Sono indelebili nella memoria alcune frasi di Marquez, soprattutto le tante dedicate all’amore, frasi che in questi giorni vedrete spesso citare sui social network. Noi ne abbiamo scelto alcune ci piacevano particolarmente, tratte dai suoi romanzi e dalle sue citazioni. Sfogliate la gallery e scegliete la vostra preferita!

Cent’anni di solitudine

Marquez, dopo aver lasciato gli studi universitari, iniziò a lavorare come giornalista per un giornale della capitale della Colombia, Cartagena. Il suo primo racconto risale al 1947 (pubblicato nel 1955) ma solo 20 anni dopo uscì il grande romanzo, Cent’anni di solitudine, ancora oggi uno dei libri più famosi dello scrittore. Il volume ripercorre la storia della famiglia Buendía e della città da loro fondata, Macondo, intrecciando vicende reali ed elementi magici, stile che contraddistinguerà sempre l’opera di Gabriel Garcia Marquez e che verrà considerato uno dei principali esponenti del realismo magico.
Non mancano i riferimenti alla storia del Sud America, a quello che viene definito colonialismo statunitense, alle lotte dei lavoratori, alla scontro tra liberali e conservatori. Alcuni vedono il romanzo proprio come una metafora della storia colombiana.


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