Miss Italia cancellata dalla Rai, il plauso di Laura Boldrini: “Scelta moderna e civile”

Polemiche sulle parole della Presidente della Camera che esprime soddifazione per la scelta di dire addio al tradizionale concorso di bellezza

Foto Miss Italia Giusy Buscemi
Giusy Buscemi, Miss Italia 2012

Addio sfilate in bikini e televoto per decretare la più bella: Miss Italia è ufficialmente fuori dal palinsesto autunnale della Rai e la scelta di Viale Mazzini continua a far discutere. Anche la presidente della Camera Laura Boldrini ha commentato la decisione di eliminare lo storico concorso di bellezza che negli anni ha lanciato attrici e showgirl nel mondo dello spettacolo e che puntualmente si è attirato le critiche di mercificazione del corpo femminile e mortificazione del ruolo della donna in tv.

Laura Boldrini contro Miss Italia

Laura Boldrini contro Miss Italia
Laura Boldrini
Durante un convegno alla Camera del Lavoro di Milano sulle donne organizzato dalla Cgil, Laura Boldrini ha definito una “scelta moderna e civile” quella della Rai di non trasmettere la manifestazione organizzata dalla famiglia Mirigliani. Una decisione che la Boldrini auspica “faccia da calamita a tutte le altre tv e network” e più in generale a tutti i media che “possono fare molto per rappresentare più fedelmente l’universo femminile“. Il plauso della presidente della Camera rientra nella più ampia battaglia che sta portando avanti contro gli stereotipi di genere e l’utilizzo del corpo femminile nella pubblicità e nei media: “Dall’oggettivizzazione alla violenza il passo è breve” ebbe a dire la Boldrini in un’altra recente occasione pubblica. Perchè se in Italia esiste un problema legato alla disparità di genere e alla violenza sulle donne, questo va risolto non solo con le leggi e gli strumenti necessari, ma anche innescando un cambiamento di mentalità nella rappresentazione dei modelli femminili, una rivoluzione culturale che abbatta il maschilismo imperante in tutte le forme di comunicazione e di cultura popolare.

Le donne nei media: la battaglia di Laura Boldrini

Per questo la Boldrini ha ringraziato pubblicamente la Presidente della Rai Anna Maria Tarantola per la scelta di sospendere la kermesse che ogni anno, nel mese di settembre, elegge una reginetta di bellezza con tanto di corona, scettro e fascia: “Spero che le ragazze italiane possano avere, per farsi apprezzare, altre possibilità anche televisive che non quella di sfilare numerate“, ha dichiarato Boldrini, confidando nel fatto che le donne abbiano “altri talenti” da mettere in mostra e non certo lasciandosi giudicare con un numero appeso al petto in tv. Allo stesso modo, secondo la terza carica dello Stato, bisognerebbe porre un freno alle rappresentazioni distorte ed irrealistiche che ogni giorno la pubblicità ci propina, utilizzando il corpo femminile per sponsorizzare qualsiasi tipo di prodotto e spesso riproponendo stereotipi sessisti che mortificano l’immagine della donna, riducendola ad oggetto da possedere, a fisico deformato secondo canoni estetici rigidissimi o a figura relegata ai classici ruoli di moglie e madre. Un’anomalia tutta italiana, secondo la Boldrini, che non ha eguali negli altri paesi d’Europa.

Miss Italia: addio tra le polemiche

Inevitabile che la presa di posizione della Presidente della Camera su Miss Italia, sebbene la sua opinione su questi temi fosse nota da tempo, suscitasse reazioni contrastanti. Sui social network la questione è tornata prepotentemente d’attualità proprio grazie alle parole della Boldrini e se c’è chi plaude alla sua difesa delle donne e alla chiusura del carrozzone di Miss Italia, in tanti avanzano critiche con il più classico dei pretesti, cioè che in fondo ci sono problemi più urgenti di cui occuparsi che non dipendono certo dai concorsi di bellezza. Perché la sensazione è che quando si tratta di Miss Italia la coperta sia sempre troppo corta.

Concorso Miss Italia

Miss Italia ha ancora senso nel 2013?

Quando il programma arriva in tv ci si chiede ogni anno se abbia senso riproporre un concorso di bellezza in cui le ragazze parlano poco e sfilano indossando costumi succinti con un anonimo numero per farsi votare, al massimo esibendosi in qualche piccola peformance di canto o ballo. Poi però puntuali arrivano le critiche quando si decide per un’inversione di rotta e si getta ogni proposito (buono o cattivo che sia, comunque certamente discutibile) nel grande calderone del “non è certo quello il problema dell’Italia“. Vero quanto banale. La verità è che per molte ragazze Miss Italia rappresenta ancora una delle poche strade da percorrere per emergere in maniera pulita nel mondo dello spettacolo, ma certo non si può ignorare l’aspetto anacronistico di una manifestazione che nonostante i tentativi di rinnovamento è rimasta quello che è: una vetrina per belle ragazze dove l’apparenza si conferma l’unico principio dominante.


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