Maria Callas: la Divina avrebbe novant’anni

Nacque a New York in un imprecisato giorno fra il 2 e il 4 dicembre 1923 la più grande cantante della storia. Una vita romanzesca e travagliata, da emigrante a icona mondiale

Maria Calals

La chiamavano la Divina e non era certo un caso. Maria Callas è stata molto più che una cantante lirica, un vero e proprio mito, l’unica capace di scavare un solco fra il “prima” e “dopo” di lei, uno spartiacque artistico di fronte alla quale chi calca un palcoscenico non può non misurarsi. Una leggenda alimentata non solo dalle sue straordinarie doti canore singolarmente unite ad una capacità interpretativa ineguagliata, ma anche la sua vita romanzesca, travagliata e malinconica esattamente come quella delle eroine tristi che impersonava letteralmente sul palcoscenico.

Maria Callas
Maria Callas nacque 90 anni fa a New York, ma la sua grandezza si è tutt’altro che ridimensionata. Anzi, ha assunto con il passare del tempo caratteri leggendari, così come alcune delle sue celebri interpretazioni: dalla Norma, con quella Casta Diva che divenne una sorta di marchio di fabbrica della Callas, alla Carmen di Bizet, da Violetta protagonista della Traviata di Giuseppe Verdi alla Tosca di Giacomo Puccini. E non a caso la Scala di Milano, palcoscenico dal quale la grande soprano regalò i migliori ani della sua carriera, dedica in questa ricorrenza la sua apertura proprio alla Traviata il 7 dicembre 2013, rievocando la leggendaria edizione del 1955 che vide la Callas con Giuseppe Di Stefano.

Maria Callas: la Regina della Scala

La sua vita è un vero romanzo. Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropoulou, cognome che divenne Callas per “americanizzazione”, nacque nella Grande Mela da genitori immigrati greci nel 1923. Già la data della sua nascita è un mistero: l’anagrafe riporta il 3 dicembre, il passaporto il 2, ma pare che lei e la madre concordassero sul giorno 4. La sua famiglia viveva a Manhattan e gestiva una farmacia.

Fin da piccola era affetta da una disfunzione ghiandolare che la portò ad un notevole aumento di peso: anche il suo repentino dimagrimento del 1953 in cui perse in pochissimo tempo oltre trenta chili, assumendo la sua caratteristica figura snella e sofferente che la renderà immortale sulle scene, è stato oggetto di racconti ed aneddoti, dato che si narra come la cantante avesse deciso volutamente di ingoiare una tenia, il verme solitario, come drastico rimedio. In realtà pare proprio che ciò sia pura leggenda.

La Callas studiò canto fin da piccola ed entrò nel conservatorio di Atene, dove nel frattempo la famiglia era rientrata, nel 1937. La sua carriera fu tanto fulminea quanto inarrestabile: nel 1948 un evento fortuito, come spesso accade in questi casi, le regalò quell’occasione che da tempo si stava costruendo dopo essersi trasferita in Italia. Fu chiamata all’ultimo momento a sostituire Margherita Carosio, malata, ne I Puritani di Vincenzo Bellini alla Fenice di Venezia. Era il 19 gennaio 1949 e la storia della musica cambiò da quel colossale successo. Alla Scala entrò nel 1951. Della Scala divenne per un decennio l’incontrastata regina.

Maria Callas e Aristotele Onassis

Nel 1957 incontrò Aristotele Onassis a Venezia e fu l’inizio di un lungo e travagliato rapporto che trasformò letteralmente la Callas nella personificazione delle sue eroine che interpretava sulle scene. Fu l’inizio anche del suo declino artistico, dato che in quegli anni si cominciò a manifestare qualche crepa nella sua meravigliosa voce, di cui si rese pienamente conto: una volta interruppe una sua esibizione della Norma davanti al Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

La scelta di Onassis di sposare Jacqueline Kennedy nel 1968 nonostante la Callas avesse fatto di tutto per restare insieme a lui, fu una sorta di colpo di grazia che la fece sprofondare nella depressione ritirandosi a vita privata. L’ultima sua uscita fu, su insistenza di Giuseppe Di Stefano, un tour mondiale di commiato che si concluse in Giappone, a Sapporo, l’11 novembre 1974, data del suo ultimo concerto in pubblico. Morì nel suo appartamento di Parigi per un arresto cardiaco il 16 settembre 1977 a 53 anni. Passando dalla storia al mito.


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