Scrivania in disordine

La scrivania in disordine sviluppa la creatività: lo dice la scienza

Disordine o caos creativo?

È scientificamente provato che il caos aiuta la creatività. Se in ufficio vi fanno notare che la vostra scrivania è sempre in disordine, non fatevene un problema. Avere un tavolo di lavoro disordinato ci accomuna a Steve Jobs e Albert Einstein. Beh, mica male!

Ma quindi, se il caos è creativo, le persone più fantasiose tendono ad essere più disordinate?

È risaputo che l’ambiente da noi frequentato, che sia la nostra casa o il nostro luogo di lavoro, influenza sia l’umore sia le scelte o il nostro modo di pensare e agire.

Lo studio è serio ed è stato condotto da Kathleen Vohs dell’Università del Minnesota e pubblicato sulla rivista “Psychological Science”. Per dimostrarlo, i ricercatori hanno formato due gruppi e li hanno impegnati uno in un ufficio molto ordinato, l’altro in un ambiente con fogli sparsi ovunque. Dall’indagine è emerso che il gruppo operativo con una scrivania e in una stanza molto disordinata ha fatto scelte più stimolanti, più creative e innovative. Il caos ha il potere di svincolarci da regole e da convezioni. All’altro gruppo, invece, lavorare in un ambiente più ordinato ha stimolato scelte più convenzionali e più salutari, dettate da atteggiamenti sicuramente più impostati e inclini a rispettare regole precise. Qual è la via giusta da seguire?

C’è un altro elemento da non sottovalutare. Secondo un sondaggio condotto da Adecco su un campione di mille dipendenti statunitensi, sul posto di lavoro spesso si viene giudicate proprio da come si tiene la scrivania. Il 53% dei dipendenti intervistati ha ammesso di giudicare i propri colleghi in base al disordine o meno dello spazio in cui operano professionalmente (altri metri di giudizio sono l’abbigliamento e il trucco). E se uno lavora da solo? Non corre questo pericolo! Secondo il 50% degli intervistati, un collega disordinato che presenta una scrivania piena di scartoffie messe alla rinfusa tra portapenne, post-it con gli appunti, l’immancabile tazza di caffè e il computer potrebbe sì dare l’impressione di essere particolarmente impegnato, ma di essere anche pigro. E se invece fosse un genio incompreso?!

Comunque, il caos creativo può stimolare la nostra creatività ,ma è consigliata di massimo due o tre giorni; se prolungato per l’intera settimana lavorativa rischia di generare stress e di nuocere alla nostra salute.

E se avesse ragione il grafico olandese Maurits Escher?

«Adoriamo il caos perché amiamo produrre l’ordine».



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