Harry Gilby nel film Just Charlie: affermare la propria identità è un diritto

Harry Gilby è Charlie, un ragazzino che vuole affermare la propria identità vivendo in un corpo che non gli appartiene.

Harry Gilby e Scot Williams
Harry Gilby e Scot Williams.

Col volto del giovanissimo Harry Gilby nel film Just Charlie, nei panni del coraggioso e volitivo protagonista, il film inglese sulla storia di una bambina transgender arriva in Italia col sottotitolo “Diventa chi sei”, che ben si addice alla tematica indagata dalla pellicola.

Giovanissimo talento che ha studiato recitazione sin dall’età di 12 anni, Harry Gilby prima di approdare nel film Just Charlie ha interpretato Nathan nel cast originale dello spettacolo teatrale The Full Monty al Noel Coward di Londra e nel 2016 è apparso in due episodi della serie Jericho dell’emittente inglese di ITV. Ma è il suo primo ruolo al cinema con Just Charlie ad averne fatto una baby star.

Al suo debutto sul grande schermo in un ruolo da protagonista, Harry Gilby, oggi diciassettenne, è il pilastro di un cast che comprende anche Karen Bryson, Scot Williams, Patricia Potter e John Draycott e dà vita ad una storia che affronta con cognizione e intensità il tema della transizione di genere, a lungo snobbato dal grande schermo, anche se negli ultimi anni comincia a farsi strada anche tra i lungometraggi, ad esempio col film Girl.

Questa pellicola britannica del 2017, diretta dalla regista Rebekah Fortune, approda solo ora nel nostro Paese, nelle sale dal 27 settembre, dopo aver ottenuto entusiastiche recensioni in giro per l’Europa.

Just Charlie - Diventa Chi Sei.
Just Charlie - Diventa Chi Sei: dal 27 settembre al cinema.

La storia è quella di Charlie (Harry Gilby), adolescente nato e cresciuto nella provincia inglese col sogno di diventare un calciatore professionista.

I suoi desideri sembrano esaudirsi quando uno dei maggiori club del Paese, il Manchester City, si accorge del suo talento per il pallone e gli offre un ingaggio ben al di là delle aspettative.

Charlie custodisce però un segreto: a 14 anni ama giocare sul campo da calcio ma ama soprattutto vestirsi da ragazza. Una consapevolezza, quella di sentirsi un’entità femminile ingabbiata in un corpo maschile, che si fa strada a partire dalle prime suggestioni vissute durante i preparativi del matrimonio dell’egocentrica sorella maggiore e che pian piano diventa per Charlie un’innegabile verità.

Combattuto tra il bisogno di sentirsi una ragazza e la volontà di soddisfare le ambizioni della sua famiglia, che ripone in quel maschietto con la stoffa per il pallone la speranza di una vita migliore, verrà per questo respinto dal padre e dai compagni di squadra.

Il percorso per l’affermazione della sua identità di genere sarà contrassegnato da momenti di rabbia, dolore, discriminazione, ma anche solidarietà, comprensione e un’inaspettata apertura anche da parte di chi, inizialmente, fa fatica a comprendere il dissidio interiore di Charlie. Il film diventa così non soltanto la storia di una transizione, ma anche una lezione di inclusione e un inno all’empatia.

Harry Gilby ha dichiarato di essersi ispirato all’interpretazione di Eddie Redmayne in The danish girl per preparare il suo personaggio e di aver ascoltato tante storie di giovani transgender e delle loro difficoltà a farsi accettare per dare veridicità al suo Charlie.

Premiato con diversi riconoscimenti in vari festival cinematografici, nelle intenzioni della regista il film vuole aiutare le persone a capire che non sono sole nelle loro battaglie e che affermare la propria identità, anche accettandone le conseguenze, è un diritto irrinunciabile.


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