Festival di Cannes 2016: Pericle il Nero

Pericle il Nero, film italiano presentato a Cannes per il premio fuori concorso Un Certain Regard, ha come attore protagonista Riccardo Scamarcio.

Pericle il Nero - Riccardo Scamarcio
Pericle il Nero - Riccardo Scamarcio
  • Pericle il Nero - Riccardo Scamarcio
  • Il regista Stefano Mordini
  • Pericle il Nero - Riccardo Scamarcio
  • Pericle il Nero - Marina Foïs
  • Pericle il Nero - Marina Foïs
  • Pericle il Nero - Riccardo Scamarcio e Marina Foïs
  • Pericle trova Anastasia
  • Il regista Stefano Mordini

In concomitanza con il Festival di Cannes 2016, esce al cinema Pericle il Nero di Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio. Il film, liberamente tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Ferrandino, non è in concorso ma fa parte della selezione ufficiale Certain Regard.

Pericle il Nero
Pericle il Nero - nelle sale dal 12 maggio 2016
Riccardo Scamarcio interpreta Pericle Scalzone, detto Il Nero – forse per un lungo tatuaggio nero lungo la spina dorsale – che di lavoro “fa il culo alla gente” per conto di Don Luigi, boss camorrista trapiantato a Liegi. Non è un sicario Pericle, piuttosto uno addetto a convincere o punire chi dà fastidio al boss, stordendo con un sacchetto pieno di sabbia il malcapitato e sodomizzandolo. Per sopravvivere sfrutta questo basso talento anche come attorucolo nei film porno e vivacchia come tuttofare di Don Luigi. Sarebbe un personaggio persino buffo se Pericle non fosse una bestia, con quel poco di cervello che possiede reso fumoso da un cocktail quotidiano di eroina diluita in acqua (perché così gli sembra che faccia meno male).

Durante una spedizione punitiva contro un parroco che svergogna Don Luigi, Pericle commette un grave errore e fugge verso Calais, dove incontra Anastasia che lo accoglie. Pericle comincia a sognare una vita nuova ma si trova in una situazione che sembra senza via di fuga, condannato a morte dalla malavita.

La vicenda si svolge on the road in un Nord Europa di cui si intuiscono i gravi problemi con immigrazione e delinquenza.

La pellicola sembra divisa in tre sezioni. Nella prima, fatta di piccoli personaggi e azione, Scamarcio interpreta un personaggio quasi allo stato animale, in cui lentamente si percepisce la capacità di valutare la realtà e prendere delle decisioni autonome. La parte centrale – lentissima, in cui è necessario lasciarsi andare alla visione di infiniti paesaggi e abbandonarsi alla fotografia diretta da Matteo Cocco – porta Pericle a cercare le risposte capaci di salvarlo. La rocambolesca terza parte è un bizzarro lieto fine – ancor più stano viste le premesse – in cui non è proprio possibile non sperare che Pericle ce la faccia a sopravvivere.

Riccardo Scamarcio nella parte di Pericle il Nero fa centro, riuscendo a passare lentamente dalla volgarità alla tenerezza, mantenendo sempre un fondo di ingenuità che nonostante tutto ci fa amare il personaggio. Se il “problema” di Scamarcio è la bellezza, in questa pellicola passa proprio in secondo piano, nonostante la storia richieda un bel ragazzo, a tratti sexy e molto fisico.

Vogliamo dire che andremo a vedere il film per la regia – ottima – di Stefano Mordini? Non mentiamo. Ci andremo sempre per i riccioli neri di Riccardo, per poi scoprire che il cinema italiano è in ottima forma.


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