Expo 2015: ecco i padiglioni più belli secondo i visitatori

Il Brasile o la Germania, la Colombia o il Kazakhstan, il Qatar o l’Austri? La rincorsa virtuale alla palma del “più bel padiglione” di Expo è appena cominciata.

Expo 2015

Dalla tecnologia spinta alla suggestione, dalla natura alla robotica, dalla foresta al deserto, dalle tradizioni del passato alle finestre sul futuro. Passando di padiglione in padiglione, in quel vero e proprio villaggio globale che è l’aera di Expo, ci si rende conto di quanto sia variopinto e fantasioso il mondo, di quante cose ci siano da conoscere e di quante idee si possano mettere sul piatto per migliorarlo. Non c’è dubbio che fra le diverse “attrazioni” che Expo offre percorrendo il cardo ed il decumano, i diversi padiglioni self-built dei paesi partecipanti siano le più sorprendenti, le più imprevedibili e quelle che restano più impresse nella mente dei visitatori. Una vera e propria galleria di costruzioni fatte per stupire e per attirare l’attenzione con ogni mezzo lecito e possibile, un luna-park planetario che finisce per produrre scorci decisamente ben glamour ed altri molto più più kitsch. Ma, in fondo, anche questo è il bello di Expo e fa parte dello spettacolo. Naturalmente, dato che in Italia la produzione di classifiche di ogni tipo è una sorta di sport nazionale, anche i padiglioni sono stati oggetto di giudizi, hit parade e sondaggi che sono dilagati letteralmente nella rete e che hanno poi invaso anche i media tradizionali. Insomma, fra visitatori, curiosi ed addetti ai lavori, quali sono i padiglioni che hanno avuto più successo fino ad ora?

Brasile

La rete fluttuante del Brasile

Va detto subito: il fatto di essere colpiti o meno da qualcosa in cui ci si imbatte, specie in una kermesse come Expo dove di cose da vedere ne spuntano ad ogni angolo, è qualcosa di assolutamente soggettivo. E non sempre l’opinione della maggioranza si può considerare come oro colato. Però navigando per la rete e spigolando nelle innumerevoli selezioni, indicazioni e classifiche che vi si possono trovare, non è difficile notare alcune segnalazioni ricorrenti che quindi non possono non nascondere qualcosa di vero. Molta sensazione, per esempio, ha destato il padiglione del Brasile e la sua particolarissima “rete” fluttuante su cui saltare e camminare sospesi per aria al di sopra di un vero e proprio spaccato di campagna brasiliana: una trovata che pone la struttura nei primissimi posti fra quelli più visitati dell’intera manifestazione con oltre 15.000 presenze medie giornaliere, costituita in massima parte di giovani e giovanissimi.

Giappone

 

Il “pranzo virtuale” del Giappone

Stessa unanime sensazione di stupore si coglie raccogliendo le impressioni sul padiglione del Giappone, in assoluto uno dei più spettacolari, capace di mettere a fattor comune due dei più caratteristici – ed apparentemente opposti – elementi della cultura nipponica, ovvero l’amore “contemporaneo” per la tecnologia e quello “atavico” per l’armonia. Ne nasce una sorta di “ritorno al futuro” all’insegna dell’interattività: il “pranzo virtuale” che è possibile “consumare” sedendosi ai tavoli del ristorante è senza dubbio una delle trovate più originali dell’intera manifestazione. E se siete particolarmente coraggiosi potete lanciarvi nell’assaggiare un pezzo del velenosissimo pesce palla…

Qatar

 

L’henné del Qatar

Un altro padiglione-must del quale avrete senza dubbio sentito parlare da qualche “reduce” da Expo – specialmente se esponente del sesso femminile – è senza dubbio quello del Qatar: ispirato ad un cesto di foglie di palma utilizzato in quel paese per la conservazione degli alimenti, in esso è possibile sottoporsi a quello che sta diventando un vero e proprio rito per i visitatori di Expo, quello dei tatuaggi all’henné, ovvero l’estratto della Lawsonia inermis originaria proprio dell’Asia Minore. La tradizione dei “disegni sulla pelle” fatti con questa sostanza è tipico della cultura di quelle zone del mondo, avendo un significato benaugurante e propiziatorio di fortuna. I tatuaggi durano solo pochi giorni…

Austria

 

La foresta dell’Austria ed il deserto degli Emirati Arabi

Fra i seri candidati al titolo di “Padiglione-top” della manifestazione è senza dubbio quello dell’Austria, con la sua incredibile riproduzione – decisamente riuscita – di una tipica foresta alpina che desta sensazione anche per l’aria fresca che la caratterizza nonostante non sia installato alcun climatizzatore artificiale, ma solo un sistema di acqua vaporizzata. Esattamente l’opposto di quanto hanno fatto gli Emirati Arabi, che sono riusciti a portare in pieno Expo il deserto, con tanto dune, vento caldo ad accarezzare la pelle e perfino una finta tempesta. Per entrambi, grande entusiasmo: se “vissuti” uno di seguito all’altro costituiscono una esperienza davvero incredibile…

Colombia

 

La “controversa” Svizzera e lo spettacolo della Colombia

Pareri contrastanti, invece, sul padiglione della Svizzera: se infatti il suo concept improntato alla condivisione delle risorse – una sorta di silos pieno di caffè, mele, sale ed acqua liberamente disponibili ai visitatori che però, usufruendone, ne sottraggono la disponibilità agli altri con un meccanismo “visibile” a tutti – ha diviso la sua architettura che non sembra trovare grandi estimatori. Insomma, il parere generale è che sia geniale ma esteticamente discutibile. Per i lettori di Repubblica, che ha lanciato un sondaggio sul tema, il più bel padiglione è quello della Colombia, che ha senza dubbio destato sensazione sia per la sua tecnica costruttiva completamente “a secco” – ovvero senza né acqua né calcestruzzo” – e che ha utilizzato materiali riciclabili – abeti bianchi provenienti dalla Carnia – che per la sua davvero azzeccata riproduzione dei “cinque piani termici” della Colombia. Un omaggio alla biodiversità che caratterizza il paese sudamericano e che si estende “in altezza”, dalle calde pianure agli oltre 5.000 metri dei più alti picchi nevosi, attraverso cinque diverse zone climatiche che il visitatore può “vivere” intensamente in un caleidoscopio di musica, immagini, colori e sapori.

L'uscita dal padiglione della Germania

 

Gli outsider

Chiudono questa sommaria classifica dei più “citati” padiglioni del Web quello supertecnologico del Kazakhstan – prossima sede di Expo nel 2017 – con il suo cinema 3D “a cupola” e le poltrone che si muovono dando la sensazione netta dello spettatore del “4D” e quello molto funny della Germania, da cui si esce non da tradizionali scale o porte ma lanciandosi giù lungo divertenti scivoli. Assai apprezzato anche il padiglione della Repubblica Ceca, anche se soprattutto per la grande piscina che mette a disposizione di tutti e che, dato il caldo di questi tempi, risulta particolarmente gradita.


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