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Edward Snowden eroe o traditore? Il film dell’anno è una spy story sul prezzo della libertà

[dup_immagine align=”alignright” id=”223973″]Snowden – The Movie è decisamente il film dell’anno. La storia di spionaggio più eclatante del secolo è diventata un avvincente thriller politico sul grande schermo grazie al regista tre volte premio Oscar Oliver Stone, dal 24 novembre nelle sale. Eroe o traditore? Paladino dei diritti civili o pericoloso eversore? Snowden – Il film non intende rispondere a questa domanda, ma raccontare questa vicenda incredibile dal punto di vista di Edward, giovane ed appassionato consulente informatico che si è macchiato di un crimine federale (o si è reso protagonista di un clamoroso atto di giustizia, a seconda dei punti di vista) realizzando la più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani. La storia è nota: nel 2013 Edward Snowden (un convincente Joseph Gordon-Levitt), impiegato della National Security Agency, viola la segretezza del suo contratto incontrando ad Hong Kong i giornalisti Glenn Greenwald (Zachary Quinto) e Ewen MacAskill (Tom Wilkinson) e la regista Laura Poitras (Melissa Leo), per svelare loro come gli Stati Uniti siano stati in grado di realizzare una sorta di Grande Fratello orwelliano ipertecnologico, attraverso i programmi di sorveglianza informatica elaborati dalla NASA. La motivazione ufficiale per la loro implementazione è la lotta al terrorismo internazionale, ma gli effetti vanno ben oltre la profilazione di potenziali terroristi e sono devastanti: una mole enorme di dati virtuali di ogni tipo, riferibili a persone comuni ma anche ad esponenti politici, amministrazioni, enti, aziende e società, finisce ogni anno in possesso del governo americano, col pretesto di mettere la NASA nelle condizioni di “trovare il terrorista nel pagliaio di internet“.


[dup_immagine align=”aligncenter” id=”223974″]Il lavoro di consulente esperto di informatica per la NASA è il sogno di una vita che si realizza, ma si rivela presto una profonda delusione per Snowden: l’intelligence americana non è altro che un raccoglitore di informazioni digitali sensibili, in barba a qualsiasi diritto alla privacy. E allora qual è il confine, se esiste, tra sicurezza nazionale e tutela della riservatezza? Per Snowden la risposta è che il mondo deve sapere di questa enorme violazione dei diritti civili e delle libertà fondamentali sancite dal diritto internazionale. Ma la scelta non è facile: rispondere alla propria coscienza vuol dire rinunciare a tutto, al proprio lavoro, al proprio sogno, ma anche alla donna che ama, Lindsay Mills (Shailene Woodley), dopo averne inevitabilmente condizionato la vita quando diventa un ricercato.[dup_immagine align=”aligncenter” id=”223978″]

 

Snowden non è solo una pellicola di spionaggio, ma un’indagine sul senso del dovere, sulla morale, sul conflitto tra interesse generale e particolare, sulle motivazioni che possono trasformare ciascun singolo essere umano in un patriota o in un nemico pubblico, a seconda di come la si guardi.[dup_immagine align=”aligncenter” id=”223980″]

Il pubblico entra pian piano nella vita di Snowden grazie alla sceneggiatura accurata di Stone (firmata con Kieran Fitzgerald e tratta dai libri The Snowden Files di Luke Harding e Time of the Octopus di Anatoly Kucherena) e alla sua regia che ha il compito di accompagnare lo spettatore alla scoperta delle verità scomode di pari passo con il protagonista. E spinge tutti a chiedersi: quanto vale la propria libertà? A cosa saremmo disposti a rinunciare per un ideale? E siamo davvero tranquilli nel cedere tutti i dettagli delle nostre vite ad uso e consumo di chi ci governa, nell’illusione di sentirci più sicuri? “È come una tragedia greca – spiega lo sceneggiatore Fitzgerald – Sappiamo tutti cosa ha fatto. La domanda è: come? E perché?“.

 

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Claudia Gagliardi

Lavoro con le parole, soprattutto quelle scritte, sin da quando ho scelto di studiare Comunicazione all’università. Adoro le storie, pensate, raccontate, messe in scena, soprattutto quando attingono da elementi di realtà. Attualmente sono impiegata presso la testata OptiMagazine.com, per cui gestisco il canale Serie Tv e curo la rubrica Serial Stalkers dedicata all’universo delle serie televisive, amministrando anche l'omonima pagina Facebook. Per hobby sono admin della community (Facebook, Twitter, Instagram) Maratoneti di Mentana.

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