Come sopravvivere ai Mondiali di calcio 2014

E se i mondiali di calcio non ci interessano? Ci adattiamo o resistiamo?

Mondiali di calcio 2014 Brasile

Che a giorni inizino i mondiali credo che ormai lo abbiano capito anche le piastrelle della mia cucina; malgrado nella nostra famiglia non si segua il calcio, non si parli di calcio e non si capisca il calcio, ogni cosa intorno a noi sembra non gridare altro. Non solo le pubblicità in televisione, ma i prodotti che acquistiamo riportano sulle confezioni concorsi a premi legati ai mondiali, la gente organizza i propri impegni in base alle partite e un bambino su tre all’asilo di mio figlio arriva con la maglietta azzurra o di qualche altra nazionale.

Insomma, per quanto lo desidereremmo non si può ignorare che il 12 giugno inizieranno le prime partite dei Mondiali di Calcio, e allora cosa facciamo? Viviamo per un mese arrabbiati per il fatto di essere costretti a partecipare a qualche cosa che non ci interessa? Già perché, diciamolo, anche se uno le partite non le vuole vedere, si ritroverà per forza a doverci fare i conti.

Come quell’anno (credo che fossero i Mondiali del 2002) in cui il Preside della scuola in cui insegnavo aveva organizzato i colloqui con i genitori post pagella in contemporanea con una partita dell’Italia, quella tra l’altro in cui la nostra nazionale è stata eliminata a causa dell’arbitro Moreno – vi ricordate?? Insomma, per farla breve, i genitori arrivarono a scuola e trovarono questo cartello: “I colloqui con le famiglie previsti per le ore 14.00 si svolgeranno alle ore 16.00 per cause di forza maggiori, ci scusiamo per il disagio”. Risultato: genitori fuori dai cancelli e professori in aula magna con il mega schermo, praticamente obbligati. Devo dire che ci ero rimasta pure male dell’eliminazione. Che dire, o uno si arrabbia oppure si adatta, io mi adatto, prossimamente vi farò sapere come!


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