Whitney: la forza e la fragilità di una donna e di una diva

Universalmente riconosciuta come la più grande cantante femminile della storia della musica, voce stupenda e donna bellissima, si è spenta nel 2012 in maniera tragica. Esempio di quanto spesso talento, genialità e disperazione convivano in un solo animo.

Whitney Houston
Whitney Houston in un'immagine che la ritrae agli inizi della sua carriera.

Whitney Houston nasce il 9 agosto del 1963 nel New Jersey; figlia di una cantante gospel e corista apprezzata, inizia presto ad amare il canto e già a undici anni diventa solista del coro della chiesa. L’adolescenza la vide presto debuttare come cantante di sostengo in un gruppo, che le propose un primo contratto: la madre insistette tuttavia molto perché la figlia non sacrificasse la scuola già così giovane e l’offerta fu declinata, come molte altre a seguire. La sua bellezza innegabile già da quindicenne, la portò presto a lavorare come modella. In seguito al diploma venne motivata dai genitori a perseguire la sua carriera firmando un contratto con la Tara Productions e presto iniziò ad aggiudicarsi le copertine dei principali magazine americani. Nel 1983 il manager dell’artista Clive Davis la sentì cantare e rimase estasiato, non esitando nel proporle lo sviluppo della carriera a livello mondiale.

Nel 1985 uscì il suo album d’esordio da solista, “Whitney Houston”, che giunse direttamente in prima posizione nella classifica americana; ricevette presto il primo Grammy Award, cui ne seguirono molti altri e una serie incredibile di successi con numerosi brani, tra cui l’indimenticabile “I Will Always loves you”, cover di Dolly Parton e colonna sonora del film “Bodyguard“, che la vide anche protagonista. Si perché Whitney si affermò presto anche come attrice del grande schermo, firmando le musiche delle pellicole che recita; altro clamoroso esempio fu il brano: “Exhale”.

Dal 2004 al 2006 la carriera della Houston subì un brusco arresto, causato dalle tormentate vicende relative alla sua vita privata, fatta di violenza domestica, depressione e droga e risoltesi solo nel 2006, con il divorzio dal marito Bobby Brown.

Dal 2007 ritorna a risplendere sulla scena musicale, e continua a farlo fino al 9 febbraio 2012, quando fa la sua ultima apparizione pubblica a Hollywood esibendosi a sorpresa sul palco con Kelly Prince.

 

Gli amori di Whitney

Tra le celebrità con cui la Houston è stata legata sentimentalmente non possiamo non citare il celebre attore Eddie Murpy e, nel 1987, Micheal Jasckon, col quale fu subito un grande amore personale e artistico. Whitney finì però per innamorarsi e sposare l’uomo sbagliato, quello che l’avviò alla droga, alla depressione e che la sottopose a continue violenze domestiche: il cantante R&B Bobby Brown. Il matrimonio si tenne nel 1992, contro il generale parere dei famigliari e degli amici di lei, preoccupati per i precedenti giudiziari dell’uomo e per i suoi travagliati percorsi personali. Nasce nel 1993 la figlia della coppia Bobbi Kristina Houston Brown, morta prematuramente lo scorso 15 luglio per cause ancora da accertare.

L’amore  sbagliato che spegne la stella

La paternità non riuscì a placare l’animo irrequieto di Brown, che continuò ad avere problemi con la legge per molestie sessuali, lesioni e abuso di alcool. A breve arrivarono alla stampa le prime indiscrezioni circa l’uso di stupefacenti da parte di Whitney. Nel 2003, Brown aggredì la moglie così brutalmente che la polizia, per fermarlo, fu costretta a intervenire con la scossa elettrica.

Dopo anni trascorsi fra scandali, silenzio, eccessiva magrezza e depressione, nel 2006 Whitney decide di chiedere il divorzio: allontanarsi da Brown è il solo modo che ha di salvarsi. L’uomo contesta il divorzio arrivando a dichiarare di essere depresso e senza dimora, ma il giorno dell’udienza non si presenta nemmeno in tribunale. Whitney, dopo aver fallito svariati tentativi, nel 2005 rientra in clinica di riabilitazione e completa il programma di rehab, riuscendo per diverso tempo a dire addio agli eccessi. I fantasmi torneranno però presto a trovarla, trascinandola per sempre sul fondo della sua stessa esistenza.

11 febbraio 2012: Goodbye Whitney

Solo due giorni dopo il suo ultimo concerto a Hollywood, la cantante viene trovata morta nella vasca da bagno di un hotel di Beverly Hills, a soli 48 anni.  Un arresto cardiaco la causa del decesso, causato dal prolungato abuso di droga, farmaci e alcool e da una malattia cardiaca da cui Whitney era affetta, aggravatasi con l’uso della cocaina. Il 18 febbraio, al suo funerale presenziarono 150.000 persone.

Whitney è oggi nel Guinness dei primati come donna più premiata al mondo nella storia della musica, con un totale di  415 premi tra cui  sei Grammy, 2 Emmy awards, 31 Billboard Music Awards, 22 American Music Awards. La colonna sonora del film “The bodyguard” risulta la colonna sonora di maggior successo di tutti i tempi e il quarto album più venduto della storia.

credits: @Nisakorn Keanmepol, @AsterioTecson, @AsterioTecson, @Tm_10001 @Nico7martin @Tm_1001 @Egghead06 @Tm_10001

Whitney Houston agli inizi della carriera, negli anni '80.
Whitney Houston agli inizi della carriera, negli anni '80.
  • Whitney Houston agli inizi della carriera, negli anni '80.
  • Whitney Houston in un ritratto degli esordi.
  • Whitney Houston in un'immagine che la ritrae agli inizi della sua carriera.
  • Whitney Houston con un magnifico carrè durante un concerto a Berlino.
  • Whitney Houston nel 2009.
  • Whitney Houston in Sud Africa durante un concerto.
  • Whitney Houston in un'immagine recente.
  • Whitney Houston nel 2010, visibilmente ingrassata.

 

 

 


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