Matthew McConaughey a Shangai

Chi è Matthew McConaughey, da Interstellar a True Detective

Da belloccio da commedia romantica super fisicato a versatile interprete drammatico: l’evoluzione di Matthew McConaughey dai primi anni ’90 al premio Oscar con una stella sulla Walk of Fame

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quei lontani primi anni ’90 in cui un giovanissimo e solare Matthew McConaughey tentava la fortuna con un provino per il film che avrebbe fatto dato la spinta decisiva alla sua carriera: dopo un anno straordinario che lo ha visto protagonista assoluto delle maggiori produzioni hollywoodiane, ecco spuntare le immagini di un acerbo e promettente attore alle prime armi, nel primo provino sostenuto per la parte di David Woonderson nel film La vita è un sogno – Dazed and Confused di Richard Linklater (1993).

Qualcuno nel rivederlo avrà pensato che McConaughey deve aver venduto l’anima al diavolo per essere invecchiato così bene. L’ex idolo delle romantic comedies americane ha perso la chioma riccioluta e quell’aria stralunata, ma ha guadagnato in fascino e versatilità. Qualcuno continua a vederlo come uno dei tanti volti che ha fatto fortuna soprattutto grazie alla prestanza fisica, dopo essersi imposto al grande pubblico con titoli come La rivolta delle ex, Prima o poi mi sposo, ma soprattutto il piacevole Come farsi lasciare in dieci giorni al fianco di Kate Hudson: si tratta forse della commedia che più di tutte ha contribuito ad elevare come nuovo apollo hollywoodiano, buono per tutte le stagioni e soprattutto per tutte le sceneggiature rosa.

Ma gli anni ’90 non sono stati solo quelli delle pellicole commerciali: Matthew McConaughey si è fatto notare anche in Contact di Robert Zemeckis e Amistad di Steven Spielberg, alla ricerca di una legittimazione che sarebbe arrivata solo in seguito, liberandolo dallo stereotipo del belloccio da film d’amore.

Matthew McConaughey sulla Walk Of Fame
Matthew McConaughey a Hollywood sulla Walk Of Fame durante la cerimonia di assegnazione della sua "stella"

La vera svolta, quella dei grandi film con i registi che contano, per lui arriva nel 2010: dai ruoli d’azione in Killer Joe e Mud, passando per quello esilarante di spogliarellista in Magic Mike fino a quello più intimista in Paperboycon arriva nel 2013 all’apprezzatissimo Dallas Buyers Club, in cui visibilmente trasformato grazie alle decine di chili persi per interpretare un malato di AIDS convince pubblico e critica, riuscendo riesce a portare a casa nel 2014 prima un Golden Globe e poi un premio Oscar, come nella migliore tradizione dei premi hollywoodiani.

C’è anche da dire che al ruolo da bello e impossibile non ha mai voluto davvero rinunciare in questi anni: basti pensare al celebre spot con Scarlett Johansson per la fragranza The One di Dolce&Gabbana nel 2008, diretto nientemeno che da Martin Scorsese. Proprio quest’ultimo lo avrebbe poi portato sul set di The Wolf of Wall Street nel 2013, in un breve ma memorabile ruolo accanto a Leonardo di Caprio, di cui paradossalmente aveva provato a prendere il posto in Titanic molti anni prima sostenendo un provino non andato a buon fine. E proprio a Di Caprio – perché forse esiste quel qualcosa soprannominato karma – scipperà la statuetta più ambita nel 2014 conquistando l’Oscar come miglior attore protagonista per Dallas Buyers Club in una competizione che ha generato più di una parodia in rete.

Matthew McConaughey agli Oscars 2014
Matthew McConaughey, Cate Blanchett, Lupita Nyong' e Jared Leto premiati agli Oscars 2014

Il 2014 è l’anno dell’incursione nel mondo del fantascientifico con Interstellar di Christopher Nolan (sorprendentemente assente, come McConaughey, dalle nomination all’Oscar 2015), ma anche quello del ruolo di Rust Cohle nella serie tv True Detective, interpretazione da antologia che però non basta ad assicurargli un Emmy Award contro Bryan Cranston di Breaking Bad. Proprio sul finire del 2014 è arrivata quella consacrazione neanche tanto simbolica che è la stella sulla Hollywood Walk of Fame (la numero 2534), con tanto di cerimonia alla presenza dei colleghi e della famiglia, con la moglie Camila Alves e i loro tre figli.

Cosa gli riserverà il 2015? Sicuramente nuovi ruoli da esplorare e, chissà, magari qualche esperimento alla regia, visto che i suoi trascorsi dietro la macchina da presa sono limitati a due cortometraggi negli anni ’90. Sarà arrivato al momento del grande salto da regista?



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