Brera mette in mostra il suo Seicento lombardo

46 opere della scuola lombarda seicentesca, custodite negli archivi della Pinacoteca milanese, svelate al grande pubblico in una piccola mostra antologica

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L'Accademia di Brera

Nella splendida cornice della Pinacoteca Braidense si può visitare (fino al 12 gennaio)  la mostra Il Seicento lombardo a Brera. Capolavori e riscoperte, curata da Simonetta Coppa e Paola Strada. L’esposizione raccoglie una selezione di 38 dipinti e 8 disegni, provenienti in gran parte dai depositi di Brera, restaurati di recente con finanziamenti pubblici e privati.

Tele e pale d’altare, ritratti e scene sacre danno vita a un’esposizione, quasi una mostra gioiello, piccola come dimensioni, ma ampia come contenuti e spunti. Il percorso si svolge fra alcuni dei capolavori della pittura lombarda del XVII secolo e porta alla luce parte del considerevole corpus di opere di proprietà della galleria, non esposte nella collezione permanente per mancanza di spazio.

Dal Cerano al Nuvolone, dai Procaccini alla pittrice Fede Galizia, dal Cairo al Morazzone, dal Montalto a Giuseppe Vermiglio. La corposità della pittura lombarda seicentesca, con i suoi decisi contrasti cromatici e chiaroscuro e l’impostazione fortemente scenografica, rivive nelle poche sale ben allestite, accompagnando il visitatore in un viaggio che attraversa un’epoca, dagli anni di Federico Borromeo sino al Barocco e al Classicismo.

Spicca, per particolarità e unicità, il Martirio delle Sante Rufina e Seconda (altrimenti detto Quadro delle tre mani), realizzato da Cerano, Morazzone e Procaccini su commissione di un collezionista. L’opera è il felice risultato della rara condivisione fra i tre artisti che, quasi facendo a gara, si spartiscono le sezioni del dipinto (e della scena) più consone al proprio registro espressivo.

Fra le altre opere che ci hanno maggiormente colpito, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina del Procaccini, la Natività e adorazione dei pastori del Vermiglio – di dettato caravaggesco –  e uno splendido piccolo dipinto del Cerano, San Giorgio e il drago. O ancora Il martirio dei francescani a Nagasaki, di Tanzio da Varallo, che ben testimonia l’attenzione del pittore della Valsesia per la storia a lui contemporanea.

In mostra anche la parziale ricostituzione del ciclo di dipinti, ora disperso, delle Sale della Passione, opera imponente, che decorava la Sala dei senatori del Palazzo Ducale (l’attuale Palazzo Reale). Le tre tele di questa serie, magistralmente e in via eccezionale accostate, sono la splendida Andata al Calvario di Daniele Crespi, l’Orazione nell’orto di Giovanni Stefano Montalto e la Flagellazione di Giuseppe Nuvolone, conservate nelle cornici dorate originali e allestite su fondali antracite, a risalto di questi veri e propri gioielli dell’arte.

L’esposizione ci permette di apprezzare la straordinaria ricchezza della Pinacoteca Braidense e del suo ingente patrimonio “nascosto”: fortunatamente gran parte di queste opere è destinata alla “Grande Brera”, il futuro progetto museale che speriamo veda presto un’adeguata realizzazione.

La mostra è aperta fino al 12 gennaio 2014

Orari: da martedì a sabato dalle 8:30 alle 19:15 (la biglietteria chiude alle 18.40) 

Chiuso il lunedì


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