Oasis: Supersonic, dal 7 novembre nei cinema.
Alla metà degli anni ’90 arriva una band indie che sbanca tutto: gli Oasis. Questo film parla di loro e della musica culto di una generazione – ancora per poco – predigitale.
[dup_immagine align=”alignleft” id=”222450″]È un periodo molto romantico in l’Inghilterra e nel panorama musicale: c’erano il Brit-pop, il governo di Blair, c’era molta speranza e la musica era vissuta in maniera molto più viscerale.
Oggi puoi seguire una pop star sui social media, puoi rivedere i concerti con calma se li hai persi, scaricare le canzoni in tempo reale: i ragazzi degli anni ’90 devono uscire a comprare gli album e si precipitano ai concerti per essere presenti a un evento irripetibile.
I fratelli Gallagher trascinano il gruppo a una velocità supersonica; sono vere rockstar fin dall’inizio che fanno passare la band dagli scantinati alle arene, dall’essere perfetti sconosciuti a riempire le pagine dei tabloid. La storia è nota, a partire dal leggendario doppio concerto al festival rock di Knebworth, dove arrivarono ad ascoltarli 250.000 persone e altri 2 milioni e mezzo cercarono di avere i biglietti.
Liam e Noel fin dall’inizio dichiarano di voler cancellare Sting e Phil Collins: è abbastanza logico che il film non ci mostri due vecchi e glorie del rock che raccontano i bei tempi andati.
Mat Whitecross mette insieme materiale di repertorio, con le interviste e le voci dei protagonisti che raccontano la storia, un bel modo per mantenere il ritmo e la freschezza del racconto.
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La linea narrativa costante è il rapporto tra i due fratelli, il loro legame ma anche l’antitesi dei loro caratteri. Sono entrambi intelligenti, attraenti, spiritosi ma c’è un fondo di romanticismo malinconico nella loro storia; tuttavia, se cerchi nel film i racconti dei vecchi scandali da cronaca rosa, se ne fa cenno solo in maniera rapida, per dovere di cronaca.
Certo, ci sono i problemi con il padre e per un istante si vede il faccino di una giovanissima Kate Moss; ci sono l’abuso di sostanze stupefacenti, gli alberghi devastati e qualche concerto disastroso a causa dei litigi.
Alla fine, però le 2 ore di Oasis: Supersonic parlano soprattutto di musica e di canzoni come Wonderwall che sono state tra i più bei pezzi rock mai scritti in quel periodo.
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