Cani e gatti nello stato di famiglia, tutto quello che c’è da sapere
Animali domestici

Cani e gatti nello stato di famiglia, tutto quello che c’è da sapere

Cosa prevede la proposta di legge in esame alla Camera: dalla tutela giuridica ai benefici fiscali di inserire cani e gatti nello stato di famiglia.

I tempi sono maturi. Sempre più proprietari di animali domestici, in Italia, chiedono di poter inserire cani e gatti nello stato di famiglia. Da un lato adulti e ragazzi sono sempre più consapevoli dei doveri che hanno nei confronti dei loro pets.

Dall’alimentazione alle cure veterinarie, passando per l’esercizio fisico quotidiano e gli adempimenti burocratici. Dall’altro, chiedono che diligenza e responsabilità vengano “premiate” sia con il riconoscimento giuridico dei diritti dell’animale che con agevolazioni fiscali.

L’Anagrafe degli animali d’affezione

Chi possiede un cane è obbligato ad iscriverlo all’anagrafe degli animali d’affezione della propria regione. L’iscrizione avviene dal veterinario, al momento dell’applicazione del microchip (dal 2005 il chip rappresenta l’unico strumento identificativo nazionale).

Attraverso questo sistema, ad esempio, è possibile ritrovare e restituire un cane al proprietario in caso di smarrimento. Attualmente l’iscrizione anagrafica è obbligatoria solo per i cani, mentre per gatti e furetti è ancora facoltativa. Gli animali da compagnia, inoltre, devono avere il passaporto per poter viaggiare al seguito del proprietario.

Gli italiani, però, chiedono qualche tutela in più per i loro amici a quattro zampe chiedendo di inserire cani e gatti nello stato di famiglia. I dati rilevati lo scorso anno da Doxa per Zoomark – il salone internazionale dei prodotti per animali da compagnia – non lasciano spazio a dubbi.

Il 73,6% degli abitanti del Bel Paese ritiene necessario riconoscerli e tutelarli nella Costituzione. L’81,8% della popolazione chiede di inserire cani e gatti nello stato di famiglia.

Il mondo della politica non è rimasto insensibile a queste richieste. Due anni fa la deputata Michela Vittoria Brambilla – nota anche come conduttrice della trasmissione “Dalla parte degli animali”, in onda su Rete4 – ha presentato una proposta di legge, la AC 86, purtroppo ancora ferma in Parlamento.

Cosa prevede la proposta di legge AC 86?

All’articolo 1 è previsto che cani e gatti registrati alle anagrafi territoriali degli animali d’affezione possano far parte della famiglia anagrafica. Il responsabile delle dichiarazioni relative agli amici a quattro zampe può essere ciascun componente del nucleo familiare.

La dichiarazione dovrà essere presentata sia al momento dell’intestazione del cane (e/o del gatto) che in caso di decesso. La modulistica verrà predisposta dal Ministero dell’interno, d’intesa con l’Istituto nazionale di statistica (Istat).

L’articolo 2, inoltre, dispone che nel censimento della popolazione e delle abitazioni realizzato dall’Istat con cadenza annuale, siano rilevati anche i dati relativi agli animali di affezione registrati nella scheda di famiglia.

Le persone che coabitano e sono legate da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o semplicemente da «vincoli affettivi» rientrano nella definizione di famiglia anagrafica.

Sono incluse anche le «convivenze anagrafiche», cioè uomini e donne che abitualmente coabitano nello stesso Comune per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili. Anche un nucleo formato da una sola persona – cioè i single – è considerato famiglia.

Una legge per inserire cani e gatti nello stato di famiglia

Lo spiega la stessa firmataria dell’iniziativa, Michela Vittoria Brambilla. La deputata di Forza Italia è stata promotrice, lo scorso autunno a Milano, della manifestazione “Una questione di famiglia”, voluta insieme a numerose associazioni animaliste proprio per caldeggiare l’approvazione della legge.

Ad oggi, infatti, il riconoscimento dell’animale in quanto componente del nucleo familiare è possibile solo in via di prassi o facendo ricorso al giudice. Le situazioni in cui ciò può rendersi necessario sono numerose: dalla separazione coniugale ai permessi di lavoro, passando per viaggi e spostamenti.

Bisogna ricordare, inoltre, che la possibilità di seppellire le ceneri di un animale da compagnia nella tomba del padrone ad oggi è prevista solo in Lombardia (e in approvazione anche in Liguria).

La AC 86 – spiega la deputata – rappresenta il primo passo per modificare, in positivo, lo status degli animali. Non saranno più considerati come oggetti, ma soggetti portatori di diritti.

Non meno importante, con l’approvazione della legge anche le persone indigenti potranno avere un’adeguata assistenza veterinaria per i loro amici a quattro zampe.

Inoltre – aggiunge – dovranno essere inasprite le pene per chi maltratta o uccide gli animali. Ad oggi solo il 30% dei procedimenti penali per questi orribili reati arriva a sentenza definitiva e solo la metà a una condanna. Tutto ciò è semplicemente intollerabile. L’amore per gli animali non è una battaglia politica, ma di civiltà”.

Detrazioni fiscali per spese veterinarie

La possibilità di usufruire di benefici fiscali più sostanziosi di quelli attualmente previsti, inserendo cani e gatti nello stato di famiglia, è una questione di primaria importanza. Basta un dato recente, estratto dal rapporto 2019 della Lega Antivivisezione (LAV).

Negli ultimi anni, purtroppo, le adozioni di cani e gatti sono sensibilmente diminuite. Il motivo? Proprio a causa dell’incremento delle spese necessarie per garantire il loro benessere.

Pet food, accessori (collari, guinzagli, gabbie, lettiere, ecc.), farmaci e prestazioni veterinarie risultano troppo costosi. Per il cibo e le cure mediche, in particolare, il costo elevato è da collegare anche all’Iva, il 22%, la stessa che viene applicata ad alcuni beni di lusso come champagne e automobili.

Anche il prezzo dei farmaci veterinari costituisce un problema. A parità di principio attivo, il costo del medicinale per animali è in media cinque volte superiore rispetto a quello per uso umano. L’unica agevolazione prevista ad oggi è il bonus animali 2020, con una novità positiva per i proprietari di cani e gatti.

Agevolazioni per cani e gatti nello stato di famiglia

L’ultima manovra finanziaria ha infatti aumentato la soglia massima per le detrazioni. Dai 387,34 euro previsti fino allo scorso anno si passa a 500 euro per il 2020.

Con il nuovo tetto, in sintesi, si potrà ottenere una detrazione di 70,46 euro (invece dei 49 euro previsti con la soglia precedente), tenendo conto della franchigia di 129,11 euro e dell’aliquota applicata del 19% nel modello 730.

Le detrazioni sono relative alle prestazioni professionali rese dal veterinario, all’acquisto dei medicinali prescritti, ad analisi di laboratorio e interventi presso cliniche veterinarie.

Per poter usufruire del bonus è necessario che il pagamento venga effettuato con mezzi tracciabili (carta di credito, bancomat, assegno o bonifico) e che l’animale sia posseduto legalmente. La possibilità di inserire cani e gatti nello stato di famiglia semplificherebbe le cose.



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