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Radiofrequenza viso: come funziona

Tecniche, segreti e costi del nuovo trattamento anti-età che può darvi una pelle liscia e giovane senza ricorrere al bisturi

L’uso della radiofrequenza con scopi estetici è di introduzione piuttosto recente, anche se in realtà in campo più generalmente medico, essa ha una storia di sperimentazione lunga oltre un cinquantennio, con un ampio utilizzo in ambito chirurgico in qualità di coadiuvante in caso di interventi su tessuti delicati come quelli ginecologici o di ricostruzione plastica. La scoperta delle possibilità legate al suo utilizzo per la cura degli inestetismi della pelle, quali tipicamente le rughe o la cellulite, ha però offerto a tutte le donne, prima o poi inesorabilmente alle prese con la ricerca dell’anti-aging,  una alternativa interessante, meno invasiva e spesso più efficace al botulino – utilizzabile solo per il miglioramento temporaneo delle rughe di alcune parti del viso – e all’intervento di lifting chirurgico, che, ovviamente, è un trattamento assai più “traumatico” in quanto “ablativo”, che ricorre cioè all’asportazione di tessuti della pelle per ottenere l’effetto estetico desiderato.

Un efficace trattamento degli inestetismi: la radiofrequenza

A partire dall’uso terapeutico della radiofrequenza per i suoi effetti fisioterapici, studi recenti ne hanno evidenziato le proprietà anche per contrastare il sedimentarsi del grasso nella pelle alla base della cellulite e per stimolare la rigenerazione e la produzione di collagene ed elastina, le principali proteine che costituiscono il tessuto epiteliale e il cui deterioramento è la causa principale del formarsi di rughe e pieghe.

Il funzionamento è piuttosto semplice e si basa sul riscaldamento dell’ipoderma – lo strato meno superficiale della pelle – attraverso un apparecchio che produce un’onda elettromagnetica a bassa frequenza in grado di trasformarsi in calore ad una intensità controllata e costante: tale onda si trasmette dagli strati più superficiali ad una temperatura di 30-35 gradi propagandosi in quelli più profondi secondo un “gradiente inverso”, ovvero aumentando a mano a mano che si scende in profondità fino a giungere a 55-60 gradi nell’ipoderma. L’aumento della temperatura comporta da un lato una maggiore irrorazione dei vasi sanguigni con un effetto drenante sul grasso accumulatosi nel derma e dall’altro la “denaturazione” – reazione chimica che porta alla “modifica” dei legami originari di una proteina – del collagene.

La somministrazione delle onde magnetiche proprie del trattamento avviene attraverso tre tipi di strumenti: in quello “unipolare” il polo che entra in contatto con la cute è unico ed in esso si concentra tutta l’energia; con gli apparecchi ad azione “bipolare” si introduce l’utilizzo di due elettrodi connessi al medesimo circuito, con un esito più esteso e incidente ma ovviamente legato ad apparecchiature più complesse sia da manutenere che da utilizzare; l’ultima frontiera è la radiofrequenza “tripolare”, in cui viene utilizzato un “manipolo” con tre elettrodi, per una azione ancora più funzionale ed efficace.

Sembra veramente l’uovo di Colombo: risultati rapidi, poco invasivi e garantiti.

I benefici della radiofrequenza

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La maggior parte delle degenerazioni della pelle che col tempo portano ad una diminuzione di tonicità ed elasticità sono dovute all’indebolimento dei legami fra collagene e tessuti: la denaturazione conseguente all’aumento di temperatura comporta un immediata nuova “tensione” delle fibre, con un effetto di contrazione e distensione che ne rimette in moto l’elasticità originaria, oltre a “costringere” i tessuti alla produzione di nuovo collagene in sostituzione di quello vecchio e deteriorato.

L’effetto, dunque, è quello di un vero e proprio lifting “incruento” e che agisce su fattori naturali come le reazioni chimiche proprie delle proteine che costituiscono la pelle e che permettono quindi di ottenere in tempi brevi di rimuovere i danni, tonificare la pelle e ridonarle elasticità e lucentezza.

In questo senso, il trattamento si rivela efficace sia nell’alleviare i danni derivanti dall’invecchiamento, sia quelli più generalmente arrecati alla pelle da specifici eventi traumatici come cicatrici o segnature. Non ci sono limiti di utilizzo o in termini di “attesa” di risultati, anche se è provato che gli effetti migliori del trattamento si hanno su pelli di soggetti fra i 35 e i 60 anni e con un grado di “rilassamento” cutaneo basso o moderato. In casi più gravi, naturalmente, la radiofrequenza può essere efficace in veste coadiuvante o nel mantenimento dei risultati ottenuti con tecniche chirurgiche di intervento.

Radiofrequenza estetica: le controindicazioni

Il fatto che il trattamento con radiofrequenza sia poco invasivo non significa che non debba essere fatto responsabilmente e, possibilmente anche se auto-somministrato in casa, sotto il controllo di un medico specializzato. Lo strumento di emissione delle onde, infatti, basa la propria efficacia sulla produzione di calore che innalza la temperatura della pelle “profonda”, contrastando tale effetto sulla pelle “superficiale” grazie all’azione di alcuni elementi criogeni – ovvero raffreddanti – che impediscono anche il fastidio percepito dal contatto con l’elettrodo ad alta temperatura.

L’eventuale sensazione di “surriscaldamento” in genere termina con la sospensione del trattamento, ma in alcuni casi può persistere in piccoli eritemi o rigonfiamento che però scompaiono quasi sempre nel giro di qualche ora.

Prima di iniziare il trattamento è opportuno affrontare una visita specialistica che escluda la presenza di infiammazioni o dermatiti sulla pelle, dato che il trattamento può essere effettuato rigorosamente e unicamente su porzioni di pelle sana. Allo stesso modo, meglio evitare l’applicazione in presenza di scottature solari anche lievi o, al contrario, esporsi ai raggi del sole, anche artificiali, nel periodo immediatamente successivo al trattamento.

Inoltre, come qualunque altra terapia che si basa sull’utilizzo di onde elettromagnetiche, la radiofrequenza estetica non deve essere usata in persone con pacemaker, protesi metalliche o in stato di gravidanza.

Radiofrequenza estetica: a casa o dall’estetista?

Trattamento viso - preparazione

Data non facile reperibilità e gestione dei macchinari necessari, per molto tempo la tecnica della radiofrequenza è rimasta accessibile solo nei centri specializzati. Con l’andare del tempo, l’evoluzione e la miniaturizzazione dei dispositivi ha permesso di poter approcciare il trattamento anche in una pratica “versione” home. Rimane comunque valido il consiglio della cautela: per poco invasivo che sia, la radiofrequenza rimane una soluzione da approcciare sempre accompagnata ad un controllo medico, in modo da concordarne comunque l’utilizzo, la frequenza e durata delle sedute, le modalità di mantenimento dei risultati e le zone della pelle su cui intervenire. Il costo delle apparecchiature casalinghe è molto vario in funzione della tecnologia utilizzata – “uni”, “bi” o tripolare – e alla varietà dei trattamenti possibili e delle parti del corpo trattabili. Si va da qualche centinaia di euro per quelli più semplici ad oltre 2000 per quelli più complessi. Non cadete però nell’errore di considerare la bontà dell’apparecchio come unica variabile per un risultato soddisfacente del trattamento. Spesso affidarsi a mani esperte rimane la soluzione migliore, anche al cospetto di un apparente ad iniziale maggior costo da sostenere.

Radiofrequenza viso: i costi

In linea generale, le parti del viso in cui maggiormente è possibile intervenire sono le “zampe di gallina”, le pieghe su naso e labbra, le rughe della fronte, nel contorno occhi e sulle palpebre, il mento rilassato e le pieghe del collo.

Modalità e lunghezza di ogni trattamento è variabile in funzione della zona da trattare – sia “quale” zona, sia in relazione all’ampiezza della superficie” – sia del tipo di strumento utilizzato. Per questo, ogni trattamento specifico deve avere una durata ed una intensità concordata col medico ed adeguata alla singola situazione, allo stato “di partenza” della pelle e ai risultati che si desidera ottenere.

Per questo, anche i costi di un trattamento sono variabili, in funzione del numero di sedute necessarie e della durata delle stesse. A semplice titolo esemplificativo, possiamo dire che mediamente una seduta da 15-20 minuti in un centro specializzato può avere un costo che varia dalle 150 alle 300 euro.

Foto di: USP Hospitales; estelabelleza; MyTudut

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