Stocco alla messinese
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Stocco alla messinese

Lo stocco alla messinese è uno stufato di pesce tipico di Messina. Richiede una lunga cottura a fuoco dolce, tanta pazienza e pane per fare la scarpetta.

In Sicilia c’è un detto…”Sciroccu, malanova e piscistoccu a Missina non mancanu mai”, cioè vento di Scirocco, cattive notizie e pesce stocco a Messina non mancano mai. Lo stocco alla messinese, come pure la sua variante più ricercata, il pesce spada alla messinese, sono infatti dei tipici secondi piatti della tradizione culinaria di Messina.

Entrambi sono anche detti alla ghiotta, che è poi l’invitantissimo sugo in cui cuociono i pezzi di pesce, solitamente accompagnati dalle patate. Un sugo a base di cipolla, sedano, pomodori, capperi e olive.

Essendo uno stufato, lo stocco alla messinese richiede una lunga cottura a fuoco dolce, tanta pazienza e un’abbondante scorta di pane per fare la scarpetta. Subito dopo l’articolo troverete la ricetta tradizionale, di cui esistono anche alcune varianti. Eccole.

Le varianti dello stocco alla messinese

Oltre allo stocco alla ghiotta, a Messina è diffuso anche lo stocco in bianco con le patate che, una volta cotto, potete servire con un filo d’olio evo, succo di limone e prezzemolo tritato. C’è, poi, l’insalata di pesce stocco alla messinese, i cui ingredienti sono più o meno gli stessi dello stufato ma vengono qui utilizzati per preparare un antipasto.

Come? Si procede lessando in una pentola pesce e patate e trasferendoli in un piatto una volta cotti. Quando si saranno raffreddati, si possono fare a pezzi e porre in una ciotola, in cui si aggiungeranno il sedano tagliato a rondelle, le olive, i pomodorini, i capperi ed un cipollotto finemente tritato. Tutto andrà, infine, condito con un’emulsione a base di olio evo, succo di limone, prezzemolo tritato, sale e pepe.

A dire il vero lo stesso stocco alla messinese può essere preparato in modi diversi a seconda della zona di Sicilia in cui ci si trova. Nella parte etnea dell’isola, tra gli ingredienti, sono ad esempio presenti anche le pere Spinelli mentre in altre aree è consuetudine aggiungere pinoli e uvetta.

La pera Spinelli

Può darsi che non l’abbiate mai sentita nominare ma la pera Spinelli, in dialetto pira Spineddi, esiste ed è una varietà tipica della Sicilia, in particolare della zona dell’Etna. Coltivata alle sue pendici, tra gli 800 e i 1200 m di quota, questa pera ha una buccia verde-gialla con sfumature rosse, una polpa soda e un gusto asprigno. Ideale per la cottura in forno, durante la quale rilascia i suoi zuccheri formando una caramellatura. La Spinelli è un frutto autunnale che si raccoglie, ancora non maturo, ad ottobre.

L’arrivo dello stoccafisso in Sicilia

E, per concludere, un po’ di storia. Eh, si, perché lo stoccafisso norvegese, essiccato alle isole Lofoten, arriva in Sicilia già nell’anno 1000. Sono i Normanni, popolo del Nord Europa, a farlo conoscere ai siciliani quando arrivano nell’isola trasportando grandi riserve di stoccafisso. Essendo essiccato, questo pesce si prestava, infatti, ad essere conservato per molto tempo ed era, quindi, l’ideale per i lunghi viaggi in mare. Una volta giunti nell’isola, i normanni lo barattavano, poi, con gli alimenti locali tipici.

  • Resa: 4 Persone servite
  • Preparazione: 20 minuti
  • Cottura: 60 minuti

Ingredienti

  • 800 grammi stocco già ammollato
  • 1 cipolla
  • 500 grammi passata di pomodoro
  • 100 grammi olive denocciolate
  • 20 grammi capperi
  • 500 grammi patate
  • 2 coste di sedano
  • olio evo qb
  • sale e pepe qb

Preparazione

  1. Iniziate preparandovi i diversi ingredienti. Quindi sciacquate lo stocco e tagliatelo a pezzi. Sbucciate, lavate e tritate finemente la cipolla. Pelate le patate, lavatele e tagliatele a tocchetti. Infine pulite il sedano e riducetelo a pezzetti.
  2. Fate ora soffriggere la cipolla con un filo d’olio evo e, quand’è imbiondita, aggiungete sedano, capperi, olive e passata di pomodoro. Fate cuocere il sugo per una decina di minuti.
  3. Aggiungete, poi, un bicchiere d’acqua calda, lo stocco, le patate, salate e pepate.
  4. Coprite e lasciate cuocere per circa un’ora. Se serve, durante la cottura, potete aggiungere ancora dell’acqua. Servite il piatto accompagnandolo con abbondante pane!


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