Pasta con pesce spada e fave

Pasta con pesce spada e fave

Un semplice primo piatto, la pasta con pesce spada e fave. Genuina e ghiotta, è un concentrato di profumi che conquisterà i cuori e i palati di tutta la famiglia.

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29/04/2019

Sommario

Un semplice primo piatto, la pasta con pesce spada e fave. Genuina e ghiotta, è un concentrato di profumi che conquisterà i cuori e i palati di tutta la famiglia.

Tempo di preparazione:
10 minuti
Tempo di cottura:
10 minuti

Ingredienti Ricetta

  • Penne rigate o altro tipo di pasta corta 350 grammi
  • Pecorino grattugiato facoltativo 50 grammi
  • Pesce spada 700 grammi
  • Mazzetto di prezzemolo qb
  • Vino bianco secco 1 bicchiere
  • Cipollotti freschi 2
  • Spicchio daglio 1
  • Fave da pulire 1 chilo
  • Brodo di pesce o vegetale 1 litro
  • Gambo di sedano 1
  • Menta qb
  • Sale e pepe qb
  • Scorza di limone 1

Abbiamo salutato l’inverno con le sue zuppe e i suoi piatti corroboranti che ci hanno scaldato durante tutta la stagione più fredda e siamo pronti ora a dare il benvenuto alla primavera, con i suoi frutti dai colori vivaci e aromatici che portano una ventata di freschezza sulle nostre tavole.

Rinnoviamo i menu sostituendo cavoli e broccoletti con fave e piselli, riscoprendone i sapori in modo sempre nuovo: ad esempio in un semplice primo piatto, come quello che vi proponiamo qui.

Pasta con pesce spada e fave. Genuina e ghiotta, la nostra pasta è un concentrato di profumi, complici le foglioline di menta fresca e l’aromatica scorza di limone, che conquisterà i cuori e i palati di tutta la famiglia.

Le fave, si sa, vanno a braccetto col pecorino, e coincidenza vuole che siano particolarmente amate in due delle regioni che vantano tra le migliori produzioni di questo formaggio stagionato, Lazio e Sardegna. Ma in realtà la Vicia Faba, famiglia delle Leguminose, è ormai diffusa non solo in tutta Italia, per quanto sia più coltivata nel meridione, ma in tutto il mondo.


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Basti pensare che uno dei maggiori produttori mondiali è la Cina, e in fondo le fave hanno origini asiatiche, per quanto fossero già perfettamente conosciute ai tempi dell’antica Grecia e non mancavano mai sulle tavole dei Romani. Il contenuto proteico ne ha fatto per lunghi periodi uno dei classici cibi dei poveri, grazie al prezzo economico, alla facilità di coltivazione e diffusione, e alle ottime proprietà salutari e nutrizionali. Le fave garantiscono infatti l’apporto di ferro e altri minerali, e una notevole quantità di vitamine, ovviamente se consumate crude, poiché la cottura spesso distrugge alcuni dei componenti.

Preparazione

Pulire i cipollotti e il gambo di sedano e tritarli.

Mettere un tegame di coccio sul fuoco e trasferirvi il trito, insieme alle fave fresche già pulite.

Coprire con mezzo litro di brodo di pesce (oppure vegetale) e cuocere per circa 10 minuti.

Pulire e tagliare il pesce spada a fette alte 1,5 cm e poi a dadini non troppo piccoli e disporlo nel tegame delle fave.

Fare cuocere, a fuoco basso e a recipiente coperto, per 15 minuti, unendo 1/2 bicchiere di vino bianco secco sul pesce spada, a metà cottura.

Intanto cuocere la pasta

Spolverizzare il pesce con il pecorino grattugiato e con un trito fatto con aglio e prezzemolo, le foglioline di menta e la scorza di limone grattugiata.


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Fare riposare qualche minuto e condire nella stessa casseruola la pasta scolata, aggiungendo se risulta troppo asceta un mestolo di acqua di cottura della pasta.

Giovanna Maggiori
  • Scrittore e Blogger