Tortino di Cavolo Nero

Una ricetta facile per un antipasto goloso, sicuramente d'effetto, ideale da servire anche a Natale

Il tortino di cavolo nero è un’idea golosa e appetitosa per gustare quest’ortaggio dal sapore particolare che in Toscana è consumato in mille modi diversi. Questo tortino è certamente un antipasto delizioso per i vegetariani e non solo!

Le torte salate a base di vedure hanno una tradizione antichissima, che risale ai tempi pre -cristiani, e sono legate alla cultura contadina. Sono fatte con ingredienti semplici, freschi e stagionali. Il pomodoro è sicuramente un ortaggio estivo mentre il cavolo è certamente invernale. Il cavolo nero, chiamato anche cavolo dinosauro, cavolo lacinato, compare nei mercati di novembre fino poi a primavera. Approfittate di questo periodo per comprarlo fresco. Si tratta di una delle più antiche verdure della famiglia del cavolo. Si tratta di un cavolo frondoso, le cui fronde assomigliano alle fronde della palma, con le foglie nere verdastre con nervature profonde e pronunciate. Ha un sapore intenso, ma è generalmente più dolce rispetto alle altre varietà di cavolo. È impiegato nella preparazione di tanti altri gustosi piatti come zuppe (la famosa ribollita toscana), stufati e omelette ed è molto appetitoso sui crostini di pane. È inoltre ottimo crudo in insalata. Non dimentichiamo che il cavolo nero oltre a essere molto gustoso è altamente nutritivo, ricco di vitamina A e vitamina C, acido folico (se consumato crudo) e potassio.

Vi consiglio di servire questo tortino sia come antipasto che come piatto principale. La pasta brisè potete prepararla oppure acquistarla, comunque quella fatta in casa ha un sapore e friabilità inconfondibile.

  • Resa: 8 ( 8 Persone servite )
  • Difficoltà:
  • Preparazione: 1 ora 30 minuti
  • Cottura: 45 minuti
  • Cucina:

Ingredienti

  • 225 grammi farina 00
  • 120 grammi burro freddo e tagliato a dadini
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 60 millilitri acqua ghiacciata
  • 1 pizzico di sale
  • 6 cucchiai olio extravergine di oliva
  • 2 cipolle medie tagliate finemente
  • 700 grammi cavolo nero
  • 500 millilitri acqua
  • 120 grammi ricotta di capra
  • 3 uova
  • sale e pepe

Preparazione

  1. Preriscaldare il forno a 170° C.
  2. Per la pasta brisè. In una ciotola grande, unire la farina e il sale. Unire il burro e lavorare con una forchetta fino a ottenere un composto sabbioso. Aggiungere l’acqua, un cucchiaio alla volta. Aggiungere il tuorlo d’uovo, lavorare con un cucchiaio fino a ottenere una palla. Avvolgere in pellicola trasparente e mettere in frigo per almeno 30 minuti.
  3. Per il ripieno. Lavare il cavolo, togliere le nervature centrali e i gambi, tagliare le foglie a striscioline di circa 1 cm. In una padella antiaderente e capiente soffriggere a fuoco medio la cipolla con l’olio extra vergine fino a quando la cipolla è ammorbidita. Aggiungere il cavolo, mescolare bene, salare e aggiungere l’ acqua. Coprire con un coperchio, ridurre il fuoco a medio-basso, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altra acqua se il composto comincia ad asciugarsi. Cuocere per circa 35 minuti fino a quando le foglie di cavolo sono tenere. Mettere da parte e lasciare raffreddare.
  4. In una ciotola capiente mescolare le uova con la ricotta. Aggiungere il mix di verdure e condire con una macinata di pepe. Mettere da parte. Una volta che la pasta brisè ha riposato, stenderla con uno spessore di circa 4 mm in una teglia di ceramica o vetro di 24 centimetri di diametro. Il bordo dovrebbe avere uno strato leggermente più spesso di pasta, circa 5 mm. Bucherellare il fondo della pasta con i rebbi di una forchetta (quattro o cinque volte è sufficiente ), poi versare il mix di verdure e cuocere in forno fino a doratura (circa 40-45 minuti). Il vostro tortino sarà delizioso se consumato appena sfornato, ancora tiepido.
  5. Nota: Al momento dell’acquisto del cavolo controllate che le foglie non siano troppo lunghe (non più di 50 cm), che siano ferme e di colore uniforme, senza macchie marroni o gialli. Il cavolo più saporito è quello raccolto nel tardo autunno e all’inizio dell’inverno, dopo le prime gelate.


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