Polpette vegetariane di ceci e fagioli.
C’era una volta un cece con cui un uomo ottenne un gallo, poi un maiale, una ragazza, ed infine perse tutto – anche il naso – a causa di un cane. La favola, raccontata dalla Toscana alla Sicilia con qualche variazione, risale ad un tempo in cui le Crociate – quelle originali – non erano ancora terminate e gli Arabi avevano abbandonato da poco le coste italiane, lasciandosi alle spalle una bella eredità di cibi esotici e d’occhi scuri.
Il “Cicer aretìnum”, che pur sembrava provenire dalle terre che battono bandiera con mezza luna, era già ben conosciuto ai tempi dei Romani.
Tornando alla morale della favola, è noto che chi troppo vuole nulla stringe, e questo accade anche in cucina, dove a volte bisogna accontentarsi di quello che suggerisce la tradizione e lasciare che alcuni ingredienti seguano il loro destino “storico” senza eccessivi slanci creativi.
Questo potrebbe essere il caso dei ceci, legumi iperproteici, filet mignon dei vegetariani: la storia gastronomica insegna che sono deliziosi cucinati con erbe aromatiche – alloro e rosmarino in testa – ma anche in coppia con numerosi ortaggi.
Soprattutto non deve mai mancare l’olio d’oliva che, dalle sicule panelle alla farinata ligure, fa la differenza.
Il sapore dei ceci, inoltre, è abbastanza sorprendente, con quella nota “cruda” e ferrosa che li caratterizza: sono buoni soltanto ben cotti, teneri se interi, sotto forma di crema, “panissa” o frittella.
Se riuscirete a creare un piatto inedito negli ultimi duemila anni, forse entrerete nel gotha dei buongustai ma non cercate di barare semplicemente sostituendo delle aringhe ai gamberi (mi riferisco a quello che probabilmente è uno dei piatti creativi più copiati d’Italia, la celebre passatina di ceci con i gamberi di Fulvio Pierangelini).
Per fare delle polpette vegetariane di ceci e fagioli vi occorrono:
Come procedere:
Riducete in purea i fagioli ed i ceci; mescolate alla purea 3 cucchiaiate di pangrattato, 2 cucchiai di parmigiano, la carota ridotta in brunoise, aggiustate di sale e pepe.
Il composto deve essere abbastanza sodo da ottenere agevolmente 18 polpette; eventualmente potete aggiungere ancora un poco di pangrattato; inserite in ogni polpetta un cubetto di caciocavallo.
Passatele nelle uova leggermente sbattute e salate, quindi nei semi di sesamo mescolati alla stessa quantità di pangrattato, facendo in modo che si ricoprano completamente e schiacciandole appena.
Friggete le polpettine in abbondante olio caldo, facendole dorare da entrambi i lati; scolatele e fatele asciugare su una carta assorbente.
[Il racconto e la ricetta sono tratti da “In cucina con i tacchi a spillo”, Guido Tommasi Editore]
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