Pangiallo romano

Il pangiallo è un dolce tipico del Lazio. Tradizionalmente veniva ottenuto tramite l'impasto di frutta secca, miele e cedro candito al quale sono stati aggiunti mandorle, noci, pinoli, nocciole, uva passa e pistacchi

Pangiallo romano.
Pangiallo romano.

Il pangiallo, meglio noto come pangiallo romano è un dolce tipico del Lazio, che ha la sua origine nell’antica Roma e più precisamente durante l’era imperiale. A quei tempi distribuire questi dolci dorati, durante la festa del solstizio d’inverno, era di buon auspicio per il ritorno del sole. Infatti è impreziosito da un sottile strato costituito da una crosta dorata che dona al dolce la sua tipica brillantezza.

Il tipico pangiallo romano, ha subito numerose trasformazioni durante i secoli.

Tradizionalmente il pangiallo veniva ottenuto tramite l’impasto di frutta secca, miele e cedro candito, il quale veniva in seguito sottoposto a cottura e ricoperto da uno strato di pastella d’uovo.

Fino a tempi molto recenti nella preparazione del pangiallo le massaie romane mettevano i noccioli della frutta estiva (prugne e albicocche) opportunamente essiccati e conservati al posto delle costose mandorle e nocciole.

Nell’ultima reinterpretazione del pangiallo romano, ad opera del maestro Angelo Colapicchioni, sono stati aggiunti alla ricetta tradizionale anche: mandorle, noci, pinoli, nocciole, uva passa e pistacchi.

Ha tantissimi ingredienti ma è molto semplice da preparare e anche abbastanza veloce. È buonissimo e visto che è ricco la frutta secca non può mancare anche sulla tavola di Natale!

  • Resa: 4 pangialli
  • Preparazione: 40 minuti
  • Cottura: 40 minuti

Ingredienti

  • 200 grammi mandorle pelate
  • 200 grammi noci
  • 200 grammi nocciole pelate
  • 100 grammi pinoli
  • 100 grammi canditi misti
  • 300 grammi uva passa
  • 250 grammi farina
  • 200 grammi miele
  • buccia di arancia grattugiata
  • buccia di limone grattugiata
  • 2 cucchiai olio evo
  • 1 bustina zafferano
  • acqua

Preparazione

  1. Riscaldare il miele in un pentolino fino a renderlo liquido, unendo la buccia dell’arancio e del limone.
  2. Mettere l’uva passa a bagno per circa 30 minuti.
  3. Si può rendere il pangiallo ancora più ricco aggiungendo all’impasto anche fichi secchi e pistacchi. In questo caso equilibrare le dosi diminuendo le quantità della frutta secca.
  4. Tritare grossolanamente la frutta secca e riunirla in una ciotola con i canditi, l’uva passa strizzata e il cioccolato tritato.
  5. Aggiungere il miele e mescolate. Quindi aggiungere la farina a poco a poco e mescolare bene fino a far diventare il tutto compatto.
  6. Con le mani infarinate, formare con il composto quattro panetti e metterli su una placca da forno a riposare per un paio d’ore.
  7. Preparare la glassa mettendo in un pentolino a scaldare la farina, l’olio e lo zafferano sciolto in un pò di acqua.
  8. Aggiungere altra acqua per formare una pastella fluida con cui spennellare i panetti.
  9. Infornare a 180° per 40 minuti fino a quando non si sarà formata una crosticina sopra il panetto.


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