waffle light
Waffle, gaufre, waffel, gofri, canestrelli, ferratelle, ecc. Ammettiamolo: non è per niente semplice riuscire a destreggiarsi tra dolci così simili ma con nomi tanto diversi! Ciò che li accomuna tutti quanti è la caratteristica forma a nido d’ape o, se preferite, a grata. Forma impressa loro dalle doppie piastre roventi utilizzate per cuocerli.
Waffle e gaufre, poi, non solo hanno lo stesso aspetto ma anche la stessa consistenza, croccante fuori e morbida dentro. Unica grande differenza tra i due è la presenza del lievito di birra nelle gaufre e del lievito istantaneo nei waffle. In fondo sono quasi lo stesso dolce che ha viaggiato nel tempo e nello spazio dall’Europa fino ad arrivare prima nello stato di New York, poi in Virginia e in Louisiana, e si è, infine, diffuso in tutto il resto degli Stati Uniti.
Proprio in America la cialda croccante e morbida insieme ha definitivamente assunto il nome di Waffle. La sua ricetta nella versione originale prevede l’utilizzo di farina, latte, uova e burro, ma tante sono le varianti sviluppatesi negli anni. Light, senza glutine, vegane, al cacao, al caffè, senza uova, alla ricotta, senza burro e probabilmente ne esisteranno anche altre. Per non parlare delle tante versioni salate…
Noi oggi prepariamo waffle light senza uova e senza burro. A dire il vero, tra gli ingredienti vi è anche il latte vegetale al posto di quello vaccino, e sono, quindi, perfetti non solo per chi non vuole assumere troppe calorie ma anche per chi segue una dieta vegana.
Il procedimento da seguire è semplicissimo. Basta unire, un po’ per volta e mescolando con una frusta, gli ingredienti liquidi a quelli secchi e completare con una frullata di minipimer. In questo modo otterrete una pastella liscia e omogenea senza troppi sforzi. Mentre per quanto riguarda la cottura, i passaggi sono gli stessi previsti per i waffle classici.
Frittelle simili ai waffle venivano già preparate ai tempi dell’antica Grecia, ma è solo con il Medioevo che arrivano in Francia, dove diventano le attuali gaufre, nido d’ape in francese antico. Il paese per eccellenza delle gaufre è, in realtà, il Belgio, che può vantarne due differenti versioni, quella di Bruxelles e quella di Liegi.
Ciò che le differenzia è più che altro la forma, perfettamente rettangolare nel caso delle prime, più smussata e quasi circolare nel caso delle seconde, oltretutto leggermente più dolci. Nei secoli successivi le cialde si diffondono anche in altri paesi, a partire da Olanda dove diventano wafel, Germania o Scandinavia in cui si chiamano waffel e poi in tutto il resto d’Europa.
Anche in Italia, come nel resto d’Europa, esistono dolci simili ai waffle, almeno nella forma. In Piemonte troviamo, ad esempio, i gofri, il cui nome risente indubbiamente dell’influenza francese. Sono cialde più sottili e croccantine dei waffle, preparate solo con acqua, farina e lievito. Molto diffuse in Val di Susa e Val Chisone, erano originariamente utilizzate dai montanari al posto del pane.
Stessa consistenza croccante contraddistingue anche i canestrelli, dolcetti tipici del Canavese, mentre le ferratelle abruzzesi e molisane possono avere una consistenza morbida o croccante a seconda della zona in cui vengono preparate. Solitamente si aromatizzano utilizzando della scorza di limone.
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