Polentina dolce, anche detta semolino dolce fritto

Se c’è un ingrediente che non può mancare nel fritto misto alla Piemontese, è il semolino dolce fritto.

Conosciuto anche come polentina dolce, dal dialetto piemontese “polenta dossa”, si può trovare già pronto in gastronomia ma non sarà mai lontanamente buono come quello mangiato in famiglia, solitamente a casa della propria nonna.

I segreti per una buona “polenta dossa”?

Innanzitutto è fondamentale trovare il semolino giusto, è poi una buona idea iniziare a prepararla il giorno prima, in modo che possa riposare in frigorifero per tutta la notte e, in ultimo, è di fondamentale importanza restare concentrati durante il momento della frittura.

Al riguardo qualche consiglio: potete tranquillamente usare l’olio di arachidi, indicativamente ve ne servirà 1 litro per 130 grammi di semolino, anche perché poco olio equivale a fritto unto.

Iniziate a friggere solo quando la temperatura dell’olio avrà raggiunto i 170°, un termometro da cucina vi sarà in questo caso di grande aiuto, infine cuocete poco cibo per volta.

Se è indubbio che fritto sia buonissimo, è anche certo che i veri amanti del semolino dolce saranno tentati di assaggiarlo ancora prima che venga impanato, per cui è bene assicurarsi di tenerli lontani dal frigorifero!

Ed ora, per tutti quelli che hanno il ricordo della polentina dolce preparata dalla propria nonna, ma non sono mai riusciti a farsi dare la ricetta, ecco qualche indicazione da cui partire per ritrovare gli amati sapori dell’infanzia…

Preparazione

  1. Unire in una pentola latte, zucchero, scorza del limone, vanillina e portare fin quasi ad ebollizione.
  2. Versare poi a pioggia il semolino e mescolare con una frusta per circa 15 minuti a fuoco bassissimo.
  3. Una volta spento il fuoco, incorporare il tuorlo, trasferire il composto in una pirofila precedentemente bagnata con acqua fredda e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente, per poi porlo in frigorifero.
  4. Il mattino dopo, capovolgere la pirofila su di un grande piatto e sformare così il dolce. A questo punto lo si può tagliare a losanghe.
  5. Passare ogni polentina prima nell’uovo, poi nel pangrattato, infine friggere in abbondante olio, non più di 8 polentine per volta. La temperatura deve essere di circa 170 gradi.
  6. Una volta fritti, scolare i dolcetti e porli in un recipiente foderato con carta da cucina.

Roberta Zannoni

Piemontese, ma di origini venete, vive in un grazioso paesino con tanto di castello…Il suo primo dolce? Una golosissima torta al cioccolato preparata in un cottage nell'Hertfordshire.

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Roberta Zannoni

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