Crumble, crumble, crumble: un nome, un gusto. O meglio, una consistenza: quella da “briciola” – che poi è l’equivalente italiano del termine. E infatti il crumble pare essere nato in Inghilterra durante la Seconda guerra mondiale: pochi soldi e pochi ingredienti a disposizione per uno dei dolci tuttora più tipici della cucina britannica – ma amato dai golosi di tutto il mondo!
Anche perché si tratta di un dessert dalla facilissima e veloce realizzazione: due terzi di ripieno e un terzo di base sbriciolata, in forno fino alla doratura e voilà. Col vantaggio di dar sfogo a mille varianti – anche salate – e interpretazioni: noi ci mettiamo all’opera col crumble di mele, che è uno dei nostri preferiti; ma meritano anche quello di ciliegie e mandorle, frutti rossi, pesche, pere e cioccolato, prugne e noci…
E se l’unico svantaggio che ha è quello di dover essere mangiato appena cotto, possiamo tenere in frigo da una parte le briciole e dall’altra il ripieno, e infornare al momento giusto! Del resto, buono com’è, c’è da scommettere che non ne avanzerà molto.
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