Come pulire l’astice

Più semplice di quanto sembri: ecco tutti i consigli per lavare l'astice prima della cottura e tagliarne poi il carapace.

Come pulire l'astice
L'astice, nonostante somigli molto all'aragosta, non ha la sua stessa classificazione tassonomica (Palinuridae), e fa invece parte della famiglia Nephropidae.

Siete alle ricerca di consigli su come pulire l’astice? Allora qui di seguito troverete le indicazioni che fanno al caso vostro.

L’astice, come già saprete, è un crostaceo molto simile all’aragosta, ma ha un costo e una qualità inferiori. Può raggiungere dimensioni superiori a 60 centimetri e un peso di 6 chili. Attenzione a maneggiarlo da vivo, non esita a pizzicare se le chele non sono bloccate!

Come pulire l’astice prima della cottura

La pulizia prima della cottura è molto semplice e veloce. Prima di cucinare l’astice, spazzolate la superficie del crostaceo, passandolo sotto dell’acqua corrente fredda, ripiegando la coda in avanti contro l’addome. Prima di procedere con questa operazione controllate che le chele siano già state bloccate dal pescivendolo, poiché solitamente questi crostacei sono venduti ancora vivi.

L’astice fresco si può anche congelare, sia per conservarlo, sia per evitare la “bollitura a vivo”: congelandolo infatti esso perde conoscenza, ed anche il sapore non subirà particolari cambiamenti. Anche se un po’ cruenta, la bollitura è però la tipologia di cottura più adatta per questo crostaceo e farà anche in modo che la corazza venga rimossa più facilmente.

In questo caso l’astice dovrà cuocere a fuoco lento, circa 10-12 minuti per ogni mezzo chilo di peso. All’interno della pentola aggiungete carote, sedano, cipolla, vino bianco, prezzemolo, timo, pepe e alloro, per far insaporire. Una volta cotto, lasciate raffreddare il crostaceo nell’acqua di cottura e poi scolate tutto.

Come pulire l’astice dopo la cottura

Una volta completata la cottura e lasciato freddare nel suo brodo, l’astice può essere pulito. In questa fase tagliate il crostaceo in due iniziando dalla testa e continuando verso la coda. Eliminate la sacca nera che si trova nella testa del crostaceo e il budellino amaro che si trova in mezzo alla coda. A questo punto potete estrarre, in modo delicato, tutta la polpa.

Ricordate che, a differenza dell’aragosta, in questo crostaceo la polpa è presente anche nelle chele!

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