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Passione piercing, tra tempi antichi e moderni

Cenni storici sul piercing

Ci sono pratiche, come quella dei piercing, che hanno largo riscontro tra giovani e non.
Chi applica un foro sul proprio corpo, sul viso o in altre parti, come l’ombelico, lo fa per moda, per emulazione o perché piace.
Se si pensa che il piercing sia una “diavoleria” moderna, ci si sbaglia, le sue origini fanno capo a tempi preistorici. [dup_immagine align=”alignleft” id=”8905″]Secondo gli antropologi, l’uomo ha da sempre manifestato l’esigenza di decorare il proprio corpo con monili ed accessori o, in modo più duraturo, con tatuaggi e piercing. Claude Levi Strauss sosteneva che vi fossero, tendenzialmente, due ragioni: estetiche, il corpo è un involucro, mediatore verso il mondo; e sociali, simbolo riconoscibile del ruolo e della posizione dell’individuo all’interno della tribù.
A fronte di una perforazione c’è un preciso messaggio.
Erodoto e Plinio Il Vecchio narrano che gli antichi centurioni perforavano il capezzolo per dimostrare coraggio e virilità; gli  antichi egizi praticavano l’attuale piercing all’ombelico come segno di regalità; i Maya perforavano la lingua per dimostrare coraggio e virilità; gli Eschimesi perforavano il labbro inferiore come simbolo di pubertà; la tribù dei Surma, in Brasile, decorava il labbro inferiore con dischi di legno verniciato; in moltissimi paesi africani praticavano la perforazione per ragioni rituali, coniugali e sessuali.
Nella società moderna il piercing compare per affermare un’identità ribelle,  come rifiuto di un sistema.
Segno strettamente correlato alle sottoculture giovanili: gli hippy degli anni ’60 e ’70, le comunità punk-underground, omosessuali, sadomaso e fetish degli anni ’80-’90.
Oggi è un’usanza meno “clusterizzata”, certamente diffusa tra i giovanissimi e non solo.

Top list dei piercing più trendy

Tra i piercing c’è una top list dei più diffusi o comuni: il piercing alla lingua è il più famoso body piercing dopo quello ai lobi ed al naso. Compare tra i favoriti il piercing al trago, quello all’ombelico e al sopracciglio.
Per tutti vale la regola di rivolgersi a piercer professionisti, che lavorino in luoghi sterili e chiusi al pubblico, usino attrezzature monouso, quali aghi e guanti, non utilizzino orecchini in nichel o cromo ma leghe come platino, oro, argento. Il piercing di per sé non è pericoloso ma lo può diventare se mancano determinate precauzioni.

Piercing e precauzioni

[dup_immagine align=”alignleft” id=”8906″]Per il piercing alla lingua  è  necessario che ad eseguirlo sia un piercer professionista il quale, oltre ad utilizzare strumenti sterilizzati, dissuada dal farlo se la lingua è inadatta per la posizione delle vene e del frenulo, un buon piercer saprà valutare se forare o no.
Quanto fa  male? Partendo dal presupposto che il dolore è soggettivo, il piercing alla lingua è considerato uno dei meno dolorosi, è quello che guarisce più in fretta, i tempi vanno dalle due alle sei settimane.
Il piercing al trago è un foro nella piccola zona cartilaginea che sporge proprio al di sopra del canale uditivo. C’è il piercing correlato, antitrago, che si trova esattamente dalla parte opposta dell’apertura del canale uditivo. Per questa zona i tempi di guarigione dall’applicazione variano dalle 12 alle 18 settimane.
Per il piercing all’orecchio, in un punto qualunque della cartilagine, è bene controllare che non ci siano macchie, acne o tagli che possono aumentare il rischio di infezione. Una raccomandazione: pulire il piercing due volte al giorno per i primi tre giorni.
Tra i piercing sono a maggior rischio di infezione quello all’ombelico, alla lingua e al naso.
I piercing sul viso, come quello al naso, sono molto più esposti ad infezione, basti pensare a quante volte portiamo le mani al viso, per questo, è necessario lavare le mani assiduamente prima di toccare o pulire il piercing, usare una soluzione fisiologica per bagnare e disinfettare, asciugare con salviette di carta usa e getta.

Una passione, quella del piercing, più antica di quel che si crede.

Barbara Vaglio

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Barbara Vaglio

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