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Minimalismo in blu anni ’60 per Chicca Lualdi

Rigore e femminilità nella sfilata di Chicca Lualdi, che ha aperto la fashion week milanese tra gli stucchi dorati e gli specchi barocchi di Palazzo Clerici. Una carrellata di outfit che la stilista milanese, fresca di nomina come fashion designer per il Principato di Monaco durante Expo2015, ha studiato con maniacale precisione. Riferimenti al rigore dei volumi anni Sessanta negli abitini; ispirazioni che echeggiano Courrèges nel taglio preciso e definito delle silhouette, rivisitate e interpretate con moderni tessuti dalla trama compatta, decisi interventi di colore che si alternano a geometrie di tagli e colori, sapiente mix di materia che vede accostare lo chiffon alla renna, il denim al pelo in volpe, il sablé al twill, i preziosi jacquard all’organza.

Ci sono anche accenni agli anni Settanta nei volumi di cappotti, gonne, pantaloni dal fondo flare e a vita alta, o le delicate camice in chiffon. Un accenno volutamente delicato ai volumi di allora, di cui è stata estrapolata la linearità rivisitata con femminilità, senza riferimenti troppo marcati e scontati. Il tentativo di proporre una moda per scelta “pulita ed essenziale” ma non scontata o algida, semplice ma non banale, femminile e sofisticata dove il messaggio è la proposta di capi non fatti per stupire ma per piacere. Un messaggio di stile che per esprimere unicità ma esalta qualità ed essenza che trovano riscontro in fit studiati, materie pure, accostamenti ricercati e raffinate tecniche sartoriali. Un messaggio stilistico in cui l’armonia di tagli, colore e materia appaiono uniti a un fresco rigore e appeal femminile.

I colori spaziano dal blu navy e blu denim, al beaujolais, sage, polvere. I tessuti sono crepe di lana, sablé, mohair, double di cachemire, twill di seta e renna, chiffon di seta, duchesse jacquard con motivi che richiamano pennellate di acquarelli, organza con applicazioni in renna, aspetti jeans per tessuti ingentiliti da composizioni tali da renderlo sofisticato e meno casual. Pellicce in visone, astrakan e cincillà, che si prestano leggere a giochi cromatici o tridimensionali facendo leva su particolari effetti di pelo. La volpe si reinventa in cappotti e giacchine in denim per renderle vezzose. In passerella sfila una sana passione per tutto ciò che è estetica, creatività, capacità artigianale, tempi, ricerca, sperimentazione e creatività.

Giovanna Maggiori

Giornalista freelance e web editor, per Unadonna ha scritto soprattutto di ricette e consigli di cucina, sua grande passione.

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Giovanna Maggiori
Tags: brand

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