Milano è da sempre considerata la città della moda. Da qui passano stilisti, collezioni e modelle che ne hanno fatto la storia. Il suo museo che più è attento alla transizioni delle epoche moderne, la Triennale, ospita fino a marzo 2016 una mostra che guarda alla sua storica vocazione: valorizzare il design e le arti applicate con un rapporto vivo con il Made in Italy. Il Nuovo Vocabolario della Moda Italiana, curata da Paola Bertola e Vittorio Linfante, è un’esposizione che fa il punto su marchi e creativi degli ultimi vent’anni, attraverso dei lemmi, come spiega la stessa Bertola. “Questi lemmi – ha detto – recuperano parole che sono state molto importanti nella generazione del Made in Italy e che oggi sono tornate a essere importanti anche per la generazione dei più giovani e di chi ha avviato la propria attività negli ultimi 17 anni, questo è il percorso di analisi della mostra”.
Nelle sale della Triennale ecco quindi tre macro sezioni: vocabolario, dove gli oggetti sono organizzati intorno a concetti chiave; narrazioni, dedicata a fotografia, illustrazione, nuovi media, editoria, video-arte e biografie, con le storie dei singoli stilisti e marchi. Il percorso è organizzato per parole chiave (come materia, costruzione, ornamento, dettaglio, laboratorio) che sintetizzano ognuna un concetto tipico e rinnovato del made in Italy, con installazioni che mostrano il prodotto e il relativo processo creativo: dal cartamodello agli accessori, dalle prove di lavorazione ai componenti. Insomma un viaggio attraverso tutte le parole che vanno a comporre una fotografia della creatività italiana contemporanea ad ampio spettro.
“La cosa che ci ha molto interessato – ha aggiunto Bertola – è stata proprio scoprire che esiste una generazione che ha saputo cogliere quella che è stata la lezione più importante dei maestri del design italiano, in questo caso ci troviamo in un contesto in cui chi è oggi in questa mostra ha avuto ottimi maestri, tutti loro sono cresciuti all’interno degli uffici stile delle aziende italiane, quindi hanno in qualche modo saputo cogliere questa lezione e proiettarla con una certa freschezza nel futuro”. Un futuro che il “Vocabolario” fissa attraverso il catalogo di oltre cento realtà del panorama contemporaneo. La mostra è dedicata allo stilista Elio Fiorucci, morto il 20 luglio scorso: aveva 80 anni ed era conosciuto soprattutto per avere fondato l’azienda che porta il suo cognome, specializzata nella produzione di abiti e di gadget di vario tipo con il famoso marchio con i due angeli.
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