Lo stile "festaiolo" degli anni '20 e '70, arte e stravaganza sono tra i leit motiv del secondo giorno della London Fashion Week FW 2016-2017.
Aperta da un primo giorno sospeso tra nostalgia e sperimentazione, la London Fashion Week FW 2016-2017 conferma la propria vocazione creativa e unconventional nel day 2 con una serie di collezioni che si ispirano al party style degli anni ’70 e che interpretano con stravaganza ed eccentricità temi storici, artistici e culturali.
Il party style è il leit motiv della collezione autunno-inverno 2016-2017 di House of Holland. Lo stilista Henry Holland si ispira alle opere di Sonia Delaunay esposte alla Tate Modern per creare capi che mescolano influenze degli anni ’20 e ’70 in un mood “festaiolo” fatto di drop waist dress, completi e giacche in lamé gold, silver e multicolor, stampe surreali e una vera e propria pioggia di paillettes, perline e frange. Il risultato è divertente e glamour e mostra che è possibile rivisitare il passato in modo originale e innovativo, senza cadere nella trappola del déjà-vu.
Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca la proposta di JW Anderson, che sceglie il focus specifico del cocktail wear. Il marchio dello stilista è l’eccentricità, che prende forma in “fantastici” capispalla dai volumi geometrici e rigorosi ingentiliti da inserti e dettagli in tulle e voile, in minigonne increspate e top ispirati all’estetica di Pierre Cardin e in una tavolozza di colori intensa e vibrante, omaggio al decoratore di interni inglese David Hicks.
L’arte è citata in modo esplicito nel secondo giorno di sfilate della London Fashion Week dalla collezione autunno-inverno 2016-2017 di Peter Jensen. Sono infatti Peggy Guggenheim e Alexander Calder le fonti di ispirazione dello stilista, che interpreta lo stile particolarmente stravagante adottato dalla collezionista negli ultimi anni di vita con un miniabito in velluto, un altro simile a un grembiule da lavoro e una giacca faux fur leopardata e rende omaggio alla produzione dello scultore statunitense con grandi “macchie” gialle, rosse e blu su cappotti, vestiti e top.
Mamma per la prima volta da poco, la stilista Simone Rocha manda in passerella a Londra una collezione che si ispira alla maternità in chiave vittoriana e a “cose femminili”. Il risultato sono una serie di capi sospesi tra atmosfere sognanti e inquietudine, assenza di luce e colore, leggerezza e concretezza, purezza e sensualità, creati a partire da un uso sapiente di materiali antitetici come tweed e tulle, lavorazioni “puritane”, cascate di strass, lurex, ricami e trasparenze. Una proposta elegante ed eccentrica, che conquista con gli improvvisi cambi di registro e la capacità – come nel caso di Henry Holland – di reinterpretare il passato in chiave contemporanea con piglio energico e originale.
Una stravaganza piena di vita, colore e femminilità è invece il leit motiv della collezione FW 2016-2017 di Ryan Lo, che attinge a piene mani dalla tradizione e dall’estetica cinese per dare forma a doll-dress e completi dal mood adolescenziale, ma allo stesso tempo pieni di fascino e sensualità.
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