Parigi Fashion Week FW 2016-2017 day 9 sfilate

Parigi Fashion Week FW 2016 day 9: la fine del viaggio è il suo inizio

La Parigi Fashion Week 2016-2017 giunge al termine, dopo nove giorni di sfilate, e chiude il mese dedicato alla moda con le collezioni di Louis Vuitton, Moncler Gamme Rouge e Miu Miu.


Au revoir, Paris. Dopo nove giorni di sfilate la Fashion Week francese chiude scrivendo la parola fine al mese della moda iniziato a febbraio a New York.

Questo mese dedicato alla moda è stato un viaggio tortuoso e affascinante tra le terre della creatività e dello stile. La moda si prende ora una pausa in attesa delle collezioni primavera-estate 2017, congedandosi tra “gloriose vestigia”, cartoline vintage dalla Svizzera e “nobiltà e miseria”.

Dalle “gloriose vestigia” del passato a oggi: Ghesquière

Non è una novità che la moda guardi al passato per uno sviluppo organico dello stile nel segno della continuità. Nelle sfilate di Parigi, e prima ancora di New York, Milano e Londra, sembra però che heritage, tradizione abbiano preso spesso il sopravvento sull’innovazione e manchi un po’ agli stilisti il coraggio di rompere gli schemi.

Certo, di Alessandro Michele ce n’è uno solo, tuttavia da un Nicolas Ghesquière, per fare solo un esempio, è lecito aspettarsi di più. Per quanto stilisticamente bellissima, sartorialmente impeccabile e commercialmente perfetta, la collezione autunno inverno 2016-2017 di Louis Vuitton è macchiata infatti dal “peccato originale” di aver sacrificato l’estetica dello stilista alla filosofia dell’omaggio.

Ghesquière spiega di avere voluto “disotterrare le gloriosa vestigia di un visionario creatore di bauli” per “elaborare le creazioni di ieri secondo il gusto di oggi“, ma l’operazione avrebbe avuto molta più forza se il talentuoso designer avesse creato degli elementi di rottura, facendo emergere il proprio stile. Invece le giacche strutturate con tagli netti, i corpetti che segnano il busto e la vita, gli abiti fluidi e l’alternanza di materiali leggeri e pesanti, formale e informale, rimandano ai principali elementi Vuitton e in larga parte alla tecnica della sovrapposizione di Jean Paul Gaultier, come ammesso dallo stesso stilista. Di suo c’è poco, su tutto una t-shirt con maniche in pelle, e se si aggiunge la dichiarata attitudine commerciale dei vari look, duole dirlo, ma non basta per raccogliere applausi scroscianti. Insomma, si parla di Nicolas Ghesquière.

Tra yodel e atmosfere di “nobiltà e miseria”: Valli e Prada

In una giornata di grandi atmosfere crea un curioso effetto dissonante la proposta FW 2016-2017 disegnata da Giambattista Valli per Moncler Gamme Rouge. Dopo avere incantato con i suoi “look dall’eleganza perfetta” presentati il settimo giorno di sfilate, lo stilista sceglie la strada del divertissement per il celebre brand di piumini. Ispirandosi allo stile svizzero, Valli gioca con stelle alpine, lavorazioni e ricami della tradizione valligiana e colori a contrasto, per creare una serie di capispalla eleganti e unconventional, maglioni unformal-chic e capi dal mood sognante e sbarazzino. Il signature look della collezione? Gli zoccoli, proposti in tonalità sgargianti e indossati con candidi collant, short e vestiti.

A chiudere la lunga cavalcata del fashion biz attraverso quattro città, e soprattutto attraverso tante epoche e stili differenti, è Miuccia Prada, che per la linea donna Miu Miu autunno-inverno 2016-2017 opta per un mood giovane e rilassato. Prada attinge all’estetica della Hollywood anni ’50 e a suggestioni di “nobiltà e miseria”, dove tutto ciò che resta degli antichi fasti sono i vestiti. Il risultato è una collezione fluida, in cui maschile e femminile, casual ed eleganza, romanticismo e militar mood, colore e assenza di colore si mescolano per dare forma ad abiti e gonne lunghe (tante), minidress e short, giacche, cappotti e trench che sono ora sensuali, ora pragmatici. La novità più rilevante è rappresentata dall’utilizzo del denim, che Miuccia declina in una grande varietà di capi, mescolandolo a tessuti “usuali”, come il broccato, il protagonista indiscusso della prossima stagione (Armani docet), cioè il velluto. Ma è solo una parte dell’incredibile caleidoscopio portato in passerella dalla stilista, che invita a giocare con la moda senza timore reverenziale, inserendo negli outfit ciò che piace del guardaroba di lui o di quello della nonna.

 


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