Parigi Fashion Week FW 2016-2017 day 6 sfilate

Parigi Fashion Week FW 2016 day 6: in nome dello stile

Lo stile, inteso come watermark di designer, maison e collezioni e inscindibile correlazione tra idea e capo finito, è il protagonista assoluto del sesto giorno di sfilate della Parigi Fashion Week FW 2016-2017.

Il ruolo di assoluto protagonista della domenica di sfilate della Parigi Fashion Week FW 2016-2017 è lo stile, inteso come elemento caratterizzante dei designer, delle collezioni e delle maison in passerella il sesto giorno.

La stretta correlazione tra idea e capo finito, la compenetrazione di teoria e pratica e l’imprescindibilità dell’aspetto creativo da quello sartoriale portano in scena un concetto di moda in cui si ritrovano i fondamenti della sua stessa esistenza, ovvero bellezza, desiderio e – naturalmente – business.

From heritage to brand new

A dare il via allo spettacolo dello stile il sesto giorno della Settimana della Moda di Parigi è Balenciaga, alla cui guida c’è il nuovo direttore creativo Demna Gvasalia. Attesissimo per quanto fatto con Vetements, brand osannato da fashion addicted e addetti ai lavori, lo stilista non delude le attese con una collezione autunno-inverno 2016-2017 piena di energia, colore e forza immaginifica. Il punto di partenza del designer georgiano è l’estetica della maison e, più nello specifico, del suo fondatore, Cristóbal Balenciaga, ma nella costruzione della proposta per la prossima stagione c’è spazio anche per l’approccio smart tipico di Vetements. Il risultato sono cappotti e giacche dal design movimentato, che definisce e valorizza la linea delle spalle e del collo, morbidi abiti a fiori dagli echi country e gonne, pantaloni e maglie che rimandano agli anni ’80. Un mix di suggestioni e design un po’ caotico ma di indubbia bellezza, in cui spiccano bizzarre anche imbottite. Esercizio di stile, provocazione o serio tentativo di intraprendere una nuova strada? Qualunque sia la risposta, il verdetto delle donne è un no corale: l’effetto anfora è assicurato e nessuna vuole assomigliare a un’anfora.

C’è molto del suo (omonimo) fondatore anche nella collezione FW 2016-2017 John Galliano, passata sotto la guida di Bill Gaytten nel 2011. Lo stilista – per 23 anni collaboratore del tanto controverso quanto talentuoso designer inglese – mutua da quest’ultimo la passione per i capi di fattura militare e mannish per creare una serie di look che mescolano maschile e femminile in uno stile romantico sofisticato. Tra pizzo chantilly e pizzo guipure, seta, chiffon, materiali “grezzi”, lavorazioni damascate, bianco, rosa, blu, verde e nero, Gaytten dà forma a una proposta per la prossima stagione elegante, ricercata, attuale e unconventional quanto basta per ottenere il favore dei critici e il consenso commerciale del pubblico.

Power of creativity

Lo stile? Creatività allo stato puro. E bravura sartoriale. Sono queste le direttrici della collezione AI 2016-2017 di Givenchy, con Riccardo Tisci che ha dato – finalmente – forma a un sogno costruendo ogni singolo capo e accessorio a partire da un’ispirazione che evoca scenari opulenti fin dal nome: l’Antico Egitto. Invece, diversamente dalle premesse, la proposta per la prossima stagione dello stilista di origini italiane è un ricco – in questo caso sì – mix di cappotti e cappottini, giacche, completi, minidress e vestiti lunghi, gonne e pantaloni dalle linee pulite e dal design essenziale, dove l’eccesso (se così lo si vuole chiamare) è dato da una palette di colori caldi e preziosi, da stampe che riproducono geroglifici psichedelici e gioielli dei faraoni, motivi animalier e dettagli come balze, ruches e pelliccia. Una collezione lussuosa, ma di grande raffinatezza, in cui non mancano rimandi all’estetica militare (tema ricorrente nelle creazioni di Tisci) e dove è evidente la volontà di suscitare desiderio e passione.

La creatività senza condizionamenti è il fil rouge pure della proposta per la stagione autunno-inverno 2016-2017 di Céline. Ma laddove da Tisci si sviluppava da e intorno a un’idea, assumendo contorni ben precisi, nel caso di Phoebe Philo diventa qualcosa di “indefinito”, da cui prende forma una collezione altrettanto lieve e mutevole. “Riguarda la ricerca delle possibilità”, è la criptica spiegazione della stilista, che tuttavia chiarisce con i fatti quello che non esplicita nella teoria. I look in passerella spaziano infatti da abiti e completi che echeggiano suggestioni dell’estremo oriente a cappotti e trench di taglio maschile e vagamente anni ’80, in una rappresentazione poliedrica e incredibilmente erfetta dell’essere donna.


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