Milano Moda Donna FW 2016-2017 sfilate

Milano Moda Donna Fw 2016 day 4: lusso, “follia”, drammaticità e futuro

Un roller coaster di generi, stili ed emozioni: il quarto giorno di Sfilate della Milano Fashion Week autunno-inverno 2016-2017, tra lusso, “follia”, dramma e futuro, conquista pubblico e addetti ai lavori.

Dopo aver tessuto l’elogio dello stile metropolitano, il quarto giorno della Settimana della Moda di Milano FW 2016-2017 è un vero e proprio roller coaster tra registri e generi differenti.

In passerella si alternano lusso e “follia”, dramma e modernità, nel nome di una moda che non è solo business, ma anche – soprattutto – forza creativa, bellezza e sartorialità.

Lusso quotidiano

Ad aprire il sabato di sfilate della Milano Fashion Week è Bottega Veneta, che per l’autunno-inverno 2016-2017 manda in passerella una collezione il cui leit motiv sono “complessità e unicità”. Un tema che prende forma in un lusso quotidiano e sportivo rappresentato da tailleur di taglio maschile con giacche destrutturate doppiopetto e pantaloni fluidi, cappotti a vestaglia e oversize, morbidi pullover, maglioncini e cardigan in cashmere, gonne plissettate, top in lurex e meravigliosi abiti al ginocchio dal design minimal che sottolineano garbatamente la silhouette. Una proposta quotidiana sofisticata e personalissima, che esalta la femminilità e veste donne “reali”, per la quale non si può che applaudire con convinzione lo stilista del brand Tomas Maier. Ma non solo.


La medesima estetica ricercata ed elegante infatti è il fil rouge della proposta per la prossima stagione fredda di Aquilano.Rimondi. Il talentuoso duo attinge allo stile degli anni ’90 – come Ennio Capasa per Costume National – per una collezione minimalista nei risultati, ma ricchissima nella concezione. “Abbiamo lavorato per anni con ricami molto elaborati. Arriva un momento in cui ti chiedi se le donne reali di oggi vogliono ancora ornamenti esagerati o qualcosa di più intimo. E’ un punto sui cui sto riflettendo. Perciò abbiamo deciso di sviluppare le nostre lavorazioni in una direzione più funzionale“, ha spiegato Tommaso Aquilano. Una scelta coraggiosa – perché di fatto una rivoluzione – ma che conferma una volta di più l’eccezionale gusto e la bravura sartoriale della coppia di fashion designer, raccontata da tailleur mannish style composti da pantaloni a vita alta e blazer asciutti indossati con crop top, abiti essenziali caratterizzati da finiture a contrasto, dettagli futuristici e tagli sbiechi e un uso intrigante di lamè, pelle, piume e tessuto vinilico.

“Follia” d’amore

“Dalla follia possono nascere cose buone”. E’ questo il punto di partenza della sfilata FW 2016-2017 di Antonio Marras, che fa di L’histoire d’Adèle H., film di François Truffaut del 1975, la propria fonte di ispirazione. L’amour fou della protagonista – la figlia dello scrittore Victor Hugo – per un ufficiale inglese che non ricambia il suo sentimento è il cuore pulsante di una collezione che è una discesa a ruota libera nella frenesia della passione, rappresentata attraverso un un susseguirsi di look di incredibile bellezza.

Marras mescola anni ’30 e ’70, goth, biker e punk, oriental mood, maschile e femminile, ingenuità ed erotismo, forza e fragilità in un collage di forme, materiali e colori che rende con una forza che ha dell’esaltante il vortice risucchiante dell’amore, dei sentimenti che corrono come cavalli privi di briglia verso un precipizio. Immagine di un evento tragico piena di incommensurabile fascino e meraviglia, che lo stilista rende con cappotti di taglio maschile dai grandi reverse impreziositi da ricami floreali, abiti e completi dai ricchi decori, gonne leggiadre, pellicce voluminose e un pijama in seta fiorata indossato sotto un mantello rosso.

Drammaticità e futuro

Rodolfo Paglialunga sceglie di rappresentare il “dramma da una prospettiva angolare, senza fronzoli” nella collezione autunno-inverno 2016-2017 Jil Sander e lo fa con capi dal design pulito e minimalista, declinati in una palette di colori essenziali, che tuttavia conserva movimento e morbidezza. Ecco infatti che le maniche dei cappotti si gonfiano e si arricciano, le gonne dritte sono sono solcate da ondulature sbieche che si aprono in spacchi profondi, gli orli sono smussati da strisce di tulle e i tessuti più rigorosi accesi da baluginii metallici. Una visione sofisticata ed elegantissima, che celebra la femminilità rendendola protagonista.

Su tutt’altro piano si pone la collezione Philipp Plein, che sceglie di raccontare un futuro alla Mad Max con uno spettacolo rutilante, che è a tutti gli effetti una celebrazione del rito del sabato sera. Tra donne che incarnano regine, soldati, groupie e meccanici post-apocalittici, ma lussuosi e lussuriosi, luci strobo e scenografie mastodontiche, la moda diventa tutt’uno con il divertimento, il pubblico con i modelli e lo stile è ciò che la gente vuole, in un rovesciamento di ruoli che prelude – forse – a una nuova epoca del fashion.



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