Paris Fashion Week day 7
Abbigliamento

Paris Fashion Week day 7: mannish style ed eleganza classica e “sovversiva”

La mescolanza di maschile e femminile, gli anni ’70, il minimalismo e un’eleganza che oscilla tra un mood classico e uno “sovversivo” sono i temi del settimo giorno della Paris Fashion Week

Al termine della Paris Fashion Week mancano due giorni, ma anche se le sfilate non sono ancora finite è già possibile individuare con certezza alcune delle tendenze della prossima stagione, in primis il (grande) revival Seventies. A proporlo – tra gli altri – Giambattista Valli e Saint Laurent, che contamina le sue creazioni anche di suggestioni mannish, altro trend imperante sulle passerelle, come dimostra la collezione di Stella McCartney. Ma non solo. Qualunque sia il genere o lo stile, quello che la settimana della moda francese ribadisce con più forza è il ritorno a un’eleganza assoluta. Classica o sovversiva, poco importa: quello che è conta è che ci sia.

Mannish style

Il mannish style, ovvero il genere che interpreta in chiave femminile stilemi dell’abbigliamento maschile, è uno tra i più “esplorati” della Paris Fashion Week. In modo evidente o appena accennato, pervade numerose collezioni, tra cui quelle di Stella MacCartney, Sacai e Saint Laurent Paris.

La stilista inglese lo declina a modo suo, “manipolando” e mescolando capisaldi del guardaroba di lei e di lui in una serie di capi che spaziano da tailleur rivisitati con giacche asimmetriche e pantaloni ultra fluidi, a cappotti dalla silhouette avvolgente e morbida, a meravigliosi abiti-maglione che scoprono languidamente una spalla, un pezzo di braccio, una parte di gamba, fino a completi e vestiti da giorno e da sera arricchiti di inedite stampe fiorate e applicazioni di cristalli e paillettes. Il plus sono le eco-pellicce: calde e furry, sono il simbolo della femminilità pragmatica, elegante e consapevole marchio di fabbrica della maison.

Ibrida concetti maschili e femminili anche Sacai, ma diversamente da Stella McCcartney la stilista Chitose Abe sceglie linee rigide, costruite e fin “ingombranti”, tuttavia sempre votate a uno stile lussuoso e ricercato, caratterizzato da materiali preziosi, mentre Saint Laurent Paris mescola mannish style e suggestioni anni ’70 in una collezione dichiaratamente marketing-driven. Come il collega Marc Jacobs, anche Hedi Slimane dimostra di capire che il ready to wear deve partire da premesse diverse e tendere a nuovi orizzonti e così ecco salire in passerella mini abiti in pelle a pois e con fantasie astratte, corti trench-cappotto animalier, maxi-fur coloratissime, leather jumpsuit, abiti in tulle e giacche oversized, che partono da un mood Seventies e lo rivisitano secondo il gusto degli anni ’90, senza farsi mancare neppure un po’ di punk e di grunge.

Oh, Seventies!

Gli anni ’70 sono indiscutibilmente il must della prossima stagione FW 2015-2016 e a dimostrarlo – una volta di più – ci pensano Giambattista Valli e Sonia Rykiel. Lo stilista romano punta infatti dichiaratamente sui Seventies con una collezione ricca di motivi floreali e optical, forme geometriche e destrutturate, velluto, pelliccia, colori saturi e – soprattutto – pantaloni. All’insegna dell’anticonformismo e dell’emancipazione femminile che hanno caratterizzato la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, Giambattista Valli declina infatti il capo principe del guardaroba di lui in una serie di modelli iper-femminili ed elegantissimi, con i flared trousers a farla da padroni.

Sonia Rykiel si ispira invece ai Seventies per una collezione “composita”, attraversata da suggestioni marinaresche, abiti presi in prestito dall’epoca d’oro della disco music, stile bohèmienne e brit punk (come già per la proposta autunno-invermo della linea smart Sonia by Sonia Rykiel), mescolando maschile e femminile, casual ed elegante, classico e “sovversivo” con il consueto spirito lieve e scanzonato che da sempre caratterizza la maison.

Classic elegance and more

L’eleganza non è un caso e infatti Hermès conferma il suo stile unico, sofisticato e lussuoso, con una collezione che attinge all’heritage del brand, rinnovandolo e regalandogli contemporaneità. L’esordiente Nadège Vanhee-Cybulski dimostra di avere studiato bene la storia della maison di Rue du Faubourg Saint-Honoré proponendone tutti i codici, ovvero la pelle e la pelliccia, le stampe equestri, i pantaloni dritti e asciutti, le grandi sciarpe, le giacche e i cappotti dal design sofisticato, e arricchendoli – paradossalmente – con un nuovo minimalismo, lo stesso che le ha permesso di emergere da Céline e The Row.

Leonard Paris, invece, punta su un’eleganza che è allo stesso tempo classica e “sovversiva”, con la stilista Yiqing Yin che al pari di Nadège Vanhee-Cybulski ha attinto dagli archivi della maison per costruire una linea che parte da modelli iconici del brand e li rivisita a livello strutturale e materico, spaziando tra bianco e grigio, blu e nero, con tocchi di giallo, azzurro e rosso a illuminare outfit contemporanei, ma allo stesso tempo classici.



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