London Fashion Week Spring/Summer 2016, riassunto del giorno 1: 15 sfilate in 15 tweet

London Fashion Week Spring/Summer 2016, riassunto del giorno 1: 15 sfilate in 15 tweet

Riassunto delle sfilate del primo giorno della London Fashion Week: stilisti giovani e veterani delle passerelle, per una giornata di stile, avanguardia, comunicazione.

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29/09/2015

È una fashion week moderna, contemporanea, quella che è iniziata a Londra venerdì 18 settembre 2015, ma è anche una fashion week che rende omaggio ai suoi mostri sacri, artisti e designer che pur essendo in attività da anni, hanno ancora molte cose da insegnare ai giovani con cui dividono lo spazio in cartellone.

Le sfilate di questa prima giornata sono state incisive, e hanno saputo catturare l’attenzione e portare a destinazione i messaggi dei loro creatori con un’immediatezza da social media: per questo, per descriverle, useremo la forma del tweet: centoquaranta caratteri e niente di più, perché quando si ha qualcosa da dire, i fronzoli non servono.

Ma bando agli indugi: comincia la London Fashion Week.

È pink il protagonista della collezione di Zandra Rhodes, colore pop e divertente, come gli abiti sgargianti e le pazze visiere in plastica.

Design minimalista orientale, ma anche righe colorate a creare motivi geometrici per silhouette pulite ed essenziali: ecco a voi J JS Lee.


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Le gemelle di Felder Felder propongono una collezione elegante, eclettica, edgy, con stampe e materiali che rimandano a musica, design, arte.

L’incanto delle radici turche negli intarsi della stoffa, con un design moderno che va al di là dell’etnico: ecco la collezione di Bora Aksu.

Geometrie decise e tagli netti nelle stampe decorative come nelle forme degli abiti: la collezione di Edeline Lee è rigorosa e femminile.

Una collezione eterea e fluttuante, ispirata alle fate e all’epoca vittoriana, con forme destrutturate e leggiadre: Eudon Choi stupisce così.

Da Manuel Facchini regine sono le stoffe: motivi decorativi, consistenze, tessuti diventano protagonisti e creano look e personalità.

Daks porta in passerella stampati e tessuti che cambiano secondo il look, in combinazioni che spaziano dall’abito da sera al work outfit.

Molly Goddard presenta uno stupendo mondo di ricami, punto smock e abiti da principessina, decontestualizzati e vissuti in chiave quasi 90s.

Stampe multicolore contro blocchi di colore intensi come blu e giallo, oppure look total black: ecco i contrasti di Jean Pierre Braganza.

John Smedley porta in passerella il suo heritage e propone meravigliosi filati, disegni minimalisti e silhouette dall’eleganza senza tempo.

Colori, ricerca nei materiali e nella tecnologia, stampe giocose e a volte ironiche: la collezione di Fyodor Golan rimanda all’arte moderna.


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Attivo dagli anni 60, il dublinese Paul Costelloe rinnova la sua visione con colori intensi e look di ispirazione sixties ma taglio moderno.

PPQ, uno dei brand preferiti dalle style icons, si distingue anche stavolta per gli stampati, i colori forti, la personalità delle forme.

Stampati e tessuti tradizionali come il kilt, che vengono reinterpretati, ridisegnati, abbinati a sneakers e molta attitudine rock: Le Kilt.

E questo è solo l’inizio. God save the Fashion!

Maria Lo Bianco
  • Scrittore e Blogger