Storie di Natale: Il piccolo Nicholas e Babbo Natale

Una storia di Natale tutta nuova e ricca di emozioni da leggere ai vostri bambini

Tanti tanti anni fa, in un paese molto lontano lassù nel nord, sempre avvolto dal bianco della neve e dal freddo dell’inverno, c’era un villaggio di casette di legno molto povere, ma abitate da persone sempre felici e contente. Le persone non possedevano macchine e nemmeno carrozze a cavalli, se dovevano spostarsi da una parte all’altra andavano a piedi e, se il viaggio era un po’ più lungo, se ad esempio volevano raggiungere il villaggio vicino, utilizzavano delle slitte molto grandi trainate da delle renne.

Quando tornavano a casa da scuola i bambini ci mettevano sempre tantissimo tempo perché a loro piaceva giocare con la neve, tuffarcisi dentro e tirarsela; le mamme li aspettavano nel caldo delle loro casette sempre con una buona tazza di latte caldo pronta per loro. Siccome il villaggio sorgeva nei pressi di una foresta di abeti e sulle rive del Mare del Nord i papà facevano quasi tutti il falegname o il pescatore, ma il falegname più bravo di tutti era Joseph, il papà di Nicholas.

Joseph aveva delle mani che sembravano magiche ed era capace con gesti semplici e decisi e con gli attrezzi giusti di trasformare un semplice ciocco di legno in un oggetto meraviglioso. Il suo laboratorio era popolato di angeli di legno, gnomi e uccelli dalle ali spiegate, ma lui sapeva anche fabbricare attrezzi utili in cucina che piacevano tantissimo alle mamme e, ancora meglio, giochi bellissimi per i bambini.

Nicholas era l’unico bambino del villaggio che dopo la scuola aveva sempre fretta di tornare a casa, bere velocemente il suo latte caldo, mangiare un po’ di pane e correre in laboratorio da suo padre per osservarlo. Certo, il piccolo Nicholas sperava che papà Joseph gli insegnasse e magari gli facesse provare a realizzare qualche oggetto, ma l’uomo temeva che il figlio potesse farsi male, quindi lo teneva a distanza. Ciononostante Nicholas guardava e, anche se ancora non lo sapeva, imparava.

Un giorno, proprio il giorno in cui Nicholas compiva dodici anni, suo padre gli chiese di accompagnarlo al paese vicino dove doveva recarsi per vendere alcuni degli oggetti che aveva realizzato durante l’inverno. Nicholas ne fu felicissimo, corse a legare le due renne Blitzen e Donder alla loro slitta, sistemò le calde coperte di lana sul sedile e poco dopo partirono a tutta velocità. Purtroppo quella notte ci fu una forte tormenta di neve, le renne faticavano a tenere la strada e non si vedeva più nulla. In un momento la slitta si rovesciò e papà e figlio rimasero al di sotto. Subito due Angeli del cielo scesero su di loro; uno dei due prese papà Joseph e lo portò direttamente in Cielo dove sua moglie, la mamma di Nicholas, lo aspettava già da molti anni, l’altro prese Nicholas e le sue renne e li portò al Polo Nord.

Nicholas non credeva ai suoi occhi, il paese non era molto diverso da quello a cui era abituato: c’era neve ovunque, case di legno e profumo di aghi di pino, latte e cannella, ma le persone che vi abitavano …. Beh, quelle sì che erano strane! Si trattava di persone molto basse, come bambini, dal naso grande, le orecchie a punta ed il viso buffo, sembravano molto allegri, ma soprattutto felici di vederlo. Gli diedero il benvenuto e lo condussero nel loro laboratorio. Si trattava di uno spazio molto grande, con attrezzature e strumenti, ma nessuno stava lavorando e non c’era materiale con cui lavorare.

“Finalmente sei arrivato!” Gli disse uno degli elfi “Ti aspettavamo da tantissimi anni!”

A Nicholas sembrava strano, lui aveva solo dodici anni, e poi, come facevano a conoscerlo quelle persone?

“Nell’attesa abbiamo costruito le nostre case e anche la tua casa, ma soprattutto questo laboratorio in cui costruire i giocattoli!”

“Quali giocattoli?” Chiese sempre più stupito Nicholas.

“ Quelli di legno!” Risposero in coro gli elfi. “Quelli che tu ci insegnerai a costruire!”

“Ma io non so costruire giocattoli di legno!” Protestò Nicholas pensando a tutte le volte che aveva chiesto al babbo di insegnarglielo.

“Certo che lo sai fare” Disse un elfo porgendo a Nicholas un piccolo ciocco di legno e un coltellino.

Nicholas osservò gli oggetti che gli avevano messo in mano e cominciò ad intagliare il legno e in pochissimo tempo la sagoma di un cavallo a dondolo in miniatura emerse dal ciocco informe. Ne fu stupito lui stesso, allora forse tutto il tempo passato in laboratorio da suo padre era davvero servito a qualche cosa.

“Ma perché vi servono i giocattoli di legno?” Chiese curioso Nicholas.

“Non servono a noi!” Gli spiegarono gli elfi “Sono per i bambini di tutto il mondo, sono i regali che riceveranno nel giorno di Natale”

“Ma a Natale i bambini non ricevono regali!” Replicò Nicholas ricordando le tradizioni della sua terra in cui a Natale si festeggiava insieme, ma nessuno aveva dei doni, quelli al massimo, se c’erano, erano riservati all’onomastico!

“Non li ricevevano perché tu dovevi ancora arrivare!” Rispose il più anziano degli elfi “Ora che sei qui sapranno a chi inviare le letterine con le richieste e riceveranno i doni che tu porterai loro!”

Ancora stranito Nicholas si rimise al lavoro intagliando il cavallino a dondolo, poi fece un cane, poi un flauto e così via. Da allora, sempre vegliato dal Cielo dai suoi genitori, ha insegnato anche agli elfi come fare, ha imparato a fare giocattoli molto più complessi, anche con la musica e l’elettronica, ma se c’è una cosa che Nicholas non lascia mai fare ai suoi elfi e che ci tiene a fare personalmente è portare i regali di Natale ad ogni bambino della terra. Allora bambini, avete capito chi è diventato in realtà il piccolo Nicholas?

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