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Storia della befana per bambini

Le feste a cavallo tra dicembre e gennaio però non hanno solo Babbo Natale come figura fantastica che porta i regali ma, anche la Befana fa compagnia ai piccoli.

La vecchietta

La befana non è proprio la preferita del bambini, sarà perché il giorno dopo si torna a scuola, sarà il detto “L’Epifania tutte le feste si porta via”, sarà che è rappresentata coma una vecchietta. Saranno tanti i motivi ma certo la Befana non riscuote grande successo tra i più piccoli.

La vecchietta che arriva dopo Babbo Natale, per alcune tradizioni è la moglie dello stesso Babbo, in altre tradizioni invece sono due figure scollegate. La befana viene sempre rappresentata come una vecchietta brutta, con gli occhiali, il naso storto che viaggia su una scopa e lascia dei regali ai bambini.

Il punto è che mentre Babbo Natale con i suoi elfi portano aspettano la letterina dei più piccoli e cercano di accontentare le richieste di tutti, la Befana invece è più pretenziosa. La Befana porta ai bimbi anche il carbone. Se un povero bimbo si è comportato male non sarà certo Babbo Natale a non far trovare i regali sotto l’albero ma sarà quella poveretta della Befana a fare il poliziotto cattivo e a lasciare dentro la calza dei piccoli del carbone.

La storia della Befana

La Befana richiama la tradizione religiosa di Santa Lucia che si festeggia il 13 dicembre, che dispensava doni ai bambini prima di lei, come faceva San Nicola prima dell’avvento di Babbo Natale. La Befana non è quindi cattiva, è solo infastidita con gli adulti e scorbutica con chi non le aggrada perché tenta di fare il furbo; ma con i bambini si mostra indulgente e comprensiva, una nonnina piena di attenzioni e regali.

Abbigliamento

La Befana indossa gonne lunghe e spesso indossa il grembiule. Usa inoltre calzettoni pesanti antifreddo e scarpe comode, sulle spalle ha sempre uno scialle di lana pesante e colorata. Usa un fazzolettone di stoffa pesante o uno sciarpone di lana annodato in modo vistoso sotto il mento. Ha una scopa, usata spesso per appoggiarsi o per volare brevemente.

Il carbone

Secondo la tradizione, la Befana consegna regali ai bambini buoni o carbone e aglio ai bambini birichini. Il carbone veniva inserito nelle calze o nelle scarpe insieme ai dolci, in ricordo, appunto, del rinnovamento stagionale, ma anche dei fantocci bruciati. Nell’ottica cattolica nella calze e nelle scarpe veniva inserito solo il carbone o l’aglio come punizione per i soli bambini che si erano comportati male durante l’anno precedente.

La Befana nella tradizione Italiana

La notte dell’Epifania è ritenuta magica: si dice che gli animali parlino nelle stalle e nei boschi circostanti. Ogni regione ha le sue leggende e usanze di varia origine ma la figura popolare certamente più famosa e anche misteriosa è quella della Befana. La vecchietta che durante l’anno abita nelle caverne e che a cavallo di una scopa magica porta i regali la notte tra il 5 e il 6 gennaio.


La Befana si dice scenda per i camini
o, date le moderne case di città, giù dalle cappe. Questa porta doni e dolciumi ai bambini buoni e carbone invece a quelli che sono stati cattivi.

La tradizione della Befana cambia da regione a regione. In Toscana i contadini cercano di vedere le stelle attraverso il camino e se ci riescono allora stappano un vino nuovo perché vuol dire che l’annata sarà propizia. In Emilia Romagna si racconta che la notte tra il 5 e il 6 le mura diventino ricotta. In Sicilia si dice che i re Magi, nel giorno della Befana, attraversarono l’isola e fecero rifiorire gli aranceti che erano stati bruciati da una terribile nevicata. In Piemonte, soprattutto ad Ivrea, l’arrivo dell’Epifania coincide con l’inizio del Carnevale. Nella provincia di Grossetto ci sono invece i Befani.

La Befana nel mondo

In Spagna la notte tra il 5 il 6 gennaio non è la Befana a portare i regali bensì i Re Magi e i bambini sistemano fuori la porta di casa un bicchiere d’acqua per dissetare i cammelli. In Francia si nasconde una fava all’interno di un dolce speciale preparato per l’occasione e chi la troverà sarà la regina o il re della giornata.

In Russia la Befana si chiama “Babuschka” ed è proprio lei, in compagnia di Padre Gelo, che porta i regali ai bambini. In Ungheria i bambini si vestono da re magi e bussano alle porte delle persone. Anche in Romania i bambini si vestono da re magi e bussano alla porta delle persone che, per ringraziarli, offrono loro dolci e soldi. In Gran Bretagna invece il 6 gennaio è la notte che fa risvegliare gli spiriti. In Messico si prepara invece un dolce che deve essere mangiato il 6 gennaio altrimenti si scatena l’ira di una strega.

Filastrocche

Oh Befana Befanina
Fai ben piena la calzina!
Non badare ai capriccetti
Porta bambole e confetti!

O ancora

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
viva viva la Befana!

E la più famosa

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il cappello alla romana
viva viva la Befana!

Silvestra Sorbera

Silvestra Sorbera, classe 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Collabora con i giornali online Gocce di spettacolo, Yomamma, Italiapost e Unadonna. Ha pubblicato nel 2009 “La prima indagine del Commissario Livia” e a maggio del 2016 la seconda indagine dal titolo “I fiori rubati” con la casa editrice LazyBOOK e la terza indagine dal titolo "Castelli di sabbia". Nel 2013 ha realizzato la favola per bambini “Simone e la rana”, e il saggio letterario - cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2014 pubblica con la casa editrice LazyBOOK i racconti“Vita da sfollati” e a seguire “Sicilia” e “La guerra di Piera” e a dicembre 2016 il romanzo autobiografico “Diario per mio figlio”. A giugno 2016 con la casa editrice PortoSeguo il romanzo “Sono qui per l'amore”. Nel 2017 pubblica il racconto lungo new adult “Un amore tra gli scogli” e la favola “Simone e la rana. Viaggio nel castello stregato”.

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Silvestra Sorbera
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