Guardiamo i nostri figli alle prese con lo smartphone e ci chiediamo come proteggerli dai pericoli della rete. Da qualche anno c’è un rischio che si sta diffondendo a macchia d’olio tra i minorenni: quello del sexting. Di che cosa si tratta?
Il termine indica lo scambio di materiale sessualmente esplicito – testi, foto, video – tramite qualunque mezzo informatico. Secondo i dati della Polizia di Stato, del Ministero dell’Istruzione e del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, il 24% dei ragazzi italiani di età compresa tra 13 e 18 anni ha fatto sexting almeno una volta nella vita. Nel 15% dei casi, le foto inviate sono state poi ricondivise da chi le ha ricevute.
Sono numeri che fanno paura e di fronte ai quali non possiamo non prendere di petto la situazione e parlarne ai nostri figli. Già, ma come fare? Ecco alcuni consigli.
Non bisogna affrontare la questione in un momento di tensione o di fretta, ma in un’occasione in cui si ha tempo e tranquillità. Può essere utile scegliere un momento in cui si è vicini per qualche motivo, come una passeggiata, un viaggio in macchina o una pausa in un locale. In questo modo, si evita il contatto visivo diretto, che può essere imbarazzante o intimidatorio.
Non bisogna far sentire il proprio figlio o la propria figlia come se avesse fatto qualcosa di sbagliato o di vergognoso. Si può iniziare la conversazione in modo informale, chiedendo la sua opinione sul fenomeno del sexting o se ne ha mai sentito parlare.
Si può anche raccontare di aver visto un servizio in tv o letto un articolo sull’argomento e chiedere come si sentirebbe se gli capitasse qualcosa del genere. In questo modo, si esprime interesse e curiosità, senza giudicare o criticare.
No a esprimere disgusto, paura o rabbia per il fenomeno del sexting, perché queste emozioni potrebbero provocare una reazione di chiusura o di difesa da parte del proprio figlio o della propria figlia. Se lui o lei ammette di aver fatto o ricevuto sexting, bisogna cercare di capire le sue motivazioni e le sue sensazioni.
Si può spiegare che scambiare queste immagini con una persona con cui si ha un buon rapporto non garantisce che quel rapporto duri per sempre. E che se la relazione finisse male, quelle immagini potrebbero essere usate in modo dannoso o vendicativo.
L’obiettivo è aiutare i nostri figli a non sentirsi in colpa e a saper valutare le conseguenze delle sue azioni, in modo che agiscano con consapevolezza e responsabilità.
Foto copertina: Credit Unsplash
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