Categories: Mamma

Intolleranze nei neonati: cosa fare?

Le intolleranze creano non pochi problemi nella vita di un adulto, figuriamoci in un bambino nella fase cruciale della sua crescita. Dopo una primissima fase di agitazione, tra l’assillo di un peso che non aumenta, i pianti, le colichette e le consultazioni con il pediatra, si passa alle soluzioni!

Intolleranza lattosio

Quando insieme al vostro pediatra avrete appurato che c’è qualcosa che non va e che l’incriminato di pianti e colichette è proprio il latte, è allora che partirà la ricerca. Trovare il latte giusto e “tollerato” non è così facile, dovrete fare varie prove. In questi casi un pediatra rassicurante è davvero una manna dal cielo.

[dup_immagine align=”alignleft” id=”265263″]

Ma quali sono i disturbi più comuni, da dove parte il campanello d’allarme?

• difficoltà di digestione dopo la poppata;
• dolori e spasmi addominali;
• pianti;
• scarso accrescimento del neonato.

Come comportarsi? 

Se l’intolleranza al lattosio si presenta nei neonati allattati con formule artificiali sarà assolutamente necessario ricorrere all’uso di formule elementari a base di soia, avena, carote. Tali prodotti, e qui le mamme si acquieteranno, garantiscono la crescita ottimale del neonato.
Quando i sintomi dell’intolleranza intervengono durante l’allattamento al seno, in questo caso si dovrà optare per il latte artificiale senza lattosio.

Intolleranza al glutine

L’intolleranza al glutine può manifestarsi a varie età, già dal sesto-settimo mese oppure più tardi nel periodo della scuola elementare, nell’adolescenza o da adulti.

Il più delle volte l’intolleranza insorge per il contatto precoce tra il bambino e il glutine, ossia quando al bambino sono offerti alimenti a base di farina o cereali prima dei sei mesi di vita, fase in cui il suo organismo non è ancora pronto. Per questo motivo, nei primi sei mesi di vita, occorre privilegiare alimenti privi di glutine, come la crema di riso e la farina di mais e tapioca (tubero).

Una persistente intolleranza al glutine potrebbe potrebbe far sospettare la celiachia, il che vorrebbe dire un’alterazione per i tessuti intestinali e un ostacolo per la crescita del bebè. Tramite degli esami specifici si può rilevare la presenza di alcuni anticorpi che proverebbero la celiachia. Più esattamente, gli anticorpi anti-endomisio, che attaccano la membrana che avvolge i muscoli dell’intestino (l’endomisio), e gli anticorpi anti-transglutaminasi tessutale, ossia quegli anticorpi che attaccano le proteine costituenti i tessuti.

Nel caso gli esami del sangue diano esito positivo, si passerà ad una biopsia di controllo, un’analisi più accurata di un frammento di intestino per rilevare le eventuali lesioni provocate dalla celiachia.

Barbara Vaglio

Share
Published by
Barbara Vaglio

Recent Posts

Pappa e autonomia: quando lasciare che il bambino inizi a mangiare da solo

L’acquisizione dell’autonomia a tavola costituisce una delle fasi più significative nello sviluppo della prima infanzia.…

3 settimane ago

Come abbinare le sneakers: idee e consigli moda

Le sneakers non sono più solo calzature sportive, bensì strumenti di espressione stilistica capaci di…

2 mesi ago

Tailleur e cravatta: il ritorno del completo maschile che conquista le star (e le donne over 40)

Il completo da uomo diventa femminile: dettagli sofisticati e comfort per le donne over 40…

2 mesi ago

Il cardigan torna protagonista del guardaroba: 5 look streetstyle per essere super chic

Dal caffè con le amiche alla serata improvvisata: scopri 5 outfit con il cardigan che…

2 mesi ago

Novembre 2025, shopping d’autore: le collezioni e i capi cult che stanno già facendo tendenza

Novembre 2025: tra eleganza quotidiana e dettagli preziosi, i capi e gli accessori che trasformeranno…

2 mesi ago

Addio nero: il mascara borgogna è la nuova ossessione beauty dell’autunno 2025

Il mascara borgogna è la nuova tendenza beauty dell’autunno: elegante e luminoso valorizza ogni colore…

2 mesi ago