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Parto in acqua: come avviene

Partorire rappresenta per la donna una delle esperienze più forti e significative, prepararsi al grande evento è molto importante così come informarsi prima di come il parto può avvenire

Il parto è di per sé molto doloroso ed è inutile dire il contrario perché non sarebbe vero, soprattutto se si tratta della prima esperienza. Prepararsi al parto in maniera adeguata è importante.
Vivere con serenità questo momento delicato ed emozionante permette di concentrare le proprie forze sulla fase più faticosa, il  travaglio.
Il parto tradizionale oggi si affronta benissimo grazie all’ausilio dell’anestesia epidurale che permette di provare meno dolore e di concentrare sull’atto finale le forze, anche psicologiche, con un minor spreco di energie.

Secondo opinioni molto diffuse e comuni, un’alternativa che molte donne valutano è il parto in acqua, denominato anche “parto dolce” perché risulta molto più rilassante grazie all’azione massaggiante, lenitiva e distensiva dell’acqua calda, soprattutto nella lunga fase del travaglio.
In acqua inoltre risulta più semplice per la partoriente assumere posizioni comode senza stancarsi troppo e con il timore di far salire la pressione sanguigna che, al contrario, resta bassa.
Si tratta di una scelta “naturale” e abbastanza rara in Italia, mentre risulta essere una pratica diffusa all’estero, questo forse per una minor conoscenza delle modalità in cui esso avviene e per i timori che ne derivano, per una scarsa informazione ed una organizzazione troppo standardizzata delle strutture ospedaliere che non dispongono di spazi e mezzi per eseguire il parto in acqua.

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Come funziona il parto in acqua

È il modo più naturale in cui un bambino può venire alla luce: lui vive per nove mesi nel grembo materno avvolto dal liquido amniotico ed “uscire” nel mondo esterno attraverso un primo contatto con l’acqua tiepida è un po’ come mantenere un legame con l’utero materno, quindi è un modo meno traumatico e sicuramente non presenta più controindicazioni rispetto ad un parto che si svolge tradizionalmente.
L’importante è farsi sempre assistere da personale qualificato che sa come comportarsi durante tutta la fase del parto e soprattutto è indispensabile avvalersi di strutture specializzate.
Prima di scegliere la possibilità di fare un parto in acqua è necessario consultare il proprio ginecologo che conosce benissimo la stato di salute della mamma.
Il parto in acqua va seguito passo dopo passo dall’ostetrica o dal ginecologo, volendo con la partecipazione del proprio compagno, perché vi sono posizioni e manovre particolari che vanno eseguite da persone competenti. Inoltre il personale coinvolto nel parto in acqua deve monitorare costantemente il battito del piccolo, fare in modo che la temperatura sia sempre costante e che l’acqua sia pulita il più possibile.

Parto in acqua “in casa”

È certamente possibile effettuare un parto in acqua nella propria casa ma è necessario attrezzarsi bene ed in netto anticipo, oltre a prendere accordi col personale medico che dovrà assistere all’evento e predisporre tutto affinché si possano superare ed affrontare le varie situazioni.

Controindicazioni del parto in acqua

Come già accennato prima il parto in acqua non presenta più controindicazioni rispetto ad un parto tradizionale, in quanto le complicazioni possono subentrare in entrambe i casi. Sicuramente il parto in acqua non è adatto a qualsiasi donna e vanno fatte le dovute considerazioni prima di scegliere, soprattutto va tenuto presente che non si deve provare disgusto nel trovarsi immerse in un acqua “sporca” e che anche se i dolori possono farsi sentire in maniera più o meno intensa non si può effettuare logicamente l’epidurale!



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