In Italia l'episiotomia è ancora molto diffusa, ma in alcuni casi non necessaria
L’episiotomia è un piccolo taglio nella zona perianale che viene eseguito dai ginecologi in alcuni parti durante la fase espulsiva per facilitare l’uscita del bambino ed evitare lacerazioni spontanee. Non è sempre necessaria e alcune ostetriche, durante i corsi preparto, la sconsigliano, ma è anche vero che in caso di dilatazione insufficiente o difronte ad insofferenza fetale è opportuno ricorrere all’episiotomia proprio per facilitare e velocizzare la nascita del bambino.
Esistono sicuramente diverse ragioni per praticare l’incisione del perineo durante il travaglio: quando il perineo non si è dilatato abbastanza durante la fase di spinta; quando la testa del bambino è troppo grande o ancora quando si vuole evitare una lacerazione spontanea importante. Le incisioni possono essere di due tipi: la prima viene definita mediana e arriva dritta all’ano, la seconda mediolaterale, cioè leggermente curvata. Fatte queste precisazioni è però importante ricordare che l’episiotomia, nata nel 1800 e molto diffusa a partire dagli anni 70 del secondo scorso, è oggi in realtà meno praticata in sala parto, e questo anche grazie ad alcuni studi recenti che hanno dimostrato che tale incisione può provocare dei danni nella donna.
Anche l’OMS sconsiglia l’uso libero o di routine dell’episiotomia, raccomandando al contrario di ricorrere a questo tipo di intervento solo in caso di reale necessità. A differenza di quel che si pensava in passato l’episiotomia non riduce il dolore durante la fase espulsiva, e neppure i rischi di incontinenza dopo il parto, e il prolasso utero vaginale in età avanzata. Secondo studi recenti le lacerazioni spontanee causano meno problemi alla donna rispetto all’episiotomia, poiché hanno un decorso molto più breve e non coinvolgono necessariamente il muscolo (le lacerazioni naturali, sempre secondo studi scientifici recenti, ledono più raramente il tessuto muscolare e sottocutaneo) e anche la cicatrizzazione della ferita è più rapida rispetto a quella provocata dall’incisione chirurgica del perineo. L’episiotomia può inoltre provocare una maggiore perdita di sangue della mamma e rallentare, a causa del dolore, la ripresa dei rapporti sessuali dopo il parto.
La pratica dell’episiotomia è ancora molto diffusa nel nostro Paese, soprattutto nelle regioni del sud Italia (65-70% dei parti), mentre al nord sempre più ospedali tendono a ricorrere all’incisione chirurgica solo in caso di reale emergenze e di insofferenza fetale.
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