Puntura vespa, cosa fare se pungono i bambini 
Consigli per mamme

Puntura vespa, cosa fare se pungono i bambini 

Nella bella stagione sono frequenti gli incontri ravvicinati dei nostri bimbi con le vespe. Insegniamo loro a riconoscere un vespaio e in caso di puntura manteniamo la calma e applichiamo del ghiaccio istantaneo.

I nostri bimbi aspettano con ansia le vacanze estive poiché complice la bella stagione si vive la maggior parte del tempo all’aria aperta. Picnic, passeggiate in campagna, giornate in piscina o semplicemente giochi nel giardino di casa. In agguato però ci sono degli insetti come api, calabroni e soprattutto vespe. Utilissimi all’impollinazione dei fiori ma dotati di pungiglione e pronti a colpire i nostri pargoli qualora si sentano minacciati.

Punture di vespa: come comportarsi

Capita di frequente che i bambini subiscano una puntura di insetto e magari questo evento genera stress e panico. Specie quando i nostri piccoli non sanno esprimersi bene e piangono a dirotto. Le regole da seguire sono universali, valgono per noi adulti come per loro, in primis la calma e il buon senso. Un genitore agitato e allarmato difficilmente riuscirà a dare soccorso e sollievo al proprio bambino. Ricordiamoci che gli esperti parlano degli imenotteri come di volatili lenti, quindi prima mossa da mettere in pratica allontanarsi dal luogo incriminato a passo svelto ma senza correre e soprattutto senza muovere le braccia freneticamente. Il gonfiore e il rossore che seguono alla puntura non devono spaventarci. Non sono sinonimo di reazione allergica ma solo una normale risposta dell’organismo al veleno. Sarà utile portasi dietro del ghiaccio sintetico facilmente acquistabile in farmacie o parafarmacie.

Il discorso cambia in soggetti con particolari allergie dove potrebbe verificarsi un vero e proprio shock anafilattico. I cui sintomi riconoscibili sono in genere nausea, vomito, mancamento, macchie su tutto il corpo, difficoltà respiratorie, gonfiore del cavo orale. In questo caso il genitore deve far stendere il bambino per terra e fargli sollevare le gambe. Inoltre occorre chiamare tempestivamente l’ambulanza. Comunque possiamo rasserenarci, nella maggior parte dei casi il decorso sarà benigno. Specie se si tratta di una puntura singola e dunque di una quantità limitata di veleno. Ricordiamoci anche che nel caso della vespa a differenza dell’ape non troveremo il pungiglione da estrarre. Prestate particolare attenzione alle punture sulla lingua o comunque nel cavo orale che richiedono un intervento tempestivo e una supervisione dei sanitari.

Le 3 mosse post puntura

Le statistiche evidenziano che, ogni anno, fino a 1 milione di persone (dato su base mondiale) si reca al pronto soccorso per una puntura d’insetto, specie api, vespe e calabroni. La maggior parte di questi pazienti sono solo soggetti ad attacchi di panico e sono curabili nell’ambito domestico con ghiaccio, creme e rimedi blandi. La reazione locale della puntura provocata dal veleno non ci deve spaventare. Il genitore deve tenere sotto controllo il piccolo per due ore circa, valutando lo stato generale. Queste le tre mosse vincenti:

–  Guardate subito se l’insetto ha lasciato o no il pungiglione, di solito in presenza di quest’ultimo si tratta di un’ape e non una vespa. La differenza tra ape e vespa sta nel fatto che l’ape punge pochissimo e solo come estrema difesa. Perché dopo aver lasciato il suo pungiglione seghettato sottopelle si allontana per morire, mentre le vespe molto più bellicose e combattive non muoiono dopo l’aggressione poiché il loro pungiglione è liscio come un aghetto e dunque non resta sottopelle. Idem il calabrone che è semplicemente una vespa gigante. Ricordiamo anche che le vespe possono pungere ripetutamente e soprattutto cosa ancor più grave possono aggredire in sciame. Dopo le punture la vittima o le vittime devono allontanarsi con molta cautela e raggiungere un posto sicuro lontano dal nido.

–  Mettete subito del ghiaccio sul rigonfiamento e tenetelo per dieci minuti. Dopo una breve pausa riprovate a meno che il bambino non si dimeni perché non lo sopporta. Cercate di insistere dolcemente. Nella bella stagione portate in borsa con voi il ghiaccio istantaneo (o sintetico) che si compra in farmacia o parafarmacia.

–   La zona del corpo in cui è avvenuta la puntura deve essere tenuta in alto ovviamente dove possibile, questo ridurrà la tumefazione. Considerate che i sintomi post puntura possono durare da poche ore a pochi giorni.

Come prevenire le punture?

Se pensate di prevenire le punture di vespe e altri imenotteri diurni con spray o lozioni repellenti sappiate che siete sulla strada sbagliata. Prestate particolare attenzione a frutteti in fiore, campi di trifoglio, frutta matura caduta per terra e rimasta sotto gli alberi. Una pratica che molte mamme assecondano ad esempio è lasciar andare i bambini a piedi nudi nell’erba. Niente di più sbagliato, se il piedino dovesse schiacciare o solo sfiorare una vespa, la suddetta infastidita lo pungerà sotto il piede. Se il bambino è grandicello e ama libri e documentari sulla natura potrete passare del tempo insieme a osservare immagini di imenotteri e nidi di modo che il bambino potrà riconoscere il pericolo quando lo troverà davanti. Le vespe infatti non nidificano in luoghi isolati bensì su pareti, sottotetti e sugli alberi. Di solito in zone ricche di sole ma anche di acqua.

Attenti dunque nelle villette di campagna ai ristagni di acqua, pozzanghere o piscinette collocate in esterno per la gioia dei pargoli. Una nota merita anche l’abbigliamento dei nostri bambini: evitiamo fantasie accese o toni troppo scuri che attirano vespe e altri insetti dotati di pungiglione e prediligiamo colori tenui e neutri: beige, bianco, rosa o azzurro pallido andranno benissimo e mimetizzeranno i bambini. Anche i profumi e le creme sono da evitare, per le creme solari magari preferiamo unguenti inodore.

Se facciamo un picnic o mangiamo all’esterno ricordiamo sempre che le vespe sono attratte dall’odore del cibo quindi evitiamo di lasciare cibi scoperti e richiudiamoli con cura, premurandoci anche di lavare bene viso e manine ai bimbi che spesso corrono con le mani sporche di bibite zuccherate, gelati, marmellata. Se la stanza dei nostri figli si affaccia su un giardino facciamo attenzione a controllare bene tra le lenzuola dopo aver fatto areare l’ambiente o comunque prima del pisolino. Teniamo ben chiusi i bidoni della spazzatura ed evitiamo di collocarli vicini alla zona gioco dei nostri bambini.

Rimedi naturali

I rimedi della nonna sono sempre i più utili in quanto economici, naturali e soprattutto non presentano controindicazioni. Uno su tutti il bicarbonato di sodio mescolato con poca acqua e lasciato agire sulla puntura per pochi minuti. Anche l’aceto o il succo di limone andranno benissimo, disinfettano e tolgono gli effetti causati dal veleno. Se abbiamo con noi una pomata a base di calendula possiamo usarla ma solo dopo aver tenuto il ghiaccio sulla parte gonfia, avrà potere lenitivo e sfiammante.

In alternativa l’aloe vera in gel oppure alcune foglie spezzettate di basilico dal potere calmante. Per ridurre l’arrossamento niente di meglio che usare una fetta di patata ricca di amido. Continuando con ortaggi e piante miracolose anche un pezzetto di aglio o una fetta di cipolla placheranno prurito e bruciore. Ovviamente inutile dire che di questi rimedi naturali ne basta uno solo, inutile accanirsi o andare per tentativi usandoli in sequenza.

Rimedi farmacologici

La terapia farmacologica per le punture di insetti è rappresentata da antistaminici e cortisonici per bocca ma sarà prescritta esclusivamente dal pediatra. Sarà invece premura dell’allergologo nei bambini che già in passato hanno manifestato reazioni allergiche gravi proporre esami approfonditi in modo da potersi dotare di un auto-iniettore con adrenalina, che va portato sempre con sé e auto somministrato in caso di nuova puntura da imenottero (api, vespe, calabroni). Ricordiamo che l’adrenalina è il farmaco salvavita in caso di shock anafilattico e i familiari di bimbi allergici a rischio dovrebbero averne una fiala sempre insieme.

Il nostro consiglio

In vendita online (su Amazon) abbiamo scoperto un dispositivo medico utile a contrastare il forte prurito e il bruciore causato dalle punture di insetti sfruttando semplicemente il potere del calore. Bite Away costa 30 euro circa e non contiene sostanze chimiche dunque non ha controindicazioni per donne incinte o bambini. L’applicatore raggiunge rapidamente e per brevi istanti la temperatura di 51 gradi, ideale per scatenare una reazione anti-prurito e antidolorifica.



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