Consulente professionale in allattamento
Consigli per mamme

Consulente professionale in allattamento: costo, cos’è e quando contattarla

L’allattamento rappresenta un tema molto delicato. Ecco perché esiste il consulente professionale in allattamento.

L’allattamento è un fatto iper istintivo: mamma e bambino sono stati “programmati” per affrontare questo importante momento. Il bambino, appena nato e posto a contatto con il ventre materno, ricerca e riconosce il seno. La sincronia che viene a crearsi ha qualcosa di magico.

L’allattamento rappresenta un tema molto delicato. Perché funzioni è fondamentale che la neomamma abbia fatto esperienza di allattamento durante la sua vita, nel senso che è utile che qualcuno le abbia trasmesso i fondamenti di un atto istintivo e naturale. Possiamo, dunque, affermare che l’allattamento è anche un fatto culturale.

Durante questa fase potranno esserci difficoltà e intoppi. Per questo esiste una figura di riferimento, la consulente professionale in allattamento, a cui mamme e papà potranno rivolgersi. Ricordiamo che l’allattamento coinvolge in prima persona la mamma ma non esclude il papà, la cui complicità è considerata necessaria.

Chi è e cosa fa il consulente professionale in allattamento

In inglese la consulente professionale in allattamento materno è indicata con l’acronimo IBCLC (international board certified lactation consultant). Si tratta di una figura specializzata sul tema che aiuta e sostiene le mamme per il raggiungimento di un allattamento sereno.

La qualifica si acquisisce con un esame: per accedervi bisogna certificare, tramite curriculum, anni di pratica nel campo dell’allattamento materno e di formazione aggiornata e specifica.

L’ente accreditato presso cui si tiene l’esame è l’IBLCE (International Board Consultant Lactation Examiners). Il diploma è riconosciuto a livello internazionale e l’esame si tiene annualmente lo stesso giorno in tutto il mondo.

Il consulente professionale in allattamento deve, poi, aggiornarsi in modo costante e ripetere l’esame che certifica la sua preparazione ogni 10 anni.
In Italia questa figura professionale esiste dal 1991. Attualmente vi sono circa 150 IBCLC in tutto il territorio nazionale.

Ma qual è, nello specifico, il ruolo di un consulente professionale in allattamento?

Quello di offrire una guida nella gestione dell’allattamento permettendo a madri e padri di avere accesso alle informazioni in modo individuale, nel rispetto del vissuto della madre, del bambino e della sua famiglia.

Quest’ultimo aspetto è molto importante: la maternità e l’allattamento rappresentano una fase delicata nella vita di una donna, per questo chi offre il proprio sostegno e consulenza avrà estrema cura e attenzione verso le richieste e i desideri della madre.

Esiste, infatti, un codice deontologico per il quale la professionista non prende decisioni al posto della madre né la obbliga a seguire una strada piuttosto che un’altra.

Ogni storia e ogni consulenza sono a sé perché diversa è la diade mamma-bambino. Le strategie utili ed efficaci con una neomamma potrebbero non funzionare in un altro contesto.

Perché è consigliabile che una donna incontri un consulente?

L’incontro tra una neomamma e una consulente in allattamento è proficuo per molti aspetti: migliora gli esiti dell’allattamento, abbassa i costi sanitari, aumenta la soddisfazione della donna e migliora la fiducia verso se stessa, in quanto nutrice, e quella della sua famiglia.

Gli incontri possono avvenire in tre diversi momenti: nel corso della gravidanza, in ospedale, nella fase di avvio della lattazione, subito dopo il parto, al rientro a casa.

Nella primissima fase, durante la gravidanza, è utile per una donna avere informazioni sull’avvio e la fisiologia della lattazione.

In ospedale, il supporto è importantissimo al momento dell’avvio, in casi di separazione dal neonato e per il mantenimento della lattazione. Nel caso di gemellarità, di bambini nati prematuri, con patologie o con labiopalatoschisi.

Altro momento delicato è il ritorno a casa: in questa fase la consulente in allattamento, controllando l’attacco e la posizione del bambino,  potrà prevenire problemi di vario tipo. Dalla gestione della crescita del bambino all’insorgenza di ragadi e ingorghi, ai consigli sulle strategie per far aumentare la produzione di latte.

Un nuovo confronto con la consulente potrebbe essere utile al momento dello svezzamento o per gestire il rientro lavorativo della mamma e mantenere la produzione di latte.

Risparmio sensibile

L’allattamento materno, oltre a permettere a madre e figlio di raggiungere una profonda conoscenza e intimità, consente anche un notevole risparmio.

L’alimentazione di formula dalla nascita impatta non poco sulle spese generali legate all’arrivo di un figlio.

La consulente in allattamento aiuta, quindi, le donne a superare tutti gli ostacoli che possono frapporsi lungo il cammino frastagliato tipico dell’allattamento. Ricordiamo che molte esperienze di allattamento si interrompono per svilimento delle madri e per pressioni esterne che non incoraggiano ma indeboliscono.

L’allattamento al seno, però, non deve essere ostinato e deve tener conto di tutta una serie di circostanze ed eventi. In ogni caso le madri che non allattano non saranno meno madri di quelle che avranno una bella esperienza di allattamento.

Esperienza diretta

Leggendo alcune esperienze di consulenti in allattamento abbiamo la riprova di quanto ogni storia e ogni diade madre-figlio sia diversa e complessa a suo modo.
Emerge più di tutte una parola o un atteggiamento: la pazienza.

Il lavoro sarà giornaliero, sapendo accogliere le difficoltà e i tempi lunghi fino alla maturazione e al raggiungimento di un allattamento sereno.

Un altro aspetto importante riguarda la cultura intorno all’allattamento, la necessità di parlarne di più, di diffondere il tema e le discussioni intorno al tema perché allattare torni a essere un aspetto normale della vita riproduttiva della donna e dell’alimentazione del bambino e non qualcosa di così speciale o strano.

Non a caso, afferma una consulente professionale in allattamento: “oggi allattare è una scelta”.

A questa affermazione aggiungiamo che tale scelta deve essere sostenuta convintamente dai neogenitori che dovranno essere consapevoli delle difficoltà ma anche dell’aiuto che potranno ricevere. È importante non dimenticare che allattare è anche fatica, risvegli notturni, dubbi, ripensamenti, emozioni altalenanti. 



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