Imparare le tabelline: è molto importante che lo studio delle moltiplicazioni sia fatto con serenità e costanza.
Insegnare le tabelline a un bambino è probabilmente uno dei primi scogli che s’incontrano andando alla scuola primaria. Un vero impegno per gli insegnanti, che devono trovare il metodo migliore per rendere meno arduo il compito ai loro scolari, ma un impegno anche per i genitori che, a casa, devono costantemente tenere allenata la memoria “numerica” dei propri figli. E allora vediamo quale potrebbe essere l’approccio migliore per fare tutti insieme un bel lavoro.
Uno dei metodi più noti per insegnare ai bambini le tabelline è quello della tabellina canterina in cui l’adulto deve elencare i numeri della tabellina da imparare dando una specie di ritmo, quasi una melodia, ai numeri: il bimbo, poi, dovrà ripetere i numeri seguendo lo stesso ritmo e possibilmente in maniera corretta. Il segreto di questo metodo è che il bambino sarà stimolato a seguire il ritmo e, proprio per questo, riuscirà a ricordare più facilmente il risultato corretto.
Poi c’è il metodo della tabellina filastrocca che si basa sull’utilizzo di filastrocche o frasi divertenti che aiuteranno il piccolo scolaro ad assimilare i risultati delle moltiplicazioni e quindi le tabelline. Basta trovare una rima baciata con il risultato dell’operazione per rendere lo studio della tabellina più piacevole (per esempio 4×5 20 dimmi come ti senti, 6×6 36 dimmi dove sei, 6×8 48 dov’è il mio orsacchiotto, ecc).
Uno dei metodi più divertenti resta quello della battaglia navale. Dobbiamo preparare su alcuni fogli a quadretti grandi delle tabelle, scrivendo sia sull’asse orizzontale che su quello verticale i numeri da 1 a 10. A questo punto entrambi i giocatori posizionano le imbarcazioni sui quadratini bianchi. La differenza con la classica battaglia navale è che il bambino può vedere la posizione delle navi, ma per conquistarle dovrà rispondere correttamente alla moltiplicazione che si forma incrociando il numero dell’asse verticale e quello dell’asse orizzontale nel punto dove si trova posizionata la barca. Se la risposta è sbagliata la parola passa all’avversario.
Ma probabilmente nessuno metodo, divertente o più serio che sia, riuscirà davvero nell’intento se non aggiungeremo altri due trucchetti: la costanza nel far ripetere al bambino le tabelline ogni giorno in modo che le impari davvero bene; una buona dose di pazienza da parte degli adulti cercando di ricordare che, quando è stato il nostro turno di impararle, anche per noi non è stata una cosa estremamente facile e non ce l’avremmo mai fatta senza l’aiuto di mamme e papà e della nostra maestra.
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