Cosa fare e cosa non fare quando il bimbo piange al nido.

Cosa fare e cosa non fare quando il bambino piange al nido

L’inserimento al nido non sempre è facile e può avere anche altri effetti oltre al pianto, scopriamo come affrontare questo passaggio con serenità.

Piange sempre, rifiuta il cibo o non dorme? Sono i possibili effetti dell’inserimento al nido.

Tra i momenti più temuti, molti genitori non sanno come affrontare l’inserimento all’asilo nido oppure, se sono preparati, possono non aver messo in conto delle cose e incontrare altri tipi di difficoltà.

Prima di cominciare, facciamo due premesse importanti: l’inserimento non coinvolge solo il bambino ma tutta la famiglia; la serenità con la quale si affronta questo passaggio avrà un ruolo cruciale.

La durata dell’inserimento

Non c’è un tempo definito, dal momento dell’inserimento scattano tutta una serie di cambiamenti nell’assestamento familiare. Per questo, possono volerci 7 giorni o anche di più. L’obiettivo dell’inserimento è la creazione di un clima di fiducia con le educatrici e più in generale con l’ambiente dell’asilo.

Come gestire il distacco.
Il distacco, come gestirlo

Occorre prepararsi al passaggio, il primo a dover essere preparato è il bambino. Come fare? Bisogna raccontargli cosa succederà, che inizierà ad andare all’asilo, che con lui/lei ci saranno anche altri bambini. Importante è trasferire il concetto che l’asilo nido è un luogo sicuro.

Per gestire meglio il distacco non serve scomparire quando si lascia il bambino a scuola, è molto meglio farsi vedere quando si va via e fargli capire che si tornerà più tardi a prenderlo.

Altra cosa importante è farsi raccontare cosa è stato fatto durante la giornata. Se i bambini fossero molto piccoli e non parlassero, bisogna comunque far capire che quel pezzo di giornata trascorsa all’asilo ci interessa molto, e che lui/lei è nei nostri pensieri anche se non siamo con lui.

Se piange

I bambini molto piccoli comunicano un disagio con il pianto, e durante l’inserimento al nido certamente piangeranno. Lasciateli piangere, evitate di bloccare il loro sfogo.
Sarebbe molto sbagliato offrire loro una ricompensa per farli smettere di piangere. Ribadite che l’asilo è un luogo sicuro, che staranno bene, che è stato scelto appositamente per loro, sapendo che era il posto giusto.

Se non mangia

L’inserimento al nido potrebbe avere un altro effetto: il rifiuto del cibo. Non perdete la calma.
Se l’asilo offrisse la possibilità di rimanere a pranzo qualche volta, approfittatene. In questo modo, la vostra presenza sarà rassicurante e potrebbero far mangiare vostro figlio più facilmente.

Se il bambino rifiutasse il cibo quando è a casa, la strategia migliore è lasciarlo stare. Sicuramente il bambino riprenderà a mangiare quando sarà più sereno.

Se non dorme

Anche in questo caso varrà la regola sopra, attendere che il bambino sia più sereno e che abbia metabolizzato il passaggio al nido. Se il bambino percepisce la nostra preoccupazione, anche per lui sarà più difficile riprendere la sua routine.

Cosa può fare il papà

Il ruolo del papà è estremamente importante: aiuterà la mamma a staccarsi dal bambino. Sarà molto utile che anche il papà sia presente al momento dell’inserimento per facilitare il distacco.

Le educatrici

Sono figure importantissime per un sereno inserimento, pure con i dovuti tempi di ambientamento. Le educatrici dovranno guadagnarsi la fiducia del bambino e della famiglia. Devono, quindi, avere un atteggiamento accogliente, devono essere rassicuranti e offrire sostegno nei momenti critici.

Problema: ritirare il bambino dall’asilo

Succede molto raramente ma qualche volta, quando le prospettive di inserimento sono disastrose, le mamme si chiedono se sia bene insistere. Sarebbe un peccato se si cedesse alla baby sitter o ai nonni, per questo è importante essere sereni o non trasmettere agitazione. Il consiglio più sincero che possiamo darvi è quello di parlare con le educatrici del nido e valutare insieme cosa sia meglio fare.


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