La collezione Golden Label FW 2015-2016 di Vivienne Westwood va oltre le distinzioni di genere, per un nuovo concetto di seduzione
Sono davvero incredibili la forza e l’afflato provocatorio che anima ogni collezione di Vivienne Westwood. E anche quella autunno-inverno 2015-2016 Gold Label non fa eccezione. La stilista infatti fa salire sulla passerella della Paris Fashion Week una serie di capi dove sovversione (nel senso più stretto del termine) e trasgressione sono sorrette da una creatività fedele a se stessa ma in continua evoluzione e da una bravura sartoriale ai limiti del parossismo.
Come annunciato sull’invito della sfilata “Unisex: Time to Act!“, il motivo portante della collezione FW 2015-2016 di Vivienne Westwood e del marito Andreas Kronthaler è il superamento delle identità di genere e il loro ribaltamento. Non solo infatti le modelle indossano cappotti, giacche, pantaloni e completi rubati al guardaroba di lui, ma in passerella salgono uomini vestiti con abiti da donna, lunghi e corti, a sottolineare l’assoluta intercambiabilità tra maschile e femminile. Pur con alcuni limiti invalicabili. Se le lei/lui, infatti, mantengono inalterato il loro fascino e la loro forza seduttiva, anzi la implementano nei nuovi panni, i lui/lei sono figure grottesche, quasi caricaturali. Una scelta che si presta a numerose interpretazioni, tra le quali spicca un neppure troppo nascosto desiderio di ribadire l’eccezionale complessità della creatura donna.
E’ scontato e infinitamente riduttivo “spiegare” l’estetica di Vivienne Westwood riconducendo tutto al suo ruolo di madre e signora del punk. Certo, è innegabile che quello sia il punto di partenza, il “ventre” in cui si forma e dal quale nasce ogni collezione della stilista inglese, ma – come per gli esseri viventi – a delineare l’essenza di ciascuna concorrono sia fattori endogeni che esogeni.
Così, la proposta autunno-inverno 2015-2016 attinge sì a piene mani dal punk, dagli anni ’60 e dai ’70, da psychedelic trip e dalle atmosfere decadenti e un po’ malinconiche da “fine della festa” con tagli sbiechi, linee asimmetriche, volumi scenografici, colori accesi e stampe giganti, ma allo stesso tempo mette ordine nel caos con un design rigoroso, forme pulite, tonalità classiche e “rassicuranti” come il grigio, il nero, il marsala, il marrone, fantasie tartan e – addirittura – gessate.
Le gonne e i gonnellini di frange hawaiian style che fanno da fil rouge alla collezione, i pantaloni morbidi tipo sarouel, gli abiti tunica con maxi drappeggi, le tute pijama e le mantelle con grandi cappucci si mescolano e si contrappongono infatti a capispalla con spalle oversized a uno, due e tre bottoni che sono la rappresentazione più compiuta del genere destrutturato tanto in voga negli anni ’80, a pantaloni asciutti e a vestiti e jumpsuit dal design impeccabile.
Tale è la forza provocatrice e irriverente delle collezioni di Vivienne Westwood, compresa quella FW 2015-2016, che un occhio poco allenato corre il “rischio” di non vedere l’incredibile ricerca materica, il lavoro sartoriale e l’accuratezza dei dettagli che si cela dietro a ogni capo.
Seta, raso, tulle, lana e tessuti nobili e pregiati, infatti, sono declinati in abiti che contrappongono rigore a fluidità, costruzione a leggerezza, in un gioco delle parti che è frutto di un tailoring sapiente, mentre le grandi stampe di fiori e naturali, i motivi Seventies ed Eighties, le fantasie ispirate all’epoca dell’avanguardia ribadiscono l’eccezionale passione della stilista per l’arte, la cultura e la società.
Il risultato è un grandioso effetto visivo, dove dettagli come le incrostazione di paillettes, le applicazioni e le lavorazioni a contrasto sono discreti e allo stesso tempo fondamentali, allo stesso modo degli accessori, rappresentati dagli ormai celebri cappelli a cilindro come quello indossato da Pharrell Williams, da stivali-calza, da elegantissimi décolleté a punta e da incredibili zeppe e scarpe allacciate di gusto quasi “primitivo”.
Foto: Vivienne Westwood
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